Domenica 24 Marzo 2019 - Anno XVI
Aliano le maschere credit Fuoriporta.org

Aliano le maschere credit Fuoriporta.org

Aliano, il paese delle maschere cornute, mette in scena il suo carnevale

In Basilicata, nel comune di Aliano si festeggia uno dei carnevali più suggestivi dell’Italia. Quello che va in scena ogni anno in questo comune è un rito arcaico e affascinante. Le maschere cornute sono opere uniche costruite da abili artigiani locali. Vengono indossate insieme a colorati cappelli per renderle meno minacciose.

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Aliano, è pronto a vestirsi a festa per uno dei carnevali più suggestivi dell’intero Stivale. Quello che va in scena ogni anno ad Aliano è un rito arcaico e affascinante. La sua origine si perde nella notte dei tempi. La sua rappresentazione impressionò anche Carlo Levi, durante il suo confine politico nel borgo in provincia di Matera. Quest’anno gli appuntamenti con le sfilate del Carnevale storico sono in programma il 17 e il 24 febbraio, il 3 e il 5 marzo; con un appuntamento speciale il 2 marzo, quando la Lucania incontrerà la Sardegna con le maschere dei “Mamutzones” di Samugheo che accompagneranno quelle di Aliano.

Aliano e le maschere cornute

Aliano

Maschera cornuta di Aliano

Le maschere cornute sono opere uniche costruite da abili artigiani locali, che vengono indossate insieme a colorati cappelli per renderle meno minacciose. Le maschere sono legate alla mitologia greca e in particolare al Dio Pan. Esse sfilano per le vie del paese accompagnate dalla musica di fisarmoniche e cupa cupa, insieme alle donne in costume tradizionale e ai bambini vestiti da briganti.
Venivano a grandi salti – scriveva Carlo Levi nel Cristo si è fermato ad Eboli – e urlavano come animali inferociti, esaltandosi delle loro stesse grida. Erano le maschere contadine. Portavano in mano delle pelli di pecora secche arrotolate come bastoni, e le bandivano minacciosi, e battevano con esse sulla schiena e sul capo tutti quelli che non si scansavano in tempo”.

“Frzzul, sauzizz e rafanata”

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Con ogni probabilità, la tradizione del Carnevale di Aliano nacque come rito di esorcismo verso il male. Le maschere che sfilano nel borgo della Basilicata, somigliano ad una mandria in movimento (chiaro riferimento alla transumanza e richiamo alla cultura agro-pastorale del luogo). Sono uniche nel loro genere: non è possibile trovarne altrove di simili.
Musiche e canti popolari, accompagneranno tutte le sfilate. Da non perdere la degustazioni dei piatti tipici locali a partire da “frzzul, sauzizz e rafanata”. Sitratta di  maccheroni corti formati attorcigliando la pasta attorno a un filo di giunco, salsicce di maiale e rafanata, un piatto cotto al forno a base di uova, formaggio pecorino e rafano, radice aromatica dal gusto piccante che in questa zona della Lucania cresce spontanea. Fra gli altri appuntamenti in programma, spiccano La “Frase” di martedì 5 marzo, una commedia improvvisata in dialetto sul carnevale alianese.

Cosa vedere oltre al carnevale

Aliano Craco la città fantasma

Craco la città fantasma

Per chi volesse trascorrere qualche ora in più da queste parti, nei dintorni di Aliano spicca la città fantasma di Craco. Questo luogo è entrato nel 2010 nella lista dei monumenti da salvaguardare redatta dalla World Monuments Fund.
E’ il paese dove Mel Gibson girò alcune delle scene più toccanti del suo “La passione di Cristo”. All’interno del borgo meritano invece una visita il Parco Letterario Carlo Levi, il Museo storico dedicato allo scrittore che qui visse tra il 1935 e il 1936 e il Museo civico della civiltà contadina.
Ovviamente non bisogna trascurare una visita a Matera, la città dei sassi che quest’annoè stata insignita del titolo di Capitale Europea della Cultura 2019.

Aliano e i calanchi

Aliano

Aliano e i calanchi

Aliano, è noto anche come il paese dei calanchi, grandi colline caratterizzate da profondi solchi che avvolgono il borgo in un paesaggio lunare; in questi luoghi di grande fascino è anche possibile ammirare il volo del capovaccaio, un avvoltoio sacro agli antichi egizi e oggi molto raro. “Spalancai una porta-finestra – scrisse Levi – mi affacciai ad un balcone, dalla pericolante ringhiera settecentesca di ferro e, venendo dall’ombra dell’interno, rimasi quasi accecato dall’improvviso biancore abbagliante. Sotto di me c’era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l’infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco”.

Info sui carnevali italiani: www.fuoriporta.org

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