Giovedì 6 Maggio 2021 - Anno XIX
Andamane (ph. Donvikro)

Andamane (ph. Donvikro)

Mari indiani: le spiagge del futuro

Più vaste, più varie, ancora (sino a quando?) più “deserte”. In altre parole, ideali per una vacanza perfetta. Acque oceaniche, impreziosite da favolosi entroterra nei quali bellezze naturali e intense esperienze umane daranno al viaggio un significato unico

Mari indiani Nuotata con un insolito compagno, un piccolo di elefante

Nuotata con un insolito compagno, un piccolo di elefante

Un’infinità di chilometri di coste dal Mare Arabico al Golfo del Bengala (tutto è comunque Oceano Indiano). Una corona ininterrotta di incredibili spiagge frequentate, anno dopo anno, da un numero sempre maggiore di turisti e vacanzieri. Ancora pochi i locali – la vacanza marina o, in senso lato, l’abitudine ai bagni di mare non è nelle tradizioni degli Indiani – ma numerosi gli stranieri che non possono fare a meno di paragonare questi grandiosi scenari naturali alle spiagge europee o americane, oramai mortificate dall’abbondanza di case, di gente, di veicoli, di rumori. Qui è tutto così diverso; qui, lungo le coste dell’immensa penisola e nelle isole che le fanno da corona, persistono ritmi di vita adattati al respiro della natura e ancora incombono le magie di visioni da creazione del mondo, quando tutto era armonia e purezza.

Un panorama naturale diffuso e insieme una grande ricchezza da sfruttare convenientemente. Per di più, raggiungere oggi lontani paesi, anche per una semplice vacanza di mare, non è più un problema. E l’India è ben conscia dell’importanza di un progetto di sviluppo turistico. Un progetto che possa offrire ai visitatori, assieme alle molteplici realtà storiche, paesaggistiche, monumentali e sociali, un adeguato supporto logistico e ricettivo attorno alle splendide e infinite spiagge che si inseguono lungo i bordi del grande paese.

Mari indiani, Goa e Kerala. La vera costa delle vacanze

Mari indiani Goa, passeggiate in solitaria sulla sabbia

Goa, passeggiate in solitaria sulla sabbia

Sono moltissimi i centri condensati nel piccolo stato di Goa (ex colonia portoghese) e quelli sparpagliati lungo la variegata riviera del Kerala, più a sud. A Goa ci sono una decina di località che ospitano dai 2 ai 14 hotel; presumibilmente avranno in futuro un certo sviluppo, ma conoscerne il nome può aiutare chi decide di scegliere Goa per i bagni di mare. I centri di Cavelossim, Mandrem, Benaulim, Varca, Kashid, Cansaulim, Cabacona (Cola beach).

Tra i pù piccoli come ricettività alberghiera, spiccano le località di Morjim beach, Pernem (4 hotel), Utorda e Agonda, entrambe con 2 hotel. Ma Agonda beach, ad esempio, oltre ad avere 2 soli hotel, dispone di una baia di sabbia bianca di circa 3 chilometri. Inoltre produce, per la gioia dei visitatori, un famoso liquore: il Fenny!
Tra gli insediamenti maggiori di Goa, emerge Palolem beach, con 408 hotel, 460 BB e 225 case vacanze. Non sono da meno il Baga beach di Calangute (99 hotel, 89 BB) e Candolim, spiaggia di Bardez, con 78 hotel e 113 BB. Le località di mare più note del Kerala – tutte vanno da una quindicina a una cinquantina di hotel e di BB – sono le seguenti: Varkala, munita di una spettacolare spiaggia; Lighthouse di Kovalam; Muzhappiilangad prossima a Kannur e Marari beach, luogo di mare e vacanze della città di Alappuzha.

L’India dei tre mari

Mari indiani Tramonto a Capo Comorino

Tramonto a Capo Comorino

Sono nove gli stati indiani bagnati dal mare. Da ovest a est: Gujarat, Maharashstra, Goa, Karnataka e Kerala, affacciati sul Mare Arabico. Quelli a contatto col Golfo del Bengala sono: Tamil Nadu, Andhra Pradesh, Orissa e West Bengala. Completano il panorama “marino” le isole Laccadive a ovest e le Andamane & Nicobare a est.

Le coste indiane sono mosse da panorami interessanti e mutevoli. Lunghissimi tratti sono occupati da numerosi nastri sabbiosi: spiagge entrate nel circolo turistico e altre rimaste intatte e frequentate solo dai pescatori dei piccoli villaggi; nell’immediato entroterra, vi sono rigogliose piantagioni di alberi da frutta, palme da cocco, alberelli di ananas. Dalle parti di Goa e del Kerala meridionale, promontori verdeggianti si insinuano nell’oceano, movimentando il panorama.

Molti i villaggi che punteggiano le coste; molte le lagune e i bracci di mare interni (backwaters del Kerala); molti i tratti di costa occupati da intricate colonie di mangrovie. A Capo Comorino, l’estrema punta meridionale dell’India, già nello stato del Tamil Nadu, si incontrano i tre mari che bagnano l’India; nei giorni di plenilunio si vede la luna sorgere dal Golfo del Bengala mentre il sole tramonta nel Mare Arabico. Luogo magico e sacro, questo; è qui infatti a Kanyakumari che si trova il tempio dedicato alla dea vergine Parvati.

Mari indiani: Andamane & Nicobare

Spiaggia delle Andamane

Spiaggia delle Andamane

Le numerose isole di questo vasto arcipelago situato nel sud del grande golfo sono definite, per l’appunto, Bay Islands. Sono ben 572 fra isole maggiori, isolette e scogli, quelle che si sviluppano per un migliaio di chilometri da nord a sud, come terre emerse delle propaggini montuose della Birmania. Sono famose per il verde intenso che le ricopre, per le spiagge, le lagune, i canali marittimi interni che le separano, specie nel gruppo delle Andamane del nord.
Non solo natura e paesaggi, ma anche il risvolto etnico delle isole riveste un forte motivo di interesse. Infatti vi sono quattro tribù di origine negra (Great Andamanese, Sentinelese, Jarawa e Onge) e due di origine mongola (Shompen e Nicobaresi). Tribù protette doe è proibito avventurarsi nei territori che occupano.

Mari indiani: isola di Cinque paradiso dello snorkeling

Mari indiani Isola-di-Cinque

Isola di Cinque

Le isole hanno un’ulteriore “curiosità” naturale: le piccole isole di Barren e di Narcondum sono di origine vulcanica e Barren è l’unico vulcano attivo dell’India. Le spiagge più rinomate delle Andamane & Nicobare sono: Corbyn’s Cove, situata a 7 chilometri dal centro di Port Blair’s, la capitale; più tranquilla e appartata è quella di Chidiya Tapu, sull’estrema punta delle South Andaman, con spiagge incontaminate, mangrovie e rigogliosi giardini.
Ancora più a sud, raggiungibile col battello, vi è l’isola di Cinque, paradiso dello snorkeling. Un insieme di 9 hotel punteggiano infine le spiagge favolose dell’isola di Havelock, in località Radhanagar. Qui termina l’India “balneare”. Più a sud delle Andamane e Nicobare, si arriva a Sumatra, in Indonesia.

Mari indiani: da Mumbai al Karnataka

La spiaggia di Mamallapuram con lo Shore Temple sullo sfondo

La spiaggia di Mamallapuram con lo Shore Temple sullo sfondo

Facendo scorrere l’elenco delle località balneari più note, non si può dimenticare che anche le grandi città della costa dispongono di bellissimi arenili; magari poco adatti alla balneazione ma comunque imponenti per vastità e impatto visivo. Tra questi, il Marina Drive di Mumbai. Lungo la costa del Coromandel, c’è l’estesa Marina beach di Chennai e l’altrettanto vasta Elliot’s beach. Poco a sud di Chennai, troviamo la spiaggia “sacra” di Mamallapuram con lo Shore Temple. Ma anche le altre capitali (Panaji di Goa, Thiruvananthapuram o Trivandrum del Kerala) hanno le loro spiagge.

Solo che quelle dedicate al turismo, sono state valorizzate lontane dai grandi centri abitati; scelta più che logica, perché la tranquillità degli alberghi, dei resort, delle case vacanze, merita località appartate seppure facilmente raggiungibili. Si inizia dal Gujarat, il cui centro marino di Porbandar è noto per aver dato i natali al Mahatma Gandhi. Si prosegue entrando nello stato del Maharashtra (capitale Mumbai); qui vi sono tre località note per la balneazione, pur se dispongono di pochi hotel e bed&breakfast: Ganapatipule, Malvan con la Tarkaru beach e Diveagar beach, che dispone anche di una casa-vacanza. Scendendo verso il Karnataka, l’insediamento più noto si trova a Udupi, con la Malpe beach, che dispone di una ventina di hotel.

Mari indiani: Laccadive

Una manta danza nel mare delle Laccadive

Una manta danza nel mare delle Laccadive

Sparpagliate a fronteggiare le coste del Kerala, ecco le isole Laccadive (Lakshadweep). Delle 36 isole che compongono l’arcipelago, solo 10 sono abitate. La popolazione, i cui tratti somatici e la lingua (Malayalam) sono affini a quella del Kerala, è di religione islamica. Vivono di pesca e coltivano noci di cocco.
In quanto al turismo, niente a che vedere con le frequentatissime Maldive, stato indipendente ancora più a sud nel mare arabico. Sono cinque le isole dell’arcipelago che accolgono turisti. Quattro di esse (Kavaratti, capitale amministrativa, Kalpeni, Kadmat e Minicoy) sono riservate ai turisti indiani, mentre la sola isola di Bangaram, con la sua splendida laguna, è destinata al turismo internazionale. Le autorità locali hanno fatto questa scelta –apparentemente limitativa – per una precisa politica di conservazione e protezione della natura e del delicato equilibrio dell’intero arcipelago.

Mari indiani: Tamil Nadu

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Spiaggia di Dhanushkodi

Nel Tamil Nadu, oltre al già citato capo Comorino, spicca la spiaggia di Dhanushkodi, prossima alla località di Rameswaram. L’Andhra Pradesh è una regione che dispone di moltissimi tratti di costa dalla vegetazione rigogliosa e selvaggia (mangrovie, palmizi ecc.). I luoghi turistici più noti sono quelli di Rishikonda beach e di Yarada, vicini alla città di Vishakhapalnam. Le capacità alberghiere per queste località vanno dai 15 ai 50 hotel per i diversi centri.

Le migliori spiagge dell’Orissa sono considerate quelle di Chandipur, Puri, Konark e Gopalpur. Quest’ultima località è nota anche per il fenomeno delle maree, che raggiungono i 5 metri e oltre, creando un paesaggio sempre mutevole e assolutamente interessante per i numerosi villeggianti. Le coste dell’Orissa si sviluppano per quasi 500 chilometri sul golfo del Bengala. Quelle invece che si trovano nell’arco superiore del golfo, comprese nello stato del West Bengal, non sono molto adatte al turismo balneare. Comprese nell’immenso delta del Gange e delle ramificazioni che lo completano, sono coste basse, paludose, dalla vegetazione intricata e famose perché ospitano i residui esemplari delle tigri del Sunderbans.

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