Inventare la natura: Leonardo, Arcimboldo e Caravaggio in mostra a Palazzo Te

Un viaggio straordinario tra arte, scienza e tecnologia nel Rinascimento. A Mantova, Palazzo Te ospita una grande esposizione che indaga il rapporto tra l’uomo e l’universo naturale attraverso i capolavori di grandi maestri come Leonardo, Arcimboldo e Caravaggio.

Leggendo il titolo ci si trova di fronte a nomi altisonanti della storia dell’arte italiana, come Leonardo, Arcimboldo e Caravaggio. Tuttavia, non lasciamoci fuorviare, perché il tema affrontato dai curatori della mostra, allestita nelle sale monumentali di Palazzo Te a Mantova, vuole andare ben oltre la pittura e il disegno.

Palazzo Te Mantova, Inventare la natura, Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio,

L’esposizione “Inventare la natura“, aperta al pubblico lo scorso 26 settembre e visitabile fino al 10 gennaio 2027, esplora il rapporto tra l’uomo, l’arte e la natura nel Cinquecento, quando l’osservazione della natura si accompagnava alla ricerca artistica e all’immaginazione, anche grazie alle conoscenze e alle tecniche del tempo. La mostra porta alla ribalta la natura osservata da varie sfaccettature, per comprendere come nel Rinascimento la tematica relativa all’universo della natura sia stata interpretata attraverso la scienza, l’arte e la tecnologia.

Non si tratta quindi di una semplice galleria di dipinti, ma di un viaggio cartografico e concettuale dentro la mente dei più grandi geni dell’epoca. L’esposizione “Inventare la natura” è allestita nelle splendide sale affrescate da Giulio Romano nel Cinquecento, in dialogo con capolavori firmati da Leonardo, Arcimboldo, Annibale e Agostino Carracci e Caravaggio, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee. La rassegna è arricchita da una selezione di sculture, disegni, materiali esotici, oggetti preziosi e automi, e il percorso si articola in sette sezioni.

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1. Creare (Camera degli Stucchi)

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L’itinerario espositivo si apre nella Camera degli Stucchi con la sezione “CREARE“, incentrata sulla spinta generatrice dell’universo naturale. In questo spazio, la celebre scultura della Diana Efesina viene messa a confronto con una serie di reperti provenienti da differenti collezioni museali.

2. Distruggere (Camera degli Imperatori e Camera dei Giganti)

Il percorso si sposta poi attorno al tema “DISTRUGGERE“. Qui trovano spazio i celebri disegni di Leonardo da Vinci, Tempesta e Frana, accostati ad altre testimonianze del periodo che documentano come la natura fosse profondamente segnata da eventi e sconvolgimenti. Ne offrono una chiara testimonianza l’opera L’alluvione del Colmeda di Jacopo da Bassano e i modelli in terracotta e stucco di Nicolò Tribolo.

3. Sorprendere (Camerino delle Grottesche)

La terza sezione, “SORPRENDERE“, è inserita nel Camerino delle Grottesche, rievoca la suggestiva atmosfera delle grotte con fontane, elementi diffusissimi nei giardini dell’epoca. In questo ambiente si possono ammirare tre piccoli bronzi che ritraggono un gufo e una fagiana, riferiti alla mano di Giambologna o di Bartolomeo Ammannati, che evocano i passatempi e gli svaghi tipici delle corti cinquecentesche.

4. Conoscere (Camera dei Candelabri)

All’interno della Camera dei Candelabri prende vita il tema “CONOSCERE“. Si tratta di un approfondimento sull’evoluzione scientifica del Cinquecento, raccontato attraverso tele, disegni e stampe in cui vengono esaminati da vicino piante e animali. Queste opere venivano spesso raccolte in volumi e catalogate per arricchire gli studioli privati e i gabinetti scientifici delle corti.

5. Riprodurre (Camera delle Cariatidi)

Si prosegue nella Camera delle Cariatidi con la sezione “RIPRODURRE“, dove sono esposti bronzi, ceramiche e calchi che testimoniano l’influenza dell’arte sullo studio naturalistico. Si possono ammirare i bronzi di Andrea Riccio, le ceramiche di Bernard Palissy e i calchi sperimentali in argento di Wenzel Jamnitzer, raffiguranti lucertole, piante e granchi.

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6. Stupire (Sala dei Capitani)

A seguire si entra nella Sala dei Capitani, dove il tema è “STUPIRE“, e lo fa davvero. Qui l’Autoritratto in veste di Bacco di Caravaggio e i dipinti policromi di Arcimboldo, con L’Ortolano e Il Cuoco, meravigliano il visitatore, così come la spettacolare Wunderkammer – ovvero la stanza delle meraviglie – creata con oggetti preziosi e stravaganti raffiguranti noci di cocco, uova di struzzo, nautilus e denti di narvalo. Qui sono presenti anche opere di Agostino e Annibale Carracci.

7. Animare (Camera delle Vittorie)

La conclusione dell’esposizione è affidata alla Camera delle Vittorie con la sezione “ANIMARE“. Lo spazio ospita congegni meccanici e automi in grado di riprodurre persino i suoni dell’ambiente. Tra i pezzi esposti si segnalano il curioso apparato da caccia denominato Diana Cacciatrice, un orologio da tavolo a forma di globo, un dispositivo a torre e altri automi dalle sembianze di struzzo e orso.

La mostra “Inventare la natura: Leonardo, Arcimboldo e Caravaggio” è curata da Barbara Furlotti e Guido Rebecchini, promossa dal Comune di Mantova e dalla Fondazione Palazzo Te in occasione del Cinquecentenario. Il progetto di allestimento è di AMDL CIRCLE di Michele Lucchi, la grafica di Ludovica Niero. Il catalogo della mostra è edito da Marsilio.

  • Sede: Palazzo Te, Mantova
  • Date: Fino al 10 gennaio 2027
  • Sito ufficiale e biglietti: Centro Palazzo Te

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