Martedì 20 Ottobre 2020 - Anno XVIII
L’ultimo respiro del sole. Il limite tra uomo e natura

L’ultimo respiro del sole. Il limite tra uomo e natura

Riflessione sul cambiamento climatico e sugli effetti antropici sul nostro Pianeta. L’autrice Silvia Grossi ambienta questo romanzo nel Sultanato del Kelantan in Malesia durante l’alluvione del 2015. Una luce sulla vicenda degli aborigeni Temiar.

Ultirespiro-del-sole-coverL’ultimo respiro del sole”, arrivato in libreria l’8 ottobre, è il primo romanzo etnografico dell’antropologa pavese di Silvia Grossi. È ambientato in Malesia, nel Sultanato del Kelantan, durante la tremenda alluvione del 2015. Il romanzo nasce dall’esperienza personale dell’autrice che ha frequentato il SudEst asiatico lavorando come giornalista freelance e come ricercatrice con studi di antropologia. Il libro alterna la narrazione in prima persona a pagine di diario dal 2005 al 2015. In particolare si evidenzia la resistenza ambientale degli aborigeni contro la deforestazione attuata dagli interessi delle multinazionali.

Queste le tematiche riportate nelle pagine del romanzo: «So bene quanto il panorama non sia dovuto alla sfortuna che si è abbattuta su questi popoli, (…) quanto purtroppo alla deforestazione in atto a causa del commercio dell’olio di palma e della gomma (…). Una conversione economica, (…) il cui prezzo è evidente nel post disastro e che da troppi anni è il tema protagonista delle proteste del gruppo Orang Temiar, la comunità aborigena che stiamo andando a incontrare».

L’ultimo respiro del sole riflessione per un cambiamento

“L’ultimo respiro del sole”, vuole essere una testimonianza, e indurre a una riflessione sul cambiamento climatico. Un faro acceso sulla vicenda degli aborigeni Temiar, guidati dall’anziana e saggia Tijah. Gli aborigeni sono impegnati in una resistenza attiva contro la deforestazione dei loro territori ancestrali. Nel racconto, ad appoggiare la ribellione indigena sarà Fadi, mediatore capace di dare filo da torcere agli interessi di Mr Saaed. Il comandante di polizia corrotto e deciso a seguire le proprie ambizioni di potere fino alle estreme conseguenze. La battaglia del protagonista, che diviene riflessione stessa sul futuro del Paese, saranno lo sguardo indagatore di un medico malese e di un’antropologa occidentale.

Con un ritmo narrativo a tratti incalzante, a tratti dominato dall’atmosfera placida della più pura tradizione letteraria orientale, la storia si dipana anche attraverso l’incontro con i coltivatori di riso, i pescatori di fiume e i cittadini che abitano la Malesia contemporanea.
«Quando un disastro così impattante colpisce comunità tanto differenti per etnìa, religione, contesto culturale e ambientale i danni prodotti non sono esclusivamente materiali. A compromettersi sono tutti i processi che tengono in equilibrio la struttura delle comunità, la loro stessa sopravvivenza e il loro futuro immaginato».

L’ultimo respiro del sole di Silvia Grossi, Laurana editore, pagine 304, Euro 16,90

Autore

Silvia Grossi è nata nel 1973. Antropologa ed etnografa, studia e svolge ricerche nel contesto geopolitico dell’Asia meridionale e del Sud-Est Asiatico. Ha pubblicato saggi e traduzioni di grandi classici, tra i quali: Discorso sull’origine della disuguaglianza tra gli uomini di Rousseau, Discorso sul metodo di Cartesio e Trattato sulla tolleranza di Voltaire (Primiceri Editore, Padova, 2019, 2020). Collabora con riviste nazionali di viaggi e cultura e con Enti di cooperazione internazionale. L’ultimo respiro del sole è il suo romanzo d’esordio.

Leggi anche:

Luke Arnold e il fantasy che non ti aspetti

“Il silenzio delle ragazze”

Una vacanza passo dopo passo con “Cammina Italia”

© RIPRODUZIONE RISERVATA