Domenica 15 Dicembre 2019 - Anno XVII
Alitalia story, più lunga della saga ‘Dallas’

Alitalia story, più lunga della saga ‘Dallas’

Una compagnia che non riesce a riprendere quota. E i soldi non bastano mai. I suoi voli continuano ad essere in rosso profondo. Il consiglio dei ministri rimette in carreggiata Alitalia prorogando il prestito-ponte e coinvolgendo Ferrovie dello Stato

Alitalia story Totò-in-vota-Antonio

Il principe della risata, Totò nel film “Gli Onorevoli”: Alitalia… comprate l’Alitalia…

Ho ricevuto una info in cui si parla di Alitalia (beninteso dei suoi – eterni – problemi di danèe, nel senso di… qualcuno che la compri… venghino siòre e siòri venghino… AAA compagnia aerea cedesi….) da cui una certa stanchezza che mi pregio segnalare al colto e all’inclita. Il consiglio dei ministri, riferisce (prima di Natale) il Corriere della Sera, vuole rimettere in carreggiata Alitalia. Per farlo, prorogherà il prestito-ponte, coinvolgendo Ferrovie dello Stato nella partita… Sono infatti stanco, anzi esausto, anzi, stanno cominciando a girarmi le balle a proposito di ‘sta “Alitalia story”. Molto avanti nel tempo, a conti (ahimè) fatti, bazzico da ormai 60 (e forse più) anni nella cosiddetta industria del Turismo (tour leader, tour operator, scriba narratore di gite e trasferte etc etc, manca solo il lift boy ma mi sto organizzando). Orbene, nello stesso giorno in cui cominciai a sfangarla nei viaggi, non mi capitò forse di sentire, e leggere, che l’Alitalia bla bla bla qui e bla bla bla lì, bla bla bla su e bla bla bla giù, che l’Alitalia l’era, ormai, in braghe di tela, che col bel tempo gli equipaggi bigiavano e andavano a fare il bagno a Fregene, che ‘bambole non c’è una lira’, che l’Alitalia volava in ‘rosso profondo’, che (per farla breve) “l’Alitalia aveva le ore contate”, e va là che vai ben…?

Alitalia story, i conti che non tornano

Alitalia story Humphrey Bogart-e Ingrid Bergman

Humphrey Bogart e Ingrid Bergman: “Meno male che non voli con Alitalia, bambina… chiacchierata com’è….”.

Dopodiché, a ben contarle, di ‘ste ore, “contate”, l’Alitalia dovrebbe averne sommate un (bel) po’ (24 al giorno, x 365 gg + alcuni gg ‘bisestili’, il tutto moltiplicato x 60, anni, – vedi sopra – fai tu…).
Orbene, e qui giunti, sarebbe ‘mica’ il caso che (dopo aver contato tutte quelle “ore contate”…) su ‘sta Alitalia si tirasse su un bel rigo finale (e mica dico di sopprimere personale e aerei, basterebbe solo che la si facesse volare con le proprie gambe, in caso contrario, sorry … anche perché così fanno nei Paesi seri)? Né vale un discorso sulla ineluttabile necessità della ex Compagnia di Bandiera: nel 2007, mercé i voli Alitalia, Malpensa poteva vantare un record di 23,7 milioni di pax, a fine 2018 (2° scalo in Italia dopo Fiumicino) batte quel record (24,7, e l’anno prossimo da Milano Malpensa si volerà anche a Los Angeles, San Francisco, Toronto, Chicago) senza Alitalia.
Dai… su…, perché (detto tra noi) ma che cacchio ha fatto di male il poppolo itagliano, a dover campare decenni pagando (ma fa molto più chic dire ‘ripianare’) le perdite di ‘sta malaccorta trasvolatrice? E non è, forse, che tante compagnie aeree di tanti Paesi (pure) più virtuosi (e ricchi) del Belpaese, ‘han preso su’ e portato i libri in tribunale? Mah!
P.S. Unico “problema” di tutta la Vicenda Alitalia (semmai la balda Compagnia dovesse chiudere bottega): la perdita di attualità del ben noto (almeno tra gli addetti ai lavori) acronimo: “Alitalia… Always Late In Take off Always Late In Arrival”.

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