Venerdì 19 Luglio 2024 - Anno XXII

Autostrade del Mare… e prima ancora

La piccola grande storia d’Italia è fatta anche di episodi e di persone che il vivere frenetico dei nostri giorni tende a escludere, ignorare. Ed è un peccato, perché sono istruttive, oltre che belle. Come, per l’appunto, quando c’era qualcuno che “vendeva” il Mare Nostrum

Le moderne Cruise Roma e  Cruise Barcelona
Le moderne Cruise Roma e Cruise Barcelona

Chi l’ha detto che un’autostrada deve necessariamente essere terrestre, secondo il canonico itinerario asfaltato tra mari e monti, guardrail e pavesini, interrotta soltanto da gabelle e telepass? Ci sono anche (vabbè, chiamate anche rotte) autostrade aeree (e provate a sgarrare di qualche metro, a destra o a sinistra o in altitudine e il controllore del traffico vi appieda a vita) e autostrade del mare. E a proposito di queste ultime, ai più bravi scribi che descrivono e commentano i percorsi delle sue navi, la Grimaldi assegna il Premio “Mare Nostrum”.

Che poi sarebbe il Mediterraneo secondo il duce (anzi no, il copyright spetta alla prima Roma imperiale, e allora il mare Nostrum lo era davvero, mentre quello mussoliniano, con tutta quella Royal Navy che per di più ‘ci vedeva’ col radar … ma lasciamo perdere). Ben più Nostrum, tanto per fare paragoni, è oggidì il Mediterraneo per la Grimaldi, una compagnia peraltro abituata a oltrepassare con nonchalance le Colonne d’Ercole, quando viaggi ed emigrazione avvenivano per nave. Eppoi vennero le crociere.

Grimaldi’s Story

La Caribia
La Caribia

E passo alla vicenda occorsami con la Grimaldi, una storia cominciata ovviamente con le navi da crociera, perché a quei tempi di traghetti ne giravano pochi; si parlava vagamente di un Genova-Barcellona, roba futuristica, e un Genova-Palermo era una sorta di Odissea nello Spazio. Tempo fa, non ricordo esattamente (come Rick-Bogart in “Casablanca” commento “è passato tanto tempo”) girato il mondo accompagnando viaggi e stranamente acchiappata una laurea, andai a garzone da un tour operator milanese. Ma la vicenda durò poco, non tanto perché lo Statuto dei Lavoratori era di là da venire, quanto per la certezza che in quella bottega ero divenuto una antesignana vittima di ciò che poi sarebbe stato definito “mobbing”. Feci pertanto fagotto e buscando (Ah! lo spagnolo! volevo dire “cercando”!) cosa fare, scoprii che una compagnia di navigazione napoletana, la Siosa (Sicula Oceanica Società Anonima); cercava qualcuno che nel nord del Belpaese si scatenasse a vendere crociere. Eccomi pertanto apparire a Napoli, in via Marchese Campodisola 13, davanti al “dottor Guido” (nonché ‘onorevole’ perché deputato; nessuno è perfetto) che mi colpì per l’estrema franchezza colloquiale e uno sguardo tanto profondo e vivace da sapere quello che tu avresti detto prima ancora di aprire bocca. E non escludo che a mia volta non gli sembrai l’ultimo dei pirla, datosi che ipso facto mi proclamò abile e arruolato per una ‘missione’ che Tom Cruise avrebbe definito impossibile, o quasi. Dovevo vendere le crociere di una nave, la “Ascania” che definire precaria era dir poco, nonché eufemistico e riduttivo. Si aggiunga poi, come se non bastasse, che mentre i venditori (poi divenuti ‘promoters’) del centrosud giocavano in casa, il Commando (io) spedito dall’armatore nel padano nord si ritrovava ad affrontare con una sola nave, e pure ‘terùna’ (unica arma segreta: la pizza a mezzanotte), la flotta crocieristica della genovese “Costa”.

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Scrivere col fazzoletto in mano

La famiglia Grimaldi
La famiglia Grimaldi

Una lunga storia, quella dell’armatore napoletano adesso sempre più impegnato ad aprire autostrade marittime, vicende che ben ricordo per il semplice motivo che prima di diventare cronista di turismo “vendevo” viaggi, più precisamente quelli marittimi della Grimaldi (per questo partecipo all’Award con un filino di emozione, vabbè, terrò il fazzoletto a portata di mano per evitare lacrime sul pc). Ancora un po’ e se io non avessi cambiato mestiere (e soprattutto se la Grimaldi non fosse divenuta quel colosso che è) potrei essere ancora in pista a “vendere il Mare Nostrum”.

Ma facciamo un po’ d’ordine, non tanto relativamente al tempo, quanto ai personaggi. E qui, si, davvero mi commuovo ricordando (è recentemente scomparso) chi della Grimaldi è stato non solo l’Anema e Core, ma anche e soprattutto il creatore: il “dottor Guido”, ‘ça va sans dire’ Grimaldi, perché si parla di una grande azienda e come tutte le grandi aziende non poteva che nascere dalla testa di un sol uomo (e vantare oculata gestione famigliare), mica da un anonimo consiglio di amministrazione.

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