Giovedì 20 Febbraio 2020 - Anno XVIII
Machu Picchu il popolo delle nuvole (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Machu Picchu il popolo delle nuvole (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Perù 4. Il popolo delle nuvole

Il Machu Picchu immerso in una vegetazione umida di nebbie, dal prossimo anno vedrà regolate le visite. Un panorama che può essere solo fotografato da punti strategici. Il nostro viaggio si è concluso, partiamo dopo aver fatto un’offerta a Wirachoca, presso la Pietra Sacra

Machu Picchu numero chiuso come a Venezia

Ammirare una cartolina (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Ammirare una cartolina (foto: f. gögele © mondointasca.it)

Nel febbraio del 2021 l’Unesco effettuerà una nuova valutazione di uno dei siti più ammirati al mondo: il Machu Picchu. Icona di meraviglia dal punto di vista culturale e paesaggistico, questo luogo sopporta una media di 6000 visitatori al giorno, per un totale di circa un milione all’anno. Pensare che più di cinquecento anni fa, quando gli Inca in 86 anni lo edificarono, il numero dei cittadini era rigidamente controllato e non doveva superare il migliaio.

Verrà regolata la presenza di turisti, limitata l’area percorribile e preclusi alcuni degli edifici della cittadella, se non addirittura l’intero sito, facendo del Machu Picchu un panorama solo fotografabile da punti strategici. Immersa in una vegetazione umida di nebbie e d’Amazzonia, questa antica città fu l’unica a salvarsi dalla devastazione spagnola, ricoprendosi di foresta e silenzio. La scelta di edificarla proprio lassù, a 2460 metri di quota è dovuta essenzialmente all’Oro Verde: la coca, nessun mistero.

Popolo delle nuvole. Alimentazione ricca e nutriente

Peru Mercato (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Mercato (foto: f. gögele © mondointasca.it)

Gli Inca trovarono terreno fertile per quella che costituiva una delle fonti principali di calcio. Alla chica, bevanda fermentata a base di mai germogliato (ricostituente dato alle gestanti, ai bambini e alle divinità nelle cerimonie votive), una vasta gamma di verdure e cereali andini: quinoa, muña, kanigua, kiwicha, tarwi.. e potassio.

È scientificamente provato che una foglia di coca ne fornisce l’equivalente di 3 banane. Per non parlare dei frutti, tra cui il sacha inchi, seme marrone ricco in omega tre, sei e nove. Gli antichi Inca avevano capito che per mantenere fisico e mente in ottime condizioni era necessaria un’ alimentazione ricca e nutriente.

Popolo delle nuvole. Il sistema idraulico degli Inca

Popolo-delle-nuvole (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Le abitazioni del popolo delle nuvole (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Il luogo forniva anche sorgenti d’acqua, che venne convogliata attraverso un ingegnoso sistema idraulico, sfruttando pendenze e canali. L’acqua alimentava le case e zampillava nelle 16 fontanelle in vicinanze del Tempio del Sole. Le montagne erano considerate divinità. A loro gli Inca si rivolgevano e rendevano grazie, vivendo in perfetta simbiosi con la natura. Le stagioni e gli astri venivano studiati e osservati in specchi d’acqua o misurati con meridiane precisissime nel determinare equinozi e tempi di raccolta.

In uno degli edifici del settore reale, vicino al luogo in cui le prescelte preparavano la chica, vi sono due piccole pozze circolari, specchio notturno delle sette Pleiadi, che a primavera, riflettendosi nitide alla mezzanotte preannunciavano buoni raccolti e una felice annata. Nel caso contrario merci e alimenti venivano stipati in magazzini per ovviare a scarsità e fame (la mia guida locale mi ha raccontato che suo nonno basa ancora su questo sistema la coltivazione dei campi!).

Popolo delle nuvole. Inca, studiosi e guerrieri

Cusco-Conpemplazione delle rovine archeologiche (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Contemplazione delle rovine archeologiche (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Il centro della Piazza Sacra, oggi ricoperto da un curato manto erboso (importato dal Canada), un tempo ospitava il mercato. Ma vi si giocava anche a booling, centrando ossa di cammello con una palla in pietra. Gli Inca, illustri studiosi, forti guerrieri ed infaticabili lavoratori, sapevano e volevano anche divertirsi!
Le donne costituivano il 60% della popolazione. Considerate alla pari dell’uomo, rispettate e riconosciute come rappresentanti della Pachamama, la Madre Terra, lavoravano e combattevano a fianco dei compagni. La vera causa che annientò il popolo inca fu il vaiolo.

La malattia infettiva  portata dai conquistadores spagnoli, nel 1492 cancellò definitivamente la pura razza incaica ed i suoi lineamenti caratteristici: naso adunco, capelli lunghi, folti e neri, senza barba e baffi gli uomini, quasi glabri. I loro comandamenti erano fondamentalmente tre: non mentire; non rubare; non essere pigro.
Precetti che a ben vedere furono rispettati, considerando ciò che questa civiltà seppe concepire e realizzare in armonia con il territorio.

Popolo delle nuvole. Omaggio al Dio della Pietra Sacra

Popolo delle nuvole (foto: federica gögele © mondointasca.it)

(foto: federica gögele © mondointasca.it)

Ho voluto fare anch’io un offerta a Wirachoca, Dio, presso la Pietra Sacra, prima di intraprendere il viaggio di ritorno. Avendo finito le ultime foglie di coca rimaste, ho versato dell’acqua, dono altrettanto prezioso: sono certa quindi che il mio desiderio e la mia preghiera verranno esauditi. Soprattuto ho ringraziato. C’è sempre tanto per cui ringraziare e non lo facciamo mai abbastanza. Alle 8.16 di una mattina dal cielo nebbioso ma che lasciava intuire squarci di sole, ho varcato llagta Punku e sono entrata nella cittadina: non lo dimenticherò mai.

La Pietra Sacra (foto: federica gögele © mondointasca.it)

La Pietra Sacra (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Il portale è costruito con pietre di diverse grandezze e fogge ad indicare che poteva essere attraversato da tutti. Per questo anche lo stipite è uno, non doppio come riservato agli ingressi altolocati, edificati con pietre omogenee ed elegantemente collocate. Veniva aperto solo in occasione di Intii Rayni, la festa del Sole o altre celebrazioni e tenuto chiuso il resto dell’anno a difesa della cittadella.
Fuori le mura si aggiravano orsi neri, puma, serpenti velenosi.  Tra i tetti in paglia delle case, reminiscenza di foresta che per secoli ha nascosto il sito, spuntano cactus, agavi, pisonay, tipico albero locale di un bel verde acceso. In cielo volano le rondini, una minaccia per la conservazione degli edifici, tra le cui mura vanno a nidificare e macchie rosse di begonias, contrastano con il bianco delle nuvole.

I lama giardinieri del popolo delle nuvole

Lama giardinieri (foto: federica gögele © mondointasca.it)

Lama giardinieri (foto: f. gögele © mondointasca.it)

Chi adesso si occupa di mantener pulito il sito sono i lama, che brucando limitano l’invasione delle erbe. Da sempre questo animale ha accompagnato la storia del popolo delle nuvole, che non lo addomesticava per mangiarlo, essendo la carne molto pesante da digerire, ma come animale da soma che, pur sopportando un carico limitato (25/30 chili) riesce ad adattarsi ad ogni altitudine. Contrariamente agli altri camelidi andini abituati a quelle più elevate.

Vorrei starmene seduta tra quelle pietre ad aspettare che le pleiadi si riflettano negli specchi d’acqua. Coltivare la terra stando in cielo, bevendo la chica, senza altro suono nelle orecchie che il vento e le nuvole che vanno e vengono di continuo o la pioggia quando è stagione.
Non è poesia. È l’essenza stessa del luogo: Llarkay, Munay, Yachay. Questo contava per l’antico popolo andino e per chi ancora adesso ne conserva appassionatamente la cultura: Lavoro, Amore e Conoscenza.

Info: www.peru.travel

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