Sabato 21 Settembre 2019 - Anno XVII
Panorama sul monastero di Santa Caterina d'Alessandria (autore: Egghead06)

Panorama sul monastero di Santa Caterina d'Alessandria (autore: Egghead06)

Penisola del Sinai. Il Monastero di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto

Viaggio all’origine del Cristianesimo. Visita al monastero greco-ortodosso costruito ai piedi del Monte Sinai in Egitto. Montagne granitiche e misteriose che evocano tradizioni bibliche legate alla storia di Mosé

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Monastero di Santa caterina d’Alessandria

Nella penisola del Sinai, in Egitto, esiste un luogo mistico e magico adagiato ai piedi del Monte Sinai ad una altitudine di 1500 metri s.l.m. Si tratta del Monastero greco-ortodosso di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto costruito 1400 anni fa nel cuore del deserto del Sinai dall’imperatore bizantino Giustiniano. Per arrivare al monastero bisogna percorrere una strada che inizialmente attraversa buona parte del deserto del Sinai e poi si inerpica tra rocce di natura sedimentaria. Si avverte tutta la bellezza delle montagne con cime più o meno alte, ma è il colore giallo-rossastro della roccia ad affascinare il turista. C’è da chiedersi quanto misteriose siano queste montagne granitiche che evocano le tradizioni bibliche legate alla storia di Mosè.
E’ infatti in questi luoghi sacri, situati a sud del Sinai, che Mosè vide il “roveto ardente” sul Monte Horeb dove ricevette i famosi “dieci comandamenti”, fondamenti della religione cristiana. Mito e leggenda, storia e religione, sono gli elementi che da sempre hanno interessato studiosi e pellegrini arrivati fin qui per visitare luoghi ancora avvolti da un’aura di mistero e di fede. Il monastero, nel 2002, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO per l’importanza dell’architettura bizantina, per la ricca collezione di icone e per l’antica biblioteca che custodisce oltre 4000 manoscritti antichi.

Il monastero di Santa Caterina d’Alessandria: cenni storici

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Chiesa di Santa Caterina

Nel 525 d.C. l’imperatore Giustiniano ordinò la costruzione del monastero e della chiesa cercando di preservare l’intera struttura dalle razzie di predoni e beduini edificando una cinta muraria alta circa venti metri. Considerato il pericolo di incursioni, Giustiniano cercò di proteggere i monaci che vi abitavano utilizzando guardie addestrate. Ciò è testimoniato da un’iscrizione in greco su una trave del soffitto della chiesa con impressi i nomi di Giustiniano, della moglie Teodora e dell’architetto Stefano Ailisios.
Il monastero è dedicato a Santa Caterina, una fanciulla nata ad Alessandria d’Egitto nel 296 d.C. in una famiglia pagana e ricca. La ragazza venne educata in una scuola pagana dove studiò filosofia, poesia, musica, scienze matematiche, astronomia e medicina. La fanciulla si convertì al cristianesimo. Nonostante i tentativi perpetrati da molti per dissuaderla, continuò a professare la fede cristiana e a diffonderne le idee. Non cedette a nessuna lusinga, sino a subire il martirio della ruota e la decapitazione. Non essendo mai stato trovato il suo corpo, la tradizione cristiana attribuì la sua scomparsa con l’ascesa sulla cima più alta del Sinai per mezzo degli angeli.

Ritrovamento del corpo della santa

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Monastero di Santa Caterina di Alessandria d’Egitto ai piedi del Sinai (autore: Berthold Werner)

Tre secoli più tardi, alcuni monaci, guidati da un sogno, ritrovarono il corpo della santa e lo deposero in un sarcofago d’oro. La storia di questa santa egiziana venne fatta conoscere in occidente attraverso le crociate. Dal secolo XI l’antico monastero è conosciuto col nome di Santa Caterina del Sinai o d’Alessandria. Il monastero è considerato il più antico convento cristiano continuamente abitato. Vanta una imponente cinta muraria costruita in pietra locale, larga da 1,80 a 2,70 metri e alta tra i 9 e i 18 metri a seconda della pendenza del terreno. Lungo il muro esterno che percorre i 4 lati del perimetro, si possono vedere i simboli iconografici dei primi cristiani. All’interno delle mura, invece, si trovano le celle dei monaci, una moschea con minareto, la biblioteca, la basilica e alcune cappelle dedicate ai santi cristiani.
Nel 1951, al  muro posto a sud, fu aggiunta una nuova ala per mettere al sicuro la biblioteca, la galleria delle icone, il nuovo refettorio dei monaci e i locali per l’arcivescovo di Santa Caterina.

Trasfigurazione di Cristo: il mosaico più antico della Chiesa d’Oriente

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Trasfigurazione di Cristo

La Chiesa si trova sul lato nord della fortificazione. Costruita in pietra granitica, ha una navata centrale e due laterali abbellite con lampadari policromi, iscrizioni, bassorilievi, colonne monolitiche ricoperte di pittura bianca, icone raffiguranti i santi venerati tra cui il mosaico della Trasfigurazione di Cristo, considerato il più antico della Chiesa d’Oriente. Dietro all’altare maggiore è stata costruita la cappella del “roveto ardente” a imperituro ricordo della parola di Dio a Mosè e il reliquario della Santa.
Il campanile, edificato nel 1871 da un monaco di nome Gregorio, ospita campane di diversa grandezza, donate dallo zar di Russia Nicola II, che battono i rintocchi durante la liturgia della Messa e nelle feste.
Il monastero è considerato un luogo sacro per tre grandi religioni monoteistiche: il cristianesimo, l’islam e l’ebraismo. Per la sua importanza storico-religiosa, i monaci furono rispettati durante varie incursioni da parte  degli arabi, dei crociati, dei turchi e perfino da Napoleone che emanò un editto per proteggere l’intero complesso. All’esterno della fortificazione si trova il giardino dove è stato trapiantato l’arbusto del roveto ardente, il piccolo cimitero e l’ossario dei monaci. Da questo luogo si può può raggiungere il Monte Sinai a piedi e godersi il panorama da cui, secondo la tradizione, Mosè ricevette il famoso  Decalogo.

Info: www.sinaimonastery.com

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