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Io Canova, genio europeo

Io Canova, genio europeo

Il Genio Europeo Canova a Bassano del Grappa

Nel bicentenario della morte di Antonio Canova, i Musei Civici di Bassano del Grappa hanno dedicato all’artista di Possagno la mostra “Io Canova. Genio Europeo” aperta fino al 26 febbraio 2023. Esposte 140 opere: disegni, dipinti, calchi in gesso, sculture e documenti.

Canova-lettore

Canova lettore

Bassano del Grappa celebra il bicentenario della morte di Antonio Canova con una mostra senza precedenti per gli argomenti trattati. Il celebre artista trevigiano, infatti, è raccontato in una versione alquanto singolare. “Io Canova, genio europeo”. Senza dubbio. La mostra fa conoscere l’abilità dell’artista in veste di disegnatore, pittore, scultore. La sua personalità come intellettuale, ambasciatore e diplomatico nella storia a cavallo fra il secolo XVIII e XIX. Sono esposte 140 opere tra cui disegni, dipinti, calchi in gesso, sculture e documenti preziosi provenienti da musei e da collezioni pubbliche e private.

Per la prima volta è esposto l’ultimo capolavoro del Canova, ritrovato in Inghilterra dopo quasi due secoli: la “Maddalena Giacente”, realizzata poco prima di morire per Robert Jenckins, secondo conte di Liverpool e primo ministro inglese. Non è un caso che l’opera sia stata ritrovata nel Regno Unito. Antonio Canova ebbe uno stretto rapporto con l’aristocrazia inglese che gli commissionò diverse opere, al pari di altri sovrani e aristocratici delle corti europee.

Io Canova: bellezza della forma e purezza dell’arte antica

Antonio Canova, autoritratto

Antonio Canova, autoritratto

L’artista, nato nel 1757 a Possagno (TV) e morto a Venezia il 13 ottobre 1822, è stato lo scultore più famoso del neoclassicismo dell’Ottocento. Egli seppe riportare allo splendore la forma, la bellezza, la purezza dell’arte antica, classica rendendo i suoi soggetti espressivi, plastici da sembrare veri. La sua bravura ben presto oltrepassò i confini veneziani, veneti, dove apprese l’arte scultorea. Diversi anni dopo, nel 1794, progettò il disegno e il modello del monumento funerario dedicato a Tiziano, mai realizzato, allora, per mancanza di fondi. Si tratta del cenotafio realizzato dai discepoli del Canova, per onorare lo scultore scomparso. Oggi è conservato all’interno della Basilica dei Frari a Venezia con sculture che rimandano alla mitologia classica tanto cara all’artista.

“L’uomo e l’artista”

Io Canova genio europeo Gesù e MariaL’esposizione bassanese, si sviluppa in tre sezioni: “L’uomo e l’artista”, “Canova e l’Europa”, “Canova nella storia” grazie al ricco patrimonio di documenti manoscritti che il Museo Civico di Bassano dispone per lo studio e la conoscenza dell’artista che frequentò questi territori durante i suoi studi e viaggi.

Nell’area dedicata al Canova artista il focus riguarda la sua formazione in terra lagunare. E poi il suo trasferimento a Roma dove ebbe un prestigioso atelier in Via delle Colonnette, nei pressi del Mausoleo di Augusto. Qui riceveva i committenti, lavorava, ma  incontrava anche illustri personalità dell’epoca quali intellettuali, artisti, collezionisti. Una fama, un prestigio internazionali acquisiti attraverso un brillante lavoro come artista ed una personalità altrettanto carismatica.

“Canova e l’Europa”

Canova, Marte e Venere

Canova, Marte e Venere

Nella sezione “Canova e l’Europa” sono raccontate le eccezionali commissioni che l’artista ricevette dai maggiori casati europei, in primo luogo gli inglesi. Qui sono esposti capolavori come “Venere e Marte” proveniente dalla Gypsotheca di Possagno.

La “Maddalena Giacente” raffigurata come una donna distesa, con lo sguardo sommesso, di cui si erano perse le tracce e recuperata dopo quasi duecento anni e “Endimione dormiente” dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna, il marmo della Principessa Leopoldina Liechtenstein, la “Danzatrice col dito al mento” della Pinacoteca Agnelli.

“Canova nella storia”

Canova, Ritratto di Napoleone I

Canova, Ritratto di Napoleone I

Nella sezione “Canova nella storia” si fa riferimento sia ai suoi viaggi per soddisfare i committenti e sia alla sua abilità diplomatica nelle trattative per recuperare le opere trafugate dai francesi. Correva l’anno 1815 quando l’artista si recò a Parigi per certificare la firma di Fidia per i marmi del Partenone e per iniziare i negoziati al fine di riportare in Italia opere inestimabili sottratte durante le “espoliazioni napoleoniche”. Al Canova si deve il merito, quindi, d’essere riuscito a negoziare e a gestire tutte le operazioni di catalogazione e imballaggio delle opere salvando capolavori di Raffaello, del Guercino, di Guido Reni. La cronaca narra che furono impiegati circa quaranta carri trainati da duecento cavalli, con un carico di cinquanta tonnellate tra mille difficoltà logistiche e di trasporto considerato il lungo viaggio da Parigi a Roma.

Tra le opere esposte si segnalano anche il “Ritratto del senatore Rezzonico di Batoni”, il “Ritratto di Clemente XIII”, il “Ritratto dell’Imperatore Napoleone I” e preziosi dipinti del Tiepolo e del Moretto da Brescia appartenuti dal Canova collezionista. L’esposizione è curata da Giuseppe Pavanello e da Mario Guderzo con la direzione scientifica di Barbara Guidi e la collaborazione di Villaggio Globale International ed è posta sotto l’egida del “Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della morte di Antonio Canova”.

Info: www.museibassano.it

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