Venerdì 7 Ottobre 2022 - Anno XX
Crociere brevi nel Mediterraneo

Crociere brevi nel Mediterraneo

Il viaggio-vacanza in crociera piace. Cambiano i target. Come rispondono le compagnie crocieristiche agli aumenti dei costi? Intervista a Leonardo Massa, Managing Director di MSC Crociere.

crociere brevi Mediterraneo Leonardo Massa

Leonardo Massa

Il settore delle crociere è ripartito con molta energia. I risultati positivi che le grandi compagnie sono tornate a raccogliere nel corso di questa estate fanno ben sperare. Preludono infatti a una crescita per il prossimo autunno-inverno e per la stagione estiva del 2023. “Un arco temporale, questo, nel quale puntiamo a potenziare anche la nostra offerta di crociere brevi, da 3 o 4 notti”; parola di Leonardo Massa, Managing Director di MSC Crociere. In questa intervista telefonica, Massa traccia l’attuale quadro di un comparto turistico strategico per il sistema economico nazionale.

“Nel 2019 nei porti italiani erano transitati oltre 12 milioni di crocieristi, con un forte impatto positivo sulle città in cui le navi hanno fatto scalo. Se è ancora presto per raggiungere quel livello di traffico turistico sulle navi da crociera, la strada per recuperare il gap causato dalla pandemia e adesso anche dalle conseguenze di una guerra in corso nel territorio europeo, è comunque già segnata”.

La situazione sanitaria e geopolitica che aveva bloccato il settore crocieristico, oggi presenta forti rincari, a cominciare da quelli energetici. Come la state gestendo?

Anzitutto evitando di riversarla sulla clientela con aumenti dei costi delle crociere, rimasti sostanzialmente invariati. Da quando è scoppiata la pandemia ci siamo mossi in anticipo rispetto a altri gruppi crocieristici. Abbiamo puntato anche sulla collaborazione con università e scuole di formazione. In questo modo siamo riusciti a completare l’intero fabbisogno di personale sulle nostre 19 navi attualmente operative nel mondo. Sulle nostre navi viaggiano 80mila clienti ogni settimana. Dallo stop mondiale causato dal covid abbiamo varato altre due navi. E siccome altre ne arriveranno fino al 2027 si apriranno ulteriori opportunità occupazionali nella nostra filiera crocieristica.

Qual è la prossima al varo?

MSC World Europa

MSC World Europa

A novembre scenderà sul mare la MSC World Europa, costruita nei Chantiers de l’Atlantique di Saint Nazaire. Per le sue straordinarie caratteristiche tecnologiche, la sua stazza di oltre 200mila tonnellate di stazza e una capienza per 6.700 ospiti, di cui 2mila di equipaggio, sarà la nuova ammiraglia della flotta. Tra l’altro, una delle navi più ecosostenibili finora progettate.

Cosa è oggi una nave da crociera?

Una filiera produttiva assai complessa, con 1.000-1.200 persone di equipaggio provenienti da almeno 50 paesi del mondo, che compongono un grande miscuglio di storie di sofferenza, rivalsa e riscatto. Lavoratori che si attaccano ai valori dell’azienda con esemplare dedizione. Valga come esempio la garbage room delle navi da crociera, lo spazio in cui vengono raccolti differenziati smistati imballati e poi riciclati i rifiuti di oltre 5.000 ospiti a bordo: un esempio di organizzazione e di efficienza che molte nostre città potrebbero replicare in maniera almeno simile.

Quali sono i numeri più significativi, oggi, dell’industria crocieristica?

Se l’economia del turismo in Italia rappresenta il 13% del Pil, il settore delle crociere, stando alle valutazioni pre-pandemia, vale da solo il 3% del prodotto nazionale. Questo perché ha nell’Italia una leadership consolidata grazie, da una parte, alle decine di porti che ci rendono baricentrici nel Mediterraneo; e dall’altra a Fincantieri, eccellenza mondiale nella costruzione delle navi. Il dato di fatto è che attualmente il mondo delle crociere dà impiego a oltre 120mila italiani. Quindi non un settore frivolo ma strategico.

Come avete gestito le conseguenze della pandemia in termini di sicurezza?

Grazie a un protocollo straordinario a bordo, che ha previsto da una parte tamponi per tutti gli ospiti al momento dell’imbarco, da ripetere a ogni 3 giorni; e dall’altra attraverso un capillare sistema di igienizzazione. Questa combinazione rende oggi una nave da crociera una sorta di ‘bolla’ protetta. Al punto da essere presa come riferimento per la ripartenza del turismo in generale.

Tutto il contrario rispetto a quanto si comunicava a partire dal marzo del 2020, quando una nave a Yokohama, in Giappone, fece registrare un’esplosione di casi di coronavirus.

Esatto. Da quel momento cominciammo a lavorare in sinergia con tutte le aziende della filiera per elaborare soluzioni di sicurezza, riuscendo a metterci in linea con il protocollo sanitario approvato dal ministero e supportato da capitanerie di porto e Asl. MSC è stata la prima compagnia crocieristica al mondo a ripartire in uno scenario del tutto nuovo. Oggi il tampone è una banalità, ma allora il nostro protocollo fece numeri tali da portare la Liguria, trainata da Genova, una delle principali basi crocieristiche italiane, al vertice tra le regioni italiane per numero di tamponi effettuati. Da allora non ci siamo più fermati, malgrado il nuovo stop delle attività tra febbraio e marzo causato dalla guerra in Ucraina.

Quanto è cambiato il profilo del crocierista?

A causa di tutti questi stravolgimenti internazionali, parecchio. Per esempio, fino al 2019 larga parte della clientela tendeva a prenotare anche con un anno di anticipo. Oggi, si registrano tempi di prenotazione, spesso molto vicini alla data di partenza. A fronte di una domanda che si mantiene straordinariamente alta, MSC mette in campo 11 navi attive ininterrottamente nel Mediterraneo e imbarchi in 15 porti italiani. Questo dei porti è un fattore decisivo per convincere a scegliere una crociera per vacanza: sono raggiungibili infatti entro un tempo medio di 2 ore e mezza dal 95% della popolazione italiana.

Quali altre dinamiche sono mutate rispetto agli anni pre-pandemia?

La crociera è diventata una soluzione davvero adatta a tutti, dai bambini fino ai grandi anziani. Se in estate si rivolge in particolare alle famiglie, in autunno diventa un prodotto turistico più adatto a coppie o persone più avanti negli anni. Poi, invitando a bordo un dj di grido, può diventare una calamita per i giovanissimi. Ma se punta su mete come Istanbul, Israele o l’Egitto, lo spessore culturale del viaggio, e quindi degli ospiti a bordo, cambia del tutto.

Come si caratterizzano le vostre prossime crociere autunnali?

Puntiamo molto su quelle di breve durata, dalle due alle 5 notti da affiancare a quelle più lunghe, dalle sette alle 11 notti. Si amplia insomma lo spettro del prodotto crociera: vacanze su mete di medio o lungo raggio. E turismo di prossimità.

E per l’inverno?

Crociere che vanno dalle 7 alle 10 notti, con più navi al lavoro nel Mediterraneo, un’unità nel Nord Europa, che coprirà il giro delle capitali baltiche e scandinave, una nel Mar Rosso, con uno stupendo itinerario che raggiunge anche l’Arabia Saudita, l’Egitto e la Giordania. da due diversi porti d’imbarco, Il Cairo e Hurghada e due navi a Dubai, focalizzate sul tour degli Emirati Arabi. A queste se aggiunge una alle Antille e, sempre per quanto riguarda i tour dell’isole caraibiche, altre due unità in partenza dalla Florida, da Miami e da Cape Canaveral, per navigazioni più lunghe. Come lo sono quelle che operiamo con altre due nostre vani, in Sud America e in Sud Africa. Puntiamo insomma su una ricca offerta di destinazioni, personalizzabile a bordo a seconda delle esigenze dei singoli viaggiatori, con un’attenzione particolare alla qualità, all’offerta gastronomica e all’intrattenimento”.

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