Mercoledì 17 Agosto 2022 - Anno XX
Monti Dauni, tra storia e antiche rovine nell’entroterra pugliese

Monti Dauni, tra storia e antiche rovine nell’entroterra pugliese

Il nostro reportage tra i borghi dei Monti Dauni si conclude con questa puntata. Da Alberona a Pietramontecorvino a Troia, la Puglia garganica regala ai visitatori incredibili paesaggi e antichi beni culturali

Alberona, foto di Mimmo Torrese
Alberona, foto di Mimmo Torrese

La prima parte nel nostro reportage si era conclusa tra le vie di Roseto Valfortore, antica cittadina dell’Appennino Dauno settentrionale.
Non lontano da qui c’è Alberona. Antico feudo dei Cavalieri Templari, Alberona si trova alle falde del monte Stillo circondata da una vegetazione rigogliosa, a 732 metri sul livello del mare. E’ detta anche “paese dell’acqua” per la ricchezza di sorgenti e torrenti e le tante fontane tra cui la famosa Fontana Muta. Oltre alle bellezze artistiche, Alberona offre anche bellezze naturalistiche e paesaggistiche. Sono, infatti, circa 600 gli ettari di superficie boschiva che occupano il territorio.

Pietramontecorvino, il più antico dei Monti Dauni

Pietramontecorvino, Foto di Michele Mucciacciaro
Pietramontecorvino, Foto di Michele Mucciacciaro

Tra i centri più ricchi di storia della parte settentrionale dei Monti Dauni è senza dubbio Pietramontecorvino. Il suo centro storico è denominato Terra Vecchia. Vi si accede oltrepassando un arco gotico. È costituito da un agglomerato di case in parte scavate nel tufo e in parte fondate su di esso. Tra questi emergono il palazzo ducale, edificio a tre piani con stemma angioino; la torre normanno-angioina, alta circa 30 metri; e la chiesa madre dedicata all’Assunta della fine del XII secolo. Il borgo di forma circolare era racchiuso da mura fortificate (oggi quasi completamente distrutte) con case-torri e tre porte di accesso: Porta Santa Caterina, la Portella e Porta Alta. Quest’ultima è l’unica ancora esistente. Attraversandola si colgono gli aspetti più suggestivi del paese: case che emergono dalla roccia oggi adibite a cantine e depositi, strade tortuose con scalinate scoscese e archi di comunicazione tra le case.

Secondo la tradizione, la cittadina sorse dopo la parziale distruzione di Monte Corvino, compiuta nella prima metà del XII secolo da Ruggero il Normanno, quando la sua popolazione si rifugiò nelle grotte della Preta. Merita una visita il ristorante didattico Castel di Pietra che offre la possibilità di scoprire i segreti della gastronomia locale.
Anche Pietramontecorvino fa parte dei  borghi più belli d’Italia ed è stata insignita della prestigiosa Bandiera Arancione, del Touring Club Italiano.

Troia: città fondata da un eroe greco

Cattedrale di Troia, foto di Mimmo Torrese
Cattedrale di Troia, foto di Mimmo Torrese

Anche sul versante meridionale dei Monti Dauni si incontrano centri ricchi di cultura e di meravigliosi paesaggi. Uno dei più noti è Troia, un’antichissima città le cui origini risalgono all’eroe greco Diomede. Simbolo di Troia e suo monumento più illustre è la Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, voluta da Girardo da Piacenza. La facciata della Cattedrale è uno degli esempi più puri del romanico pugliese  ed è costruita su due piani. Al piano inferiore la porta centrale in bronzo, scolpita nel 1119 da Oderisio di Benevento, con uno dei più bei rosoni esistenti al mondo suddiviso in 11 undici pannelli su cui sono rappresentati stemmi, alcuni dei quali sostituiti nel Seicento.

Celle San Vito, piccolo gioiello pugliese

Celle San Vito
Celle San Vito

Da Troia si prosegue verso Celle San Vito. Minuscolo gioiello a difesa dei pellegrini che si recavano in Terra Santa, ancora oggi nel borgo vive la tradizione linguistica e culturale francoprovenzale iniziata da una colonia angioina nel 1269. E’ il più piccolo comune della Puglia e insieme a Faeto,  l’unico dove si parla  il franco-provenzale. È un paesino molto suggestivo, raccolto lungo lo sperone di un colle e circondato da lussureggianti boschi, profumati frutteti e numerosi corsi d’acqua.

Il suo centro storico  vi sorprenderà con i suoi vicoletti che si inerpicano tra le case in pietra a vista e le scritte delle vie in franco-provenzale su pannelli di ceramica decorata. Tra i monumenti più importanti: la Chiesa Santa Caterina del XIX sec., la fontana con i lavatoi pubblici dove in passato le donne venivano a lavare i panni, l’Arco dei Provenzali, antica via di accesso al borgo formato da 2 portali a tutto sesto in pietra. Infine imperdibile una passeggiata al Bosco di Celle San Vito.

La regina dello Slow Food

Tarallini dolci al vino, foto di Mimmo Torrese
Tarallini dolci al vino, foto di Mimmo Torrese

A pochi chilometri da Troia troviamo Orsara di Puglia adagiato ai piedi di Monte San Marco, a 635 metri d’altezza, circondato da 1200 ettari di boschi. Arroccato attorno all’Abbazia di Sant’Angelo, dedicata al culto dell’Arcangelo Michele, il cuore del centro storico orsarese fu scelto anche come piattaforma militare d’importanza strategica, circostanza confermata dalle superstiti mura di un antico castello fortificato. Il paese, che conta circa 30 siti di grande interesse storico e architettonico, è stato insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano e premiata da Slow Food con l’ingresso nel novero delle città slow.

Custode della fede cristiana ed esempio del genio dell’architettura sacra, l’Abbazia di Sant’Angelo, oggi detta “dell’Annunziata”, è la prima storica costruzione che appare alla vista di chi raggiunge Orsara. Il complesso, immerso nel verde, comprende la Chiesa di San Pellegrino e la Chiesa dell’Annunziata. L’elemento più importante e suggestivo, tuttavia, è costituito dalla Grotta di San Michele, chiesa scavata nella roccia presumibilmente nel 200 dopo Cristo. Il tempio di pietra sorge all’interno di un anfratto naturale. Si tratta di uno tra i luoghi di culto più importanti e antichi del Mezzogiorno d’Italia.

Ascoli Satriano: il borgo delle tre colline

Rovine nei pressi di Ascoli Satriano, foto di Mimmo Torrese
Rovine nei pressi di Ascoli Satriano, foto di Mimmo Torrese

Tornando verso Foggia si arriva ad Ascoli Satriano, in assoluto uno dei paesi più interessanti dei Monti Dauni dal punto di vista architettonico e archeologico, è situato su un’altura che si divide in tre colline, dette Pompei, Castello e Serpente. Nella valle del Carapelle gli amanti di arte, archeologia e storia possono ammirare un ricco ed antico patrimonio che parte dal Parco Archeologico dei Dauni, dove sono visibili i resti di un insediamento della Daunia antica, e in località Faragola i resti di una villa romana, grandiosa testimonianza di una raffinata residenza di campagna: 500 mq di terme, rivestiti di mosaici e foglie d’edera cuoriformi come motivo ricorrente. La villa è dotata anche di un rarissimo stibadium, ossia un divano in muratura per banchetto.

Imperdibile una visita al Museo Civico Archeologico Pasquale Rosario in cui è stata allestita l’esposizione di un gruppo di oggetti provenienti da vecchi scavi clandestini, riapprodati al luogo d’origine dopo lunghe traversie. Qui è possibile anche ammirare uno straordinario ritrovamento archeologico: il “trapezophoros”, in marmi policromi, che rappresenta due grifi che azzannano un cervo e il “podanipter”, un bacino rituale decorato, entrambi restituiti all’Italia nel 2010.
Ancora percorribile è il Ponte Romano del I-II sec. d. C., a tre arcate sul fiume Carapelle. Un acquedotto Romano sotterraneo è stato individuato nelle campagne sottostanti il paese. Interessante. infine, è l’opera muraria che i Romani realizzarono per la captazione delle acque sorgive. Molto suggestivo  il centro storico dove si alternano case, palazzi nobiliari e botteghe che scendono dal castello, lungo vie e vicoli in un intreccio labirintico.

Prima parte: Monti Dauni, la Puglia che non ti aspetti

Leggi anche:

Cilento, storie di personaggi in un territorio dalle grandi bellezze

Manduria la città dei Messapi

Tour nella ‘Grecía’ Salentina

© RIPRODUZIONE RISERVATA