Non solo operazioni bancarie. E’ la nuova sfida di alcuni Istituti di Credito. Non è di meno il BPM che, attraverso la Fondazione Credito Bergamasco promuove la mostra intitolata “Mario Sironi. Il volto austero della pittura”. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 3 al 31 maggio 2019 presso le sale dello storico Palazzo Creberg a Bergamo.
La mostra ripercorrerà la lunga carriera artistica di un personaggio a tutto tondo, pur con tanti aspetti contraddittori legati al suo vissuto all’interno di due funesti conflitti mondiali.
Il percorso espositivo ospiterà circa 61 opere provenienti da collezionisti privati e dalle collezioni della Fondazione stessa, da tempo impegnata a valorizzare artisti che si sono distinti nel bergamasco nel corso del XX secolo e a salvaguardare il patrimonio culturale, storico, artistico di questo incantevole territorio.
Le opere riguarderanno bozzetti preparatori, disegni, tavole originali per le illustrazioni, dipinti e cartoni per opere monumentali.
Sironi respira l’arte sin dalla nascita
Sironi ha sperimentato vari approcci artistici. Il divisionismo, per esempio, lo ha coinvolto all’inizio della sua avventura nel mondo dell’arte a cui si rivolse fin da giovane, stimolato da modelli familiari. La sua è astata una famiglia votata all’arte. Il nonno, scultore e scienziato. Il padre un famoso ingegnere. La madre cantante e la sorella brillante pianista. Per Mario Sironi si potrebbe dire che la professione artistica fosse già segnata. Lui studia disegno e si iscrive alla Scuola Libera del Nudo a Roma dove avrà frequentazioni importanti con artisti del tempo che influenzeranno la sua vena artistica.
Precursore dell’arte Informale
Sironi, difatti, passerà dalle opere segnate dalla corrente del divisionismo, al futurismo a cui farà seguito la metafisica, il primitivismo dell’arte Informale di cui è considerato il precursore in Italia. La sua capacità creativa ed eclettica non si esaurisce con la pittura ed il disegno. Sironi sarà anche scultore, architetto, illustratore, scenografo e grafico.
L’artista accetta commissioni importanti per decorare spazi pubblici spinto dalla volontà di veicolare l’arte verso un pubblico più popolare e non solo appartenente al mondo del collezionismo e delle mostre. Un messaggio artistico che diventerà uno dei temi conduttori degli anni Trenta. Tra le sue tematiche preferite vi sono quelle legate al mondo del lavoro: paesaggi urbani, nature morte, ritratti e nudi.
Autore di eventi in Italia e all’estero
Sironi, fedele al Movimento Artistico del Novecento, non disdegna di partecipare a importanti esposizioni tra cui la “Grande Mostra Futurista” a Milano e alla “Mostra italiana dell’Esposizione d’Arte Moderna” a Ginevra. E’ instancabile autore e protagonista di eventi e mostre in Italia e all’estero dove la sua fama raggiunge quotazioni importanti. Collabora con pittori e scultori del calibro di Carrà, Campigli, De Chirico, Depero, Marini, Martini per la realizzazione di opere monumentali per decorare pareti e saloni di Palazzi Istituzionali. La sua variegata e complessa opera, frutto di una tenace ed indefessa volontà artistica, è ancora oggi ricordata in mostre, biografie e nella Fondazione a lui dedicata.
La mostra è curata da Angelo Piazzoli, Segretario Generale Fondazione Creberg e da Paola Silvia Ubiali, storica dell’arte.
“Mario Sironi. Il volto austero della pittura”: Palazzo Storico del Credito Bergamasco, Largo Porta Nuova 2, Bergamo. Ingresso libero e Catalogo in distribuzione gratuita.
Informazioni: www.fondazionecreberg – www.mariosironi.org