Venerdì 18 Settembre 2020 - Anno XVIII
La via Francigena italiana si candida a patrimonio Unesco

La via Francigena italiana si candida a patrimonio Unesco

Un cammino che nei secoli è stato attraversato e calpestato da milioni di pellegrini. Il riconoscimento servirà ad ssicurare un’efficace tutela del tracciato e il suo eccezionale valore universale.

Via Francigena segnaleticaPresentata la candidatura della via Francigena italiana a patrimonio dell’Unesco. Dalla Val d’Aosta al Lazio. Passando per Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana. Gli assessori alla cultura delle sette regioni toccate dal millenario cammino si incontrano a Firenze per sottoscrivere il protocollo per la candidatura all’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di cultura, l’Unesco appunto, per “vederne riconosciuta l’eccezionale particolarità ed importanza, sia sotto il profilo culturale che naturale” della via Francigena.
La via Francigena è un cammino lungo un itinerario medievale calpestato, nei secoli, da milioni di pellegrini. Collega Canterbury (Inghilterra) con Roma, passando anche per Francia e Svizzera e nel Medioevo rappresentò l’itinerario più frequentato dai cristiani in cammino verso Roma. Il progetto vuole realizzare, si legge in una nota, “la messa in valore della specifica porzione del tracciato che attraversa le Regioni interessate, nella prospettiva di vederne riconosciuta l’eccezionale particolarità ed importanza, sia sotto il profilo culturale che naturale”.
Via FrancigenaL’obiettivo, come è stato spiegato dagli assessori, è assicurare un’efficace tutela del tracciato e la conservazione del suo eccezionale valore universale, “per le generazioni presenti e future”. Con la firma del documento, aggiunge l’assessore della Val d’Aosta Emily Rini, verrà inoltre definita l’adozione delle più opportune forme organizzative di coordinamento, attraverso l’individuazione di una Regione capofila, per semplificare l’attuazione del progetto di candidatura e per assicurare il massimo raccordo tra regioni, enti locali coinvolti, la commissione italiana per l’Unesco e i ministeri competenti.
“L’Italia non ha miniere d’oro – ha detto Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, commentando l’approvazione regionale della legge sui cammini – ma ha un patrimonio enorme fatto di borghi, tradizioni, cultura enogastronomia. Una ricchezza immensa, che tutto il mondo cerca e ci invidia”. Dobbiamo valorizzare, continua Zingaretti, “il nostro patrimonio storico e naturalistico lungo le vie come opportunità di sviluppo e di crescita per le persone”.

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