Mercoledì 10 Agosto 2022 - Anno XX
Matera, il bello e il prezioso della Storia

Matera, il bello e il prezioso della Storia

Matera e la magia di una terra che offre straordinarie attrattive in una delle regioni più integre d’Italia, ancora (per quanto?) ai margini del turismo di massa. Mille tesori, impreziositi da una natura forte e preservata che non lascia indifferenti

Matera, il miracolo dei Sassi

I Sassi

I Sassi

Meno di cinquanta chilometri per un salto di (oltre) millecinquecento anni: dalle colonie della Magna Grecia alle case e le chiese dei Sassi; da Metaponto all’altopiano murgico dove tra cave di tufo e profondi canyon sorge Matera. Assolutamente unica, la città vecchia si affaccia sull’imponente Gravina, percorsa dall’omonimo torrente, divisa dallo sperone su cui si staglia il Duomo romanico in due conche che si danno le spalle: a sud il Sasso Caveoso, a nord il Sasso Barisano. Se pregevoli edifici religiosi e nobiliari sei-settecenteschi caratterizzano il “Piano” che sovrasta l’abitato dei Sassi, la principale curiosità è la città scavata, che non si vede, ma c’è. Dichiarati nel 1993 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco insieme al prospiciente Parco Regionale della Murgia Materana, i due caratteristici rioni dei Sassi sono il fitto tessuto abitativo più antico della città, un labirinto di case-grotte scavate nel tufo, scalinate, vicoli, passaggi, terrazze, comignoli (dove sono stati ambientati film leggendari di Lattuada, Pasolini, Rosi fino al recente “The Passion” di Mel Gibson) solo in parte restaurati. Una porta e una finestrella, un’altra porta e un’altra finestrella, ecco come si riconoscono dall’esterno le abitazioni scavate nella roccia; in muratura perlopiù solo la facciata, sovrapposte le une alle altre, il tetto di una casa pavimento dell’altra. Affacciate su slarghi comuni (chiamati “vicinati”) di cruciale importanza nel tessuto sociale; all’interno monolocali dove convivevano uomini, donne, bambini e animali, in primis il mulo, principale fonte di sopravvivenza.

Dai Sassi di Carlo Levi alla città nuova

Matera, Piazza Sedile

Matera, Piazza Sedile

“Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà. Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza” scriveva mezzo secolo fa della città Carlo Levi, confinato nelle vicinanze (prima a Grassano, poi ad Aliano): con il suo celebre “Cristo si è fermato a Eboli” ebbe il merito di portare una terra poverissima e socialmente emarginata sotto la luce dei riflettori. Nel 1952 una legge speciale, imponendone il risanamento (che dovette attendere un trentennio per decollare) portò all’evacuazione di oltre quindicimila abitanti e al loro trasferimento nella città nuova. La civiltà contadina scomparve da un giorno all’altro, dalla sera alla mattina. Interessante per intuire come si svolgeva l’esistenza nei Sassi la visita in Vico Solitario 11, nel Sasso Caveoso, di una casa-grotta rimasta intatta che ospitava una famiglia con undici figli. Di grande suggestione le numerose chiese rupestri (oltre centocinquanta nel territorio materano) molte delle quali furono trasformate in cantine o abitazioni nei tempi di grave penuria di alloggi: nel Sasso Caveoso da non perdere la visita di Santa Lucia alle Malve e del complesso del Convicinio di Sant’Antonio, ex monastero composto da quattro chiese del XII-XIII secolo, decorate da affreschi. Ecco Matera, “bellissima, pittoresca e impressionante” (Carlo Levi).

Arte moderna in ambiente antico

Museo Musma

Museo Musma

Sculture in bronzo, marmo, pietra, ferro, acciaio, terracotta, gesso, ceramica, cartapesta, tufo, legno; oltre a disegni, incisioni, multipli, medaglie, libri d’arte: ecco il MUSMA, il sorprendente Museo della Scultura Contemporanea, aperto recentemente nel seicentesco Palazzo Pomarici in via San Giacomo (Sasso Caveoso). Oltre mille metri di sobri spazi ipogei, oltre al piano costruito del palazzo, esaltano le oltre duecentocinquanta opere, in prevalenza sculture. Moore, Arp, De Chirico, Matta, Calder, Picasso, Fontana, Manzù, Gio e Arnaldo Pomodoro, Marino Marini, Medardo Rosso, Chillida, Cascella tra gli artisti rappresentati. Anche la genesi del Museo è particolare, risultato delle donazioni di artisti alla Fondazione Zétema di Matera (ente promotore del Museo) e frutto del lavoro del Circolo “La Scaletta”, impegnato nel recupero e nella valorizzazione del territorio, che dal 1978 organizza ogni estate una grande mostra di scultura contemporanea (fino al 18 ottobre lo straordinario Ibram Lassaw) nei suggestivi ambienti ipogei del complesso rupestre (secoli IX-XI) delle chiese della Madonna delle Virtù e la sovrastante San Nicola dei Greci, ornata da bellissimi affreschi. Vivace e aperta al futuro, la Matera d’oggi.

Un restauro esemplare: la Cripta del Peccato Originale

Gravina

Gravina

L’opera della natura e la mano dell’uomo: in questo connubio sta il fascino dello spettacolare (dal punto di vista naturalistico, archeologico, storico-artistico) Parco Regionale delle Chiese Rupestri della Murgia Materana, un territorio aspro e accidentato punteggiato di grotte occupate dall’uomo fino dalla preistoria (ricchi reperti in città nel Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola, fondato nel 1910 dal medico e paleontologo dal quale deriva il nome) quali, sospesa sulla Gravina, la Grotta dei Pipistrelli abitata dal Paleolitico al Neolitico. Splendida la vista dal belvedere di Murgia Timone: un affaccio strepitoso sulla profonda Gravina di Matera, l’omonimo torrente e la città, in alto i voli del falco grillaio, un piccolo falco migratore simile al gheppio, simbolo del parco. Lunghe passeggiate sull’altopiano murgico conducono a eremi, cenobi, cappelle e basiliche scavate nel tufo o ricavate in grotte naturali che ospitarono comunità monastiche greche e latine, nei secoli VIII-XIII. Numerose belle chiese, scoperte e censite a partire circa dal 1960 su iniziativa del Circolo “La Scaletta”, sono impreziosite da affreschi. Di tutte forse la più straordinaria, oggetto di un restauro esemplare divenuto un modello di riferimento scientifico, la Cripta del Peccato Originale, una caverna naturale che si apre sull’incisione carsica del torrente Gravina di Picciano, a Pietrapenta: interamente decorata da affreschi di notevole pregio artistico dell’inizio del IX sec., è visitabile (su prenotazione) solo da poco, con un supporto audio e un’illuminazione eccellenti: la visita, da sola, vale il viaggio.

Notizie utili:

APT Basilicata:  www.aptbasilicata.it

Residence del Casalnuovo: www.residencedelcasalnuovo.it
Ricavato da due lamioni della fine dell’Ottocento sulla via principale di accesso ai Sassi, offre sette appartamentini con volte a vista in tufo e angolo cottura (alcune con idromassaggio e in

Prelibatezze lucane

Prelibatezze lucane

gresso indipendente).

Ristorante Il Terrazzino: www.ilterrazzino.org 
Nella parte alta del Sasso Barisano, con bella vista sullo storico rione dalla terrazza, è ricavato nei Sassi in Vico S. Giuseppe 7. Antipasti a base di freschissime ricotta e burrata, salame piccante, ortaggi alla griglia, bruschette, purè di fave e cicoria, orecchiette alla salsiccia e pomodoro, cialedda, agnello, involtini e salsiccia arrosto, spumone e strazzate (tipici dolci secchi materani).

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