Venerdì 5 Marzo 2021 - Anno XIX
Matera al tramonto (ph C. Marchetto ©Mondointasca.it)

Matera al tramonto (ph C. Marchetto ©Mondointasca.it)

Tra i sassi di Matera per conoscere la Città Europea della Cultura 2019

Tuffarsi nella storia di Matera e dei suoi “sassi”, Patrimonio Unesco dal 1993. La città Europea della Cultura 2019 custodisce pezzi di storia e di popoli insediati dodicimila anni fa. Ogni angolo, ogni pietra è uno spaccato di storia e di civiltà. Testimonianze in 150 chiese rupestri

Panorama della città di Matera Matera

Panorama della città di Matera Matera (ph C. Marchetto ©Mondointasca.it)

Percorrere le strade che conducono a Matera è intraprendere un viaggio dove  impera un silenzio rilassante, intervallato solo dai versi di uccelli o dalle greggi che si addentrano in lunghe distese di pascoli. Qui i confini sono caratterizzati dai muretti a secco, una delle tante bellezze paesaggistiche dell’antica terra di Lucania, come venne chiamata dal 1932 al 1945 per volontà di Benito Mussolini. Strada facendo, le infinite macchie di oliveti riescono ad incantare il cuore e l’animo di chi volge lo sguardo oltre il finestrino dell’auto e  si ammirano le case bianche, le masserie, i resti di alcune rovine dell’antica civiltà greca.
In Basilicata o Lucania, le civiltà si sono intrecciate a tessere messaggi di storia, di geografia e antropologia. La regione, nel corso della storia, ha subito varie invasioni perpetrate dai Bizantini, dai Normanni, Svevi, Angioni, Aragonesi fino al Regno d’Italia e alla nascita della Repubblica d’Italia.

Civiltà contadina e memorie storiche

Matera Piazza-del-Sedile

Piazza e Palazzo del Sedile

Matera è la città che maggiormente rappresenta la Basilicata grazie alla struttura urbanistica costituita dai famosi “sassi” che custodiscono pezzi di  storia di popoli che qui si sono insediati diecimila anni fa. Matera, patrimonio UNESCO dal 1993, è la testimonianza della lungimiranza, delle abilità manuali di tutte quelle popolazioni che hanno scalfito la roccia per ricavarne un riparo o meglio una casa-rifugio.
Addentrandosi lungo le strette e tortuose vie della storica Matera, si ha la sensazione che ogni angolo, ogni spigolo, ogni pietra offra uno spaccato di storia e di civiltà. Le pietre su cui si cammina sono levigate dall’erosione degli agenti atmosferici e dal passaggio della moltitudine di gente che le attraversa alla ricerca di un passato intriso di civiltà contadina e di memorie storiche legate ad una terra che ha attraversato momenti tristi nella sua lenta e lunga evoluzione.

Matera: origini risalenti al Paleolitico

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Chiese rupestri della Gravina materana (ph C. Marchetto ©Mondointasca.it)

Le origini di Matera risalgono addirittura al Paleolitico e ciò è confermato dai ritrovamenti archeologici rinvenuti nella grotta dei pipistrelli; i primi villaggi trincerati appaiono nel Neolitico dove traggono sviluppo le tecniche di raccolta delle acque con cisterne a campana e di canalette lungo profondi fossati.
Il primo centro abitato che rappresenta la città di Matera è la CIVITA, un sistema urbanistico che sfruttava la presenza in loco di calcarenite tenera, detta anche tufo, in grado d’essere scalfita e “modellata” in casa-grotta. L’abitazione scavata nella roccia rappresentava, per queste popolazioni, non solo un luogo dove vivere ma anche un rifugio di difesa per sottrarsi al dominio delle continue invasioni. A testimoniare il transito di varie etnie, vi sono numerose chiese costruite all’interno della città e 150 chiese rupestri erette nella cosiddetta Gravina materana.

Comunità monastiche dall’Asia minore si rifugiano nelle grotte

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Palazzo Lanfranchi, sede dei Beni artistici e storici della Basilicata (ph C. Marchetto ©Mondointasca.it)

Nel corso del Medioevo, molte piccole comunità orientali monastiche e laiche, fuggirono dall’Asia Minore, dall’Armenia, dalla Siria e dalla Cappadocia e si rifugiarono nelle grotte che diventarono ben presto luoghi di preghiera. In questo periodo si formano i due centri urbani più caratteristici di Matera: il Sasso Caveoso (a sud) e il Sasso Barisano (a nord-ovest) con al centro la Civita.
La città è stata costruita e ricostruita su abitazioni antiche in una sorta di stratificazioni l’una sull’altra a partire dal 1700 e 1800 quando fu avviato un nuovo processo di costruzione di nuove sedi del potere economico e religioso giungendo a ricoprire giardini, ipogei, cisterne e foggiali. Per esempio i camini delle case sono stati costruiti sopra i tetti delle case sottostanti.

I famosi “sassi” di Matera

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Una tipica Casa Grotta, Museo Etnoantropologico (ph C. Marchetto ©Mondointasca.it)

I “sassi” a Matera  sono sempre stati il centro della vita  dei materani fino al dopoguerra allorché si stabilì che, a causa delle precarie condizioni igienico-sanitarie dovute al superaffollamento degli abitanti giunti a sedicimila residenti, le case-grotte furono dichiarate inagibili.
Dal 1952 iniziarono le operazioni di trasferimento degli occupanti che furono sistemati nelle case popolari e, negli anni sessanta, le case-grotte furono abbandonate anche dalla memoria storica, in quanto ritenute “Vergogna Nazionale”. Bisognerà attendere il 1986 per veder rifiorire la “città dei sassi” attraverso un’apposita legge che provvederà alla “conservazione e al recupero architettonico ambientale” delle antiche case-grotta che diventeranno hotel, locali commerciali e culturali. Gli ex abitanti delle case-grotta, ormai assuefatti ad altro tenore di vita, vivono in case più consone alle attuali esigenze di modernità e i sassi sono stati trasformati in musei etnografici, ristoranti tipici e negozi.

Chiese e monumenti: Sasso Caveoso

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Scorcio su Sasso Caveoso (ph C. Marchetto ©Mondointasca.it)

Tra le chiese si ricordano il Convicino di Sant’Antonio, situato nel Sasso Caveoso. E’ una struttura costituita da 4 chiese disposte orizzontalmente lungo il versante del torrente Gravina. All’interno delle 4 chiese troviamo tracce di affreschi raffiguranti la Madonna e i Santi. Dal XVII secolo, l’intero complesso monastico fu trasformato in un luogo di produzione e di conservazione del vino.
Chiesa di Santa Maria alle Malve, collocata nel Sasso Caveoso, è stata la prima sede di un gruppo di monache dell’ordine benedettino che furono costrette ad abbandonare la struttura a causa della malaria. L’antico cenobio, formato da diverse grotte, mostra tracce di affreschi del XII secolo e un altare e 4 nicchie.

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Sasso Caveoso (ph C. Marchetto ©Mondointasca.it)

Chiesa di San Pietro Caveoso è un bellissimo esempio di ricostruzione edile. La chiesa è dedicata ai Santi Pietro e Paolo e la sua costruzione ebbe inizio nel XIV secolo, ma successivamente l’impianto originario venne modificato fino all’attuale assetto terminato nel secolo scorso. La chiesa s’affaccia su un’altura e la facciata seicentesca, ha tre nicchie dove sono collocate le statue raffiguranti la Madonna, San Paolo e San Pietro. Molto bello, l’interno a tre navate con quattro cappelle nelle quali troviamo la tela raffigurante la “Pietà”, opera di Alessandro Fracanzano. Di notevole interesse la fonte battesimale in pietra con bassorilievi; il polittico in legno che rappresenta la Vergine Santa, ai lati San Pietro e Paolo, e l’ultima cena. Notevole il soffitto con narrazioni della vita del Cristo.
Chiesa Madonna de Idris, situata al centro del Sasso Caveoso, è interessante per la porta d’ingresso in stile gotico con un piccolo campanile in alto a destra. L’interno interamente scavato, presenta un altare frontale e tracce di affreschi dai simboli iconografici religiosi.
Necropoli alto medioevale: qui sono state seppelliti i defunti in posizione fetale per occupare il minimo spazio. Altre chiese ubicate in questa parte di Matera sono: la chiesa della Madonna della Virtù, la chiesa di San Nicola dei Greci, posta sulla parte superiore della precedente, risalente al X-XI secolo.

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