Martedì 23 Luglio 2024 - Anno XXII

Il premio del Parco più bello 2017 a Genova e in Val d’Orcia

Durazzo Pallavicini Villa-La-Foce

La XV edizione del concorso “Il Parco più bello d’Italia” assegna il premio a “Villa Durazzo Pallavicini” per la categoria parchi pubblici e a “Villa La Foce” in Val d’Orcia per quelli privati.

Durazzo Pallavicini, foto Susanna Bavaresco
Villa Durazzo Pallavicini (foto: Susanna Bavaresco)

Il Parco più bello” d’Italia è un concorso nazionale dedicato a parchi e giardini, con lo scopo di valorizzare l’inestimabile patrimonio di parchi e giardini presenti nella nostra penisola. Il premio vuole contribuire a stimolare l’interesse e la sensibilità verso il verde nelle sue forme più eccelse. Promosso dal network ilparcopiubello.it, è giunto alla XV edizione. Al premio concorrono i parchi pubblici e privati. La giuria valuta secondo l’interesse storico-artistico e botanico, lo stato di conservazione, gli aspetti connessi con la gestione e la manutenzione, l’accessibilità, la presenza di servizi, le relazioni con il pubblico e la promozione turistica. Le bellezze verdi italiane premiate quest’anno sono Villa Durazzo Pallavicini a Genova Pegli per la categoria parchi pubblici; mentre per la categoria parchi privati è stata premiata Villa La Foce in Val d’Orcia (Chianciano Terme, Siena). Due gioielli naturalistici tra gli oltre 1.000 i partecipanti all’edizione 2017.

Villa Durazzo Pallavicini a Genova-Pegli

Durazzo Pallavicini parcobello 2017

Considerato uno dei parchi romantici più originali del mondo. Il parco di villa Durazzo Pallavicini, voluto dal marchese Ignazio Pallavicini, fu ideato e realizzato nel 1840 dallo scenografo Michele Canzio. Ne scaturì non solo un parco in stile romantico, ma un itinerario composto da scenografie legate una all’altra da una traccia narrativa: il Viale Classico, la Coffee House, l’Arco di Trionfo, la Casa dell’Eremita, le Grotte, il Lago Grande con la Pagoda Cinese, il Tempio di Diana, il Ponte Romano, i Giardini di Flora, il Gazebo delle Rose; il tutto in una pittoresca realizzazione paesaggistica meticolosamente composta nei suoi elementi architettonici e vegetali, ordinata secondo un preciso percorso dai contenuti esoterici.

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Durazzo Pallavicini parcobello 2017Non mancano esemplari vegetali di grande pregio botanico-paesaggistico: la monumentale canfora affiancata al cedro del Libano posti a margine del lago, la collezione di palme esotiche, l’araucaria e il sughero secolari, la rosa banksia e il lauroceraso; in particolare spicca tra tutte la collezione di antiche camelie, alcune delle quali ultracentenarie, che ogni primavera costituisce una vera attrazione con la sua particolare fioritura.
Il parco di Villa Durazzo Pallavicini costituisce una delle più alte espressioni di giardino romantico ottocentesco, – come cita la motivazione della giuria – con un preciso impianto scenico studiato come un’opera teatrale ripartita in atti, con un prologo e un epilogo. Recentemente è tornato all’aspetto originario grazie all’impegno del Comune di Genova attraverso un imponente e attento restauro che ha portato alla ricomposizione delle scene vegetali e alla ricostruzione dei percorsi.
La Villa Durazzo Pallavicini resta aperta al pubblico da marzo a ottobre.

Villa La Foce in Val d’Orcia (Chianciano Terme, Siena)

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Villa La Foce con veduta sulla Val d’Orcia

Villa La Foce e il suo straordinario giardino sono fortemente legati a Iris Cutting che, con il marito marchese Antonio Origo, decise di trasferirsi qui dopo il matrimonio negli anni Venti del secolo scorso; l’architetto paesaggista inglese Cecil Pinsent venne incaricato dei lavori – che continuarono fino al 1939 – per i quali si ispirò ai giardini formali della tradizione classica italiana, all’ideale umanistico dei giardini rinascimentali.
La casa è circondata da un giardino formale diviso in “stanze” da siepi di bosso, con piante di limoni in vasi di terracotta. Scale di travertino portano al roseto e a un pergolato ricoperto di glicine e delimitato da siepi di lavanda.

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Durazzo Pallavicini Villa-La-Foce-foto-aerea
Foto aerea di villa La Foce

Pendii terrazzati salgono dolcemente su per il colle, dove ciliegi, pini e cipressi crescono tra la ginestra selvatica, il timo e il rosmarino, e un lungo viale di cipressi porta ad una statua di pietra del XVII secolo. Un sentiero attraversa il bosco e collega il giardino con il cimitero di famiglia, considerato una delle migliori creazioni di Pinsent. Il giardino, esempio eccezionale di armonia e di bellezza, instaura una relazione unica con il paesaggio circostante costituito dallo splendido scenario della Val d’Orcia.
Il giardino di Villa La Foce resta aperto da marzo a ottobre il mercoledì pomeriggio, il sabato e la domenica.

info: www.ilparcopiubello.it

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