Giovedì 6 Maggio 2021 - Anno XIX
Ile d'Aix paradiso naturalistico (foto © Dario Bragaglia)

Ile d'Aix paradiso naturalistico (foto © Dario Bragaglia)

Gli ultimi tre giorni di Napoleone all’Isola di Aix in terra francese

In occasione del bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte siamo andati alla scoperta della piccola Île d’Aix da dove l’Imperatore sconfitto si imbarcò a bordo della nave inglese Bellerophon per il definito esilio di Sant’Elena.

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Veduta notturna dell’Ile d’Aix (foto © Dario Bragaglia)

Corsica, Elba, Sant’Elena: sono le isole che hanno segnato la vita di Napoleone Bonaparte di cui il 5 maggio ricorre il bicentenario della morte. Ce n’è una quarta che viene spesso dimenticata, Île d’Aix, l’isola di Aix.

Un’isola piccola ma dalla forte carica simbolica. È il luogo dove l’Imperatore ha trascorso gli ultimi tre giorni in terra francese. Da qui si imbarcarò sulla nave inglese Bellerophon, passaggio verso il definitivo esilio a Sant’Elena.

Visita all’isola di Aix e alla cintura di fuoco

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Barche ormeggiate (foto © Dario Bragaglia)

Île d’Aix si trova al largo della costa atlantica della Charente Maritime, non lontano da Rochefort sede all’epoca dell’arsenale militare francese. Bonaparte vi arriva da Parigi dopo la sconfitta di Waterloo. Ha ancora la speranza di sfuggire al blocco navale inglese e salpare verso gli Stati Uniti. Speranza vana. Per lui si consumano in fretta i tre giorni di permanenza, dal 12 al 15 luglio 1815. Matura così la decisione di consegnarsi ai nemici, dopo aver incontrato per un’ultima volta il fratello Joseph.

Per renderci conto del contesto storico e geografico, prima di imbarcarci sul traghetto che dalla Pointe de la Fumée all’estremità nord della penisola di Fouras ci porterà sull’isola, dobbiamo fermarci sulla terrazza del Fort Vauban. Di qui si gode una vista piuttosto completa sulla cosiddetta “cintura di fuoco”, un’area fortificata iniziata da Vaubuan e rinforzata da Napoleone con lo scopo di proteggere l’Arsenale di Rochefort e la sua rada.

Fortificazioni che non bloccarono gli inglesi

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Sull’isola di Aix si gira a piedi e in bicicletta (fot © Dario Bragaglia)

Le fortificazioni comprendevano: Fort Enet, Ile d’Aix , Ile d’Oléron e Fort Boyard, che sfioriamo durante la navigazione. Si tratta di un piccolo scoglio completamente fortificato che è diventato sede di una popolarissima trasmissione televisiva francese che da trent’anni va in onda ogni estate su France2. Napoleone aveva già visitato la zona nei primi anni dell’800 ordinando di rafforzare le fortificazioni che però a nulla servirono qualche anno più tardi. Nell’aprile del 1809, infatti, la flotta francese subì una disastrosa sconfitta ad opera degli inglesi nella cosiddetta Bataille de l’ Île d’Aix.

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Veduta di questo piccolo paradiso naturalistico (foto © Dario Bragaglia)

Sbarcati sull’isola ci si deve affidare alle proprie gambe o al massimo al noleggio di una bicicletta perché Aix è totalmente car-free. Forse anche questa la ragione che l’ha preservata come un paradiso naturalistico. Le dimensioni sono ridotte. Solo 6 chilometri di lunghezza per 600 metri di larghezza. La si gira agevolmente in una giornata, in tempo per prendere l’ultimo traghetto della sera. Se si vuole pernottare c’è un unico, delizioso albergo che, manco a dirlo, si chiama Napoléon. Nel settembre dello scorso anno, era stata appena ripreso da tre coppie di giovani del posto quando è stato colpito da un incendio che l’ha molto danneggiato.

Aix: visita al Fort de la Rade

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Musée Africain (foto © Dario Bragaglia)

Vicino al porticciolo dove si sbarca conviene subito dare un’occhiata al Fort de la Rade, costruito nel 1703, ma completamente rinforzato proprio nel periodo del primo Impero. Prima di entrare nel borgo, ci possiamo soffermare davanti a un busto dell’Imperatore, inaugurato nel luglio del 2015 in occasione del bicentenario della partenza di Napoleone per Sant’Elena. Sulla stele si leggono le parole “C’est ici que s’achève l’épopée”, è qui che si è conclusa l’epopea.

Inoltrandoci nel piccolo borgo, fatte da poche strade che si incrociano ad angolo retto e che portano nomi legati a quel periodo storico, place Austerlitz, rue Marengo, rue Napoléon, incontriamo solo un piccolo bar, l’hotel, qualche botteguccia di souvenir. C’è anche un Musée Africain creato dal Barone Gourgaud, discendente del generale che accompagnò Napoleone a Sant’Elena. Il barone assieme alla moglie dalla fine degli anni Venti del Novecento acquisì molti edifici dell’isola e cercò di aprirla al turismo aiutando gli abitanti dell’isola.

La casa dove soggiornò Napoleone oggi museo

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Musée Napoléon (foto © Dario Bragaglia)

La destinazione più interessante dal punto di vista storico si trova proprio in fondo al borgo ed è la casa del comandante della guarnigione dell’isola, oggi Musée Napoléon. Qui, dove l’Imperatore trascorse le sue ultime notti in terra francese è stato allestito un piccolo percorso museale. Vi sono busti, quadri, documenti, uniformi, arredi che rimandano a quei giorni durante i quali l’uomo che aveva sconvolto l’Europa per una ventina d’anni, capìta la fine, cominciò a tirare le fila della sua vita. Dal 2 giugno al 30 settembre (Covid permettendo) nella Sala Sainte-Hélène è in programma la mostra dal titolo “Sous la dictée de l’Empereur” che prende lo spunto dal quadro di Jean-Baptiste Mauzaisse “Napoleone I che detta le sue memorie”.

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Gli orologi dell’Ile d’Aix sono fermi all’ora della morte di Napoleone (foto © Dario Bragaglia)

All’ingresso, si può osservare una vetrina dove sono esposti 52 orologi a pendolo collezionati dal Barone Gourgaud, tutti fermi alle 17 e 49, l’ora della morte dell’Imperatore il 5 maggio del 1821.

E qui, davanti a quell’attimo fatale di duecento anni fa congelato dalle lancette degli orologi, non si possono che ricordare i celebri versi di Alessandro Manzoni: “Ei fu. Siccome immobile / Dato il mortal sospiro / Stette la spoglia immemore / Orba di tanto spiro / Così percossa, attonita / La terra al nunzio sta…

Info per viaggiare in Francia: www.france.fr; www.nouvelle-aquitaine-tourisme.com/fr

Info Île d’Aix: www.rochefort-ocean.com

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