Domenica 15 Settembre 2019 - Anno XVII
Anthony van Dyck (1599–1641), "Il compianto sul Cristo morto" © Royal Museum of Fine Arts Antwerp

Anthony van Dyck (1599–1641), "Il compianto sul Cristo morto" © Royal Museum of Fine Arts Antwerp

“Da Tiziano a Rubens”, arte italiana e fiamminga a Palazzo Ducale a Venezia

Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe saranno esposte dal 5 settembre 2019 al 1° Marzo 2020 al Palazzo Ducale negli Appartamenti del Doge. La rassegna “Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe” porta alla ribalta 140 opere in gran parte proveniente da collezioni private

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Tiziano Vecellio (1488–1576), “Jacopo Pesaro presentato a San Pietro da Papa Alessandro VI” © Royal Museum of Fine Arts Antwerp

Ancora una volta la Serenissima apre le porte degli Appartamenti del Doge a Venezia. Il Palazzo Ducale ospita opere d’arte che hanno segnato la storia veneziana e quella delle Fiandre. La mostra “Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe” inaugurata il 5 settembre 2019 resterà aperta fino al 1° Marzo 2020.

All’inaugurazione erano presenti il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, la Direttrice dei Musei Civici veneziani Gabriella Belli, il curatore della mostra Ben Van Beneden direttore del Museo Rubenshuis di Anversa. Durante la conferenza stgampa è stata sottolineata l’importanza del connubio esistente tra Anversa e Venezia. Entrambe le città sfruttano il mare e hanno goduto di periodi floridi in scambi commerciali, culturali e di influenze artistiche. Il tutto in uno scambio reciproco di idee e di contenuti che troviamo espressi nelle tele, negli arazzi, nei libri, nelle incisioni.

Da Tiziano a Rubens: esposte 140 opere

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Tiziano Vecellio (1488–1576) “Ritratto di dama con la figlia” – collezione pprivata

La rassegna di Palazzo Ducale porta alla ribalta 140 opere provenienti dalle collezioni dei Musei delle Fiandre. In particolare il Rubenshuis-La Casa di Rubens, il Museo Reale delle Belle Arti di Anversa. Altri capolavori in prestito sono arrivati dalle città di Gent, Bruges, Lovanio. Lungo il percorso espositivo troverete opere mai viste prima perché custodite da collezionisti privati o riportate alla luce dopo lunghi restauri. Tra questi il dipinto, in origine intitolato Tobia e l’Arcangelo Raffaele, oggi chiamato Ritratto di dama con la figlia.

La storia di quest’opera è oltremodo curiosa. Il quadro si trovava nello studio del celebre Tiziano dopo la sua morte, colto da un’epidemia di peste nel 1576. Un apprendista di bottega lo utilizzò per dipingerci sopra la scena religiosa di Tobia con l’arcangelo. Non si sarebbe mai potuto scoprire l’arcano se la scienza non fosse venuta in aiuto.
Nel 1948, infatti, il quadro è stato radiografato nel Courtauld Institute e ripulito con un restauro durato oltre 20 anni. Oggi possiamo ammirare la bellezza della dama dalla chioma bionda stringere a sé la figlioletta.

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Jacopo Tintoretto (1519-1594), “L’angelo annuncia il martirio a Santa Caterina d’Alessandria” collezione privata. Ph: Bart Huysmans & Michel Wuyts

Un’altra grande opera di Tiziano Vecellio, artista di Pieve del Cadore, che ritorna a Venezia è Jacopo Pesaro presentato a San Pietro da Papa Alessandro VI. Il quadro è appartenuto in tempi remoti alla nobile famiglia Barbarigo.

Altro dipinto famoso portatore di curiosità è l’Angelo annuncia il Martirio a Santa Caterina d’Alessandria realizzata dal Tintoretto. Il dipinto per un lasso di tempo, è stato posseduto dal collezionista David Bowie, cantante rock e grande estimatore di Jacopo Tintoretto.
La Pala d’altare, commissionata per abbellire la Chiesa di San Giminiano, demolita nel 1806 per volere di Napoleone Bonaparte, subì vari passaggi di proprietà fino al Museo della Casa di Rubens ad Anversa.

Rubens e altri pittori fiamminghi

Di Rubens sono esposte 12 opere tra cui il Ritratto di giovane donna con catena, rinvenuto dieci anni fa, e il monumentale Francesco d’Assisi riceve le stimmate.
Di Antony van Dyck sono presenti 7 opere caratterizzate dalla sua indiscussa dovizia di particolari, ricerca cromatica ed eleganza formale. Tra queste lo Studio per un ritratto di un alto funzionario e il Ritratto di Joannes Malderus.

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Jan Davidsz de Heem (1606-1684) “Natura morta di frutta con un calice à la façon de Venise” – Courtesy Musée national d’histoire et d’art Luxembourg © Photo: MNHA Tom Lucas

A coronare l’esposizione “Da Tiziano Rubens” vi sono altri importanti artisti fiamminghi. Maerten de Vos, conosciuto per i suoi studi sulle tronie ovvero studi sulle facce di soggetti da ritrarre; Theodoor van Loon, in mostra con la Pietà e la Sacra Famiglia, noto come caravaggista; Michaelina Wautier pittrice di grande talento col suo particolare Ritratto di due fanciulle come Sant’Agnese e Santa Dorotea; Michiel Sweerts, con i suoi dipinti tra cui l’originalissimo ritratto di Giovane uomo sorridente.

Bellissime le nature morte di un’altra pittrice fiamminga, Clara Peeters. In mostra presenti due quadri di eccellente e raffinata raffigurazione delle iconografie tipiche della natura morta. Accanto ai dipinti su tela e su tavola, nell’esposizione trovano posto libri, incisioni, sculture, arazzi e strumenti musicali a testimonianza dell’amore per la musica da parte degli abitanti delle Fiandre.

Da Tiziano a Rubens: epoca d’oro del Rinascimento

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Maerten de Vos (1532–1603) “La Calunnia di Apelle” Antwerp © Private collection

Anversa e di Venezia hanno vissuto l’epoca d’oro del Rinascimento. Due città che sono riuscite a conservare e rinnovare gli insegnamenti di artisti e di scienziati fino a trasmettere, ai giorni nostri, capolavori di inestimabile bellezza e di ricchezza culturale. Due centri con due sbocchi geografici e commerciali nevralgici per l’epoca.
La Repubblica Serenissima di Venezia era famosa per i rapporti con l’Oriente ed Anversa, porto delle Fiandre attraverso il fiume Schelda, faceva da collegamento con il Paesi del Nord Europa. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se entrambe hanno allacciato una sorta di “gemellaggio” del XVI secolo. Venezia, in ambito artistico, era conosciuta come la città dalle tante botteghe, dove si sono formati artisti di fama mondiale.

La scuola veneziana e gli artisti fiamminghi

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Peter Paul Rubens (1577- 1640) “San Francesco d’Assisi riceve le stimmate” Gent, Museum voor Schone Kunsten

Molti artisti fiamminghi, consapevoli dell’importanza della scuola veneziana, giunsero in Italia per apprendere ma anche per esportare le loro idee e tecniche pittoriche. In quest’ottica si collocano artisti del calibro di Peter Paul Rubens (1577-1640) che, memore dell’esperienza veneziana, fondò un suo studio personale su modello di quello della città lagunare, dove preparava bozzetti ad olio e studi preparatori. A Rubens non bastò l’apprendistato presso i pittori fiamminghi. Attratto dai dipinti di Tiziano, di Tintoretto e di Paolo Veronese, giunse prima a Venezia e poi a Roma, suggestionato qui dalle opere di Michelangelo e di Raffaello.

Acquisita maggiore abilità pittorica, aiutato da una forte dose di personalità stilistica, venne chiamato alle corti dei Gonzaga di Mantova. Successivamente presso il viceré dei Paesi Bassi. E poi ancora chiamato presso la corte del re di Spagna e in quella degli Asburgo per far fronte alle numerose commissioni sia di portrait che di scene mitologiche e paesaggistiche.

Da Tiziano a Rubens: il viaggio in Italia di Antony van Dyck

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Peter Paul Rubens (1577-1640) “Studio della testa di un vecchio” – © Rubenshuis, ph: Michel Wuyts & Louis De Peuter

Fu amico e maestro di Antony van Dyck, pittore che andava affinando la sua cifra stilistica fino a diventare uno stretto collaboratore di Rubens e artista conteso fra i regnanti dell’epoca. Van Dyck comprese ben presto che un viaggio itinerante in Italia avrebbe contribuito ad implementare la sua formazione pittorica e nel 1621 fece tappa a Genova dove riscosse un discreto successo grazie alla sua prolifica produzione.
La mostra “Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe” dedica anche un’intera sezione ad uno dei maggiori compositori fiamminghi, Adriaan Willaert che, nel 1527,venne a Venezia a ricoprire il ruolo di Maestro di Cappella della Basilica di San Marco fondando, in seguito, la Scuola di Musica Veneziana, presso la quale si formarono i musicisti Giovanni Gabrieli e Claudio Monteverdi. Nelle ultime sale della nutrita esposizione trovano posto i virginali e un bellissimo clavicembalo a coda.

Il percorso museale e le aree tematiche sono accompagnate dalle musiche del disco Willaert e la Scuola Fiamminga a San Marco.
La mostra è organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia assieme alla Città di Anversa, VisitFlanders e la Flemish Community col contributo della direzione Scientifica di Gabriella Belli.

Informazioni: www.visitmuve.it

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