Martedì 16 Agosto 2022 - Anno XX
Assedio di Canelli: rievocazione storica sulle colline del vino

Assedio di Canelli: rievocazione storica sulle colline del vino

Ogni anno si rinnova, nella piccola capitale dello “spumante”, lo storico assedio subito dal Ducato di Savoia. Nel lontano 1613 si bevve per farsi coraggio; oggi, tra finte battaglie e sfilate in costume, per far contenti migliaia di visitatori

Assedio Il comandante della Guarnigione si consulta sulla strategia militare

Il comandante della Guarnigione si consulta sulla strategia militare

Da qualche anno seguo con estremo interesse la rievocazione storica dell’ Assedio di Canelli (quest’anno si è svolta il 21 e 22 giugno), una via di mezzo fra il “palio” e la rievocazione in senso stretto.
E’ infatti bene ricordare che, con il termine “palio” si intende per lo più una gara, una competizione fra contrade, un premio assegnato su base annuale ai vincitori di una corsa di cavalli (ad esempio: Siena) di asini (Venaria) e di altri animali ancora.
La rievocazione storica è invece qualcosa di più vicino ad una rappresentazione in costumi tradizionali, di ispirazione militare (battaglie e scaramucce) religiosa (le celebri “passioni” del Venerdì Santo) folcloristica, o in alcuni casi, carnascialesca.

Canelli, sulle colline del vino

Assedio partecipanti alla rievocazione storica

I partecipanti alla rievocazione storica per le vie cittadine

Canelli ha circa undicimila abitanti, la maggioranza dei quali sono coinvolti nella produzione vinicola locale, in special modo lo spumante. Si trova nella provincia di Asti, sulla valle del torrente Belbo, appoggiata fra le ultime propaggini della collina astigiana e le prime pendici della Langa vera e propria.
E’ un classico esempio di cittadina “per bene”, ricca di storia e con alcuni bei palazzi secenteschi immersi fra le colline verdi. La gente dispone di un tenore di vita adeguato, le vie sono curate, i parcheggi ordinati e i negozi abbondanti. Non c’è molto da “vedere”, ma è proprio per questo che si sta bene. Non si è obbligati a scarpinare, a fagocitare informazioni, obbligandosi a vivere una maratona fotografica. Vi è invece molta serenità, il sentimento che forse più manca al vivere moderno; qui si assapora compiutamente il concetto di “qualità della vita”. Se un turista passa per Canelli, si faccia un giro in centro ed entri in qualche delizioso bar locale: chieda un “bianchetto” a base di spumante, (anche “sporco”, con aggiunta cioè di vino rosso) e si rilassi un attimo: sentirà il tempo fermarsi; sfogliando lentamente un quotidiano, provi a tirare un respiro e a guardare il cielo azzurrissimo e il verde degli alberi. Con due o tre euro del sopraddetto “bianchetto”  ci si ritempra l’animo, e dopo una mezz’ora spesa ad oziare nel locale, sembra ci si senta meglio che alle terme, o come le chiamano adesso, le Spa.

Antiche dispute locali

Assedio Un paese in costume

Un paese in costume

L’ Assedio di Canelli consiste in una manifestazione che coinvolge tutta la popolazione locale, non solo alcuni figuranti; è l’intera città che viene proiettata indietro nel tempo, di quattro secoli per l’esattezza, nel lontano 1613. In quell’epoca, infatti, il Ducato di Savoia, minacciato nella sua integrità politica e militare dalla guerra di successione spagnola, vedeva il suo primato militare scemare di fronte alle numerose battaglie sia interne che esterne, dovute ad un elevato grado di belligeranza che coinvolgeva tutta l’Italia del nord.
In particolare Canelli era disputata fra il Ducato di Savoia e il Monferrato, allora indipendente. Le truppe monferrine, guidate dal Duca di Mantova, attaccarono Canelli nel giugno del 1613, forti di una schiacciante superiorità numerica rispetto alla guarnigione locale, composta da un modesto reggimento di soldati sabaudi e alcuni gendarmi cittadini.

I giorni dell’ Assedio

Assedio CanelliCanelli dovette contare sulla strategia, piuttosto che sulla forza militare, tanto che il Conte Aurelio Taffini, comandante della Guarnigione, decise di avvalersi dell’aiuto della popolazione per respingere gli invasori. Utilizzò la tecnica dell’euforia e dell’entusiasmo, facendo accendere grandi falò in città durante la notte precedente la battaglia finale dell’assedio, tanto che dai borghi vicini sembrava che la cittadina stesse bruciando. Invece erano fuochi attorno ai quali la gente beveva, si faceva coraggio, insomma: raccoglieva motivazioni per respingere l’esercito nemico.
Tale comportamento rappresentò un’eccezione storica e senza molti paragoni, poiché i civili dell’epoca non avrebbero mai combattuto, in condizioni normali, contro truppe regolari, lasciando al contrario che le sorti della  battaglia fossero decise dagli armigeri. Invece i canellesi (così si chiamano gli abitanti di Canelli) euforici per il vino e i falò e “caricati” dal frastuono di una notte di festa, trovarono gli stimoli e il coraggio per appoggiare il reggimento sabaudo, scacciando definitivamente gli invasori e infliggendo loro gravi perdite. Il Duca di Savoia, riconoscente, esentò Canelli dal pagamento delle decime per molti anni.

Ospiti e figuranti. Vino e cibo per tutti

Assedio Pezzi d'artiglieria caricati a salve

Pezzi d’artiglieria caricati a salve

Oggi la rievocazione storica dell’ Assedio conta su duemilacinquecento figuranti, equipaggiati con costumi e armi dell’epoca: archibugi, spade, mazze, lance e pezzi di artiglieria: cannoni perfettamente funzionanti (ovviamente caricati a salve). Oltre agli abiti e alle armi, vi sono quindici osterie e taverne ricostruite, secondo lo stile dell’epoca, che propongono menù e ricette secentesche, offerte ai visitatori da inservienti rigorosamente in costume. Il tutto mentre le botteghe del centro città restano aperte tutta la notte (durante la “veglia” dell’ assedio) con i loro proprietari agghindati alla Renzo e Lucia.
L’ Assedio, che richiama ogni anno più di cinquantamila visitatori, viene rievocato a cavallo del terzo week-end di giugno di ogni anno, secondo un programma prefissato: sabato si preparano gli eserciti per la battaglia, si scontrano i primi reparti e si appronta la città per la lunga notte dell’assedio; per le vie di Canelli arderanno grandiosi falò, attorno ai quali il turista potrà sorseggiare vino locale, come fecero i canellesi prima della battaglia del 1613. Domenica mattina ha luogo la grandiosa battaglia rievocativa dietro la collina della città, seguita dal pranzo della vittoria e, a seguire, da giochi secenteschi fino a tarda sera. L’ Assedio di Canelli è comunque concepito per permettere la visita anche di uno solo dei due giorni della manifestazione, senza che ciò penalizzi lo spirito storico e rievocativo.

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