Domenica 20 Ottobre 2019 - Anno XVII
Monastero di S. Agostino, fra Val Nure e Val Trebbia

Monastero di S. Agostino, fra Val Nure e Val Trebbia

Dalla Val Nure alla Val Trebbia viaggio sull’Appennino piacentino

Un fine settimana di agosto tra valli e borghi poco abitati. Sguardo sulla natura e il piacere di partecipare alle iniziative di fiere e sagre promosse dalle Pro Loco per far riscoprire ai turisti le tradizioni della cucina e del vino di queste terre

Val Nure,-panorama

Panorama della Val Nure

La Val Nure e la Val Trebbia sono la nostra destinazione con partenza da Milano. Storia e natura si intrecciano sulla via Emilia. La SS9, costruita dal console Marco Emilio Lepido nel 187 a.C., collega la città ambrosiana con il Mare Adriatico, a Rimini. Si lascia Piacenza e ci si inoltra sull’Appennino Emiliano, lungo la SP654. Seguendo un percorso che conduce, dopo aver superato il crinale al Passo del Tomarlo, fino al Mar Ligure, a Chiavari e Lavagna (Ge). Le vie delle greggi, dei commerci e della fede. Una dimensione diversa, a metà strada fra la terra e il cielo, fra la condizione umana e la divina, quella che i greci chiamavano daimònia.

Val Nure: salame cotto, buon vino e ballo liscio

Val Nure Ponte-dell'Olio

Ponte dell’Olio

La prima tappa è Ponte dell’Olio nella bassa Val Nure, così chiamato perché luogo di commercio dell’olio ligure, qui giunto per essere portato nelle cittadine padane. Ha conservato un bel centro storico, dove si svolge a ferragosto la fiera di San Rocco. Rinomato per il salame cotto e per il buon vino, il gutturnio, che si infervora appena lo versate nel calice.

Più in alto nella valle, Pradovera a quota 1.000 mt. slm, frazione di Farini, la Pro Loco organizza delle feste, come a ferragosto, con le immancabili salamelle e il ballo liscio.
Il paesaggio è dolce, seppure si inerpichi fino a raggiungere il culmine per poi riscendere verso il mare. Poche casupole e paesini distolgono dal colore verde degli abeti e dei faggi, ma anche larghi spiazzi per il pascolo del bestiame.

Val Nure: sempre meno abitanti

Valtrebbia,-Bobbio, Castello Malaspina

Castello Malaspina

Sono evidenti i segni dell’abbandono nei radi cascinali e nella rarità di figure umane, anche se qualcuno resiste in queste lande tenendo fede al lascito avito. Si capisce allora lo spirito delle iniziative a ferragosto e in altre circostanze, sui prati, per rinsaldare lo spirito di comunità. In particolare qui, un luogo sensibile alla tradizione, la prima settimana di agosto si organizza il festival delle pive emiliane. Proseguendo, la strada si inerpica fino al passo del Tomarlo e scende verso il mare.

Val Trebbia: Bobbio e San Colombano

Bobbio,-Monstero-san-Colomano,-esterno

Monastero di San Colombano a Bobbio

Noi prendiamo una strada sterrata che scende in Val Trebbia, a Bobbio, un crocevia sulla SS 45, collega Piacenza a Genova. Bobbio è una cittadina, elegante, ricca di storia. Lo si vede dalla imponenza degli edifici civili e religiosi e dal castello dei Malaspina-Dal Verme che domina la valle. Località significativa già al tempo del regno longobardo in Italia e dalla forte impronta spirituale. Qui giunse al termine delle sue peregrinazioni Colombano, santo irlandese. Un pellegrino con la conchiglia, che nel VI secolo fondò un ordine religioso e costruì un maestoso monastero dove si praticavano la preghiera e lo studio, lungo la via francigena che attraversava l’Europa fino a Gerusalemme.

Bobbio, Duomo,-interno

Bobbio, interno del Duomo

Bobbio è la perla dell’Appennino. Ovunque edifici storici e religiosi ben conservati, degni di un luogo di preghiera, meditazione e rilassamento.
Un luogo che si raggiunge dopo aver attraversato da viandanti  a piedi o sulla soma valli una volta infide ed essere sopravvissuti agli assalti dei briganti, che ormai vivono solo nelle nostre fantasie.
Da qui si scende a valle per ritornare sulla via Emilia a Piacenza o ci si inerpica fino al culmine per scavallare nella regione ligure verso Genova.

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