Domenica 19 Agosto 2018 - Anno XVI
L'elegante e super chic bar  ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano

L'elegante e super chic bar ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano

Vox Populi: a volte bisogna porsi un limite a essere pirla

Un Tizio consuma 3 spremute e un’acqua minerale nel fichissimo bar ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano e paga 41 euro. Scrive al Corriere della Sera e se ne lamenta. Lo scontrino fa il giro dei social e il Tizio si prende pure gli insulti

pirla conto cracco

Lo scontrino che ha fatto il giro dei social

Il “Corriere della Sera” online di lunedì 16 luglio narra che un Tizio è andato nel nuovissimo supernotissimo, superscicchissmo, supersnobissimo, ‘superIn’, (già) superbattutissimo (se dici che non ci sei ancora stato, per le sciurette della Milanobene sei un paria qualsiasi…) etc. etc. etc. insomma, è andato (nella milanese Galleria) nel locale superfighissimo ristorante (ma fa anche da bar) di un noto cuoco (tale Cracco), laddove (parlandosi solo di uso dei servigi del bar) ha speso 41 euro 41 (v. fotocopia conto) per bere 3 spremute d’arancio 3 più 1 acqua minerale 1 e 1 (non meglio definita) San Pellegrino (che, per inciso, e ahiloro, si è sempre guardata bene da produrre buone Barbère o Grignolini, sempre insistendo su acqua minerale e/o bibite analcoliche, e vabbè, nessuno è prefetto).

Consumare da Cracco e lamentarsi ci si prende del pirla

pirla Cracco-Galleria-Vitt-Em-II-Milano

Il primo piano con Cracco alle finestre del suo ristorante che sporgono nella Galleria

Dopodiché, non contento di aver proceduto al suesposto esborso per i citati (“innocui”) drinks, il sedicente malcapitato, ha pensato bene di rendere noto (all’opinione pubblica) il sopruso economico subìto, ben certo di venire sommerso da manifestazioni di umana solidarietà (non disgiunte da generali espressioni di simpatia). E invece il Tizio si è beccato del Pirla (e sembra che glielo abbiano detto davvero in tanti, una sorta di Vox populi…). Ma come (a leggere il “Corriere” ci è sembrato di averla capita così…) vai in scicchissimo posto super super super in in in (v. sopra), quindi Uomo avvisato …, dopodiché, per dirla col poeta, ti improsmano (vabbè, solo economicamente, e sarebbe proprio il caso di dire che culo …. e tu ti lamenti pure, disturbando financo il Corrierone!?!?!
Su, dai ….

P.S. Quanto sopra narrato non avrebbe senso se non fosse opportunamente corredato, commentato da una info che se non certissima è quasi certa. Orbene, se si parla di ristoranti (non parliamo poi di quelli “Chic”, di “Lusso”, o comunque detti e/o ritenuti tali) almeno il 73,4% (se non di più, fino a picchi del 99,99% delle già lodate ‘sciurette’) di chi ci va, non vi si reca per bisogni gastrico – palatali. Vi si reca, bensì, per dire “quanto ha speso” (talvolta, persino, beninteso stoltamente, senza nemmeno dire cos’ha mangiato…). Aahhh Gualtiero, stasera Lei è stato divino ….

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