Mercoledì 8 Dicembre 2021 - Anno XIX
Kyoto, tempio Zen di Tenryu ji Kyoto (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Kyoto, tempio Zen di Tenryu ji Kyoto (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Giappone tappa 3: i colori di Kyoto

Il percorso per ammirare e comprendere le tradizioni e la cultura millenaria della terra del Sol Levante ci porta alla scoperta della città di Kyoto. Terza tappa del nostro viaggio: il Tempio di Zen di Tenryu-ji, la foresta di bambù di Arashiyama, il quartiere Higashiyama. Il mercato di Kyoto tra colori, odori, sapori.

i colori di Kyoto Donne in abiti tradizionali davanti al tempio di Kiyomizu-dera

Ragazze in abiti tradizionali davanti al tempio di Kiyomizu-dera (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Nella mia seconda giornata di visita della capitale millenaria del Giappone, finisco per farmi contagiare dal suo ritmo rilassato e dalla sua eleganza. Qui si respira una storia imponente, che si coglie nel portamento nobile e nell’orgoglio dei suoi abitanti; ma anche nella grazia dei tanti dettagli in cui mi perdo. A Kyoto si può assaporare il Giappone più autentico.

Le cose da fare e da vedere sono tantissime. Per palati più pazienti del mio la scelta è molto ampia. Si va dalle esibizioni canore e danzanti delle geisha, alle cerimonie del tè disponibili un po’ ovunque in città. Cerimonia che nella versione breve dura 45 minuti, nelle versioni lunghe si arriva a 2 o 4 ore. E poi non mancano gli spettacoli tradizionali del teatro kabuki. Si tratta di situazioni che richiedono una conoscenza profonda della cultura giapponese per essere apprezzate. A chi – come me – sta affacciandosi al Giappone per la prima volta rischiano di risultare noiose o incomprensibili.

I colori di Kyoto: Tempio Zen di Tenryu-ji

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Giardino del Tempio Zen di Tenryu-ji (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Decido quindi di andare in giro, visitando gli altri luoghi simbolo della città. Mi lascio conquistare dall’elemento che mi ha stimolato di più in questo itinerario meraviglioso: il colore. I colori di Kyoto attraverso le combinazioni cromatiche dei templi, della natura, dei prodotti in vendita al mercato, degli abiti tradizionali sono il leit motiv di questa giornata. La inizio visitando il Tempio Zen di Tenryu-ji, un capolavoro di semplicità del 1300. Mi colpisce soprattutto l’armonia degli spazi vuoti delle sale e la fusione con il giardino circostante, curato con naturale meticolosità. All’interno i dipinti di draghi e del monaco Bodhidharma.

Secondo la tradizione portò gli insegnamenti zen dall’India, mi fanno intuire come la rappresentazione grafica della realtà dei giapponesi sia radicata in quello che al nostro occhio verista occidentale sembrerebbe un fumetto; invece è il loro modo di vedere il mondo. Questi personaggi mi fanno capire dove affondino le radici pittoriche di quell’arte del racconto fantastico che sono oggi i manga.

I colori di Kyoto: foresta di bambù di Arashiyama

Foresta-di-bambù-di-Arashiyama (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Foresta di bambù di Arashiyama (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Un altro luogo imperdibile a Kyoto è la foresta di bambù di Arashiyama; la natura qui si mostra solenne. È quasi magico avanzare nella rete fittissima di questa foresta tutta verde in cui svettano canne altissime, che creano giochi di luce e di ombra in cui perdere lo sguardo. Lì vicino scorre il fiume Katsura e i parchi attrezzati a pic-nic sono spesso battuti da scimmie, che scorrazzano in libertà e che numerosi cartelli sconsigliano di avvicinare, nutrire o fissare negli occhi: il motivo? Mordono!

Lungo la strada del rientro verso il centro mi imbatto in una delle specialità giapponesi che amo di più, sia per il gusto sia per l’effetto cromatico di un intenso colore verde: la macha (o matcha), ovvero la polvere macinata di foglie di tè verde che viene consumata in molti modi: dal tè tradizionale utilizzato nelle cerimonie a bevande varie calde o fredde, dal gelato ai dolci come il mochi, il bocconcino gommoso di riso con ripieno di fagioli, disponibile in vari gusti anche nella versione frozen: una delizia!

I colori di Kyoto, quartiere Higashiyama

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Il tempio di Kiyomizu-dera (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Cambio zona e raggiungo Higashiyama, uno dei quartieri più vivaci e interessanti di Kyoto. Si snodano affollate stradine, botteghe e una teoria di templi: piccole cappelle votive che si susseguono ai più imponenti templi, lungo il percorso. Un tripudio di colori e stimoli per la vista e per il palato! Raggiungo il tempio rosso di Kiyomizu-dera, che sta in cima a una collinetta dove svetta l’imponente pagoda con un pinnacolo che sembra un’antenna di telecomunicazioni.

Il pinnacolo di metallo che sale verso il cielo pare messo lì a intercettare messaggi divini ed è l’ornamento più sacro in quanto contiene le ceneri del Buddha. Le sue decorazioni simboleggiano delle fiamme d’acqua a protezione del tempio dagli incendi. Tra i fedeli in fila per la purificazione e questo sfondo rosso che abbaglia la vista, mi incanto a vedere le ragazze che si fanno fotografare in abiti tradizionali: la loro grazia e felicità per la nuova era imperiale mi strappano un tenero sorriso.

Monaco in groppa al cinghiale e tempio zen più famoso di Kyoto

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Tempio Ryōzen Kannon (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Continuo la bellissima passeggiata tra le ripide stradine di Higashiyama e mi imbatto in una curiosa statua di un monaco seduto su una sella a forma di fior di loto sopra un cinghiale. Si tratta di uno dei tanti Buddha della guarigione disseminati per il quartiere: questo in particolare rappresenta il dominio del Buddha sulle impurità della carne, sulle passioni divoranti e sull’ignoranza rappresentati dall’animale. La serenità sorniona di questo monaco fa da contraltare alla solennità che invece emana l’imponente statua del Buddha al tempio Ryōzen Kannon: 24 metri di altezza per 500 tonnellate di cemento e acciaio; una statua moderna all’interno di un’area dedicata alla memoria dei 2 milioni di giapponesi caduti durante la 2ª guerra mondiale.

Per chiudere in bellezza questo giro di templi da far girar la testa, nei colori di Kyoto, non poteva mancare il monaco robot; un artificio per far recitare all’infinito i sutra, che mi accoglie all’ingresso del tempio zen più famoso di Kyoto, ovvero il Kodaiji, dove si trova un giardino zen perfettamente pettinato, i cui sassolini così ordinati mi sorprendono per la loro disarmante essenzialità.

Il colori di Kyoto: al mercato tripudio di odori, sapori

Mercato-di-Kyoto

Mercato di Kyoto (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Comincia a piovere e il mio programma di andare a visitare la pagoda d’oro deve subire un improvviso cambio di rotta: non ho l’ombrello e dunque basta templi per oggi! Mi infilo nel mercato coperto di Kyoto e incontro un tripudio di colori, odori e sapori in cui perdersi tra pesci, conchiglie, granchi, sakè, birra, verdura, frutta e carne di ogni tipo. Divertimento puro!

È ora di cena e non resta che recuperare le forze con un po’ di yakitori, gli spiedini di pollo giapponesi che vengono preparati in vari modi, e un’ottima birra prima di un sonno ristoratore. Buonanotte Kyoto. Ritornerò da te prima o poi!

Giappone In Tasca 3: Consigli di viaggio

Trasporti Metropolitani a Kyoto

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La cura degli alberi lungo il fiume Katsura ad Arashiyama (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Il Giappone è noto per la sua efficienza, soprattutto nelle reti di ferrovie e metropolitane che attraversano le città. Ma non è tutto oro quello che luccica, perché efficienza non sempre è sinonimo di semplicità. E districarsi nella rete di trasporti di Kyoto è davvero complicato. La metropolitana della città è piuttosto elementare: vi sono solo due linee (la Karasuma Line e la Tozai Line) che si incrociano alla stazione di Karasuma Oike; e fin qui nulla di che. I problemi iniziano quando dalla metro si vuol cambiare per le linee di ferrovia locale che attraversano la città: un piccolo incubo! Ci sono ben 12 linee ferroviarie private di altrettante compagnie, oltre alle 5 linee ferroviarie urbane ed extraurbane delle JR (Japan Railway) 4 locali e una Shinkansen, su cui potete viaggiare con il Japan Rail Pass.

A Kyoto quindi avrete bisogno: del JR Pass per le linee di ferrovia nazionale, del vostro abbonamento o biglietto per le due linee metro e di biglietti singoli per raggiungere tutte le altre mete lungo le ferrovie private. Non resta che mettersi il cuore in pace e mettere mano al portafoglio – il sistema di trasporti di Kyoto è il più caro del paese – e dimenticarsi per qualche giorno dei benefici del JR Pass, pagando di volta in volta il biglietto delle singole compagnie a seconda che la vostra destinazione sia il quartiere delle geisha a Gion, il Fushimi Inari – il tempio dei portali – o Arashiyama, la foresta di bambù. Con un po’ di pazienza e pianificazione sono sicuro che ce la farete!

Giappone In Tasca: Per i curiosi

Cosa fanno i giapponesi al Tempio: 1ª parte

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Il tempio di Kiyomizu-dera (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Se vi capita di andare a visitare un tempio Shinto – e vi capiterà sicuramente se visitate le bellezze del Giappone – non potrete fare a meno di notare come i fedeli pratichino una serie di comportamenti abbastanza consolidati nei santuari. Se volete fare anche voi i “giapponesi”, approcciare alla dimensione spirituale dello shintoismo e rispettare i luoghi in cui vi trovate, basta seguire queste semplici regole.

Innanzitutto la cosa da fare prima di entrare in un tempio è purificarsi. All’ingresso dei santuari più grandi si trovano delle vasche piene d’acqua circondate da mestoli dai lunghi manici fatti di canna di bambù o metallo. L’idea di fondo è entrare nel tempio lavando via azioni e parole impure prima di entrare in contatto con la divinità. La pratica si è consolidata nel tempo e diffusa anche presso svariati templi buddisti.

Acqua purificatrice

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Come purificarsi prima di entrare al tempio (ph. b. andreani © mondointasca.it)

Per effettuare la temizu-ya – ovvero l’abluzione delle mani e della bocca – bisogna seguire alcune semplici ma precise regole: prendete il manico del mestolo con la mano destra e purificate con l’acqua la mano sinistra, facendo attenzione che l’acqua cada nello scolo antistante la fonte, per non “sporcare” l’acqua purificatrice. Poi fate la stessa operazione tenendo il manico con la sinistra per pulire la mano destra. Cambiate nuovamente mano e versate dell’acqua sulla mano sinistra tenuta a coppetta, con la quale vi pulirete la bocca (senza bere l’acqua!) e lasciate nuovamente cadere l’acqua nello scolo.

Infine sciacquate nuovamente la mano sinistra con la quale avete pulito la bocca e utilizzate la rimanente acqua tenendo il mestolo in verticale, in modo da purificare il manico per il prossimo utilizzatore. Una volta svuotato, potete riporre il mestolo a testa in giù ed entrare al tempio puliti dentro e fuori.

Info: www.japan.travel/it/it/

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