Giovedì 9 Aprile 2020 - Anno XVIII
Fiume Po verso ovest (credit Perazzoli)

Fiume Po verso ovest (credit Perazzoli)

Viaggio insolito in Emilia nei mondi del Po

Andiamo a conoscere cosa si incontra seguendo il corso del Grande Fiume italiano. Il Po si intreccia con itinerari originali che uniscono storia e futuro. Il nostro viaggio ci fa scoprire è un assaggio di gusto, ambiente, cinema e natura. 

Il Po comune di Zibello Polesine

Il Po nel comune di Zibello Polesine

Il Po è il grande fiume italiano. Dalle pendici del Monviso in Piemonte scorre per 652 km fino al suo Delta nel Mare Adriatico. Lungo il suo scorrere disegna un universo di tradizioni, cultura, sapori, oasi naturalistiche. Seguire il suo corso è fare un viaggio di riscoperta della sua identità. Il passato incontra il futuro e costruisce nuovi mondi. Nel cuore di questo viaggio c’è il territorio della Destinazione Turistica Emilia che abbraccia le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia. In questo territorio il Grande fium, come viene chiamato il Po è fonte di ispirazione e protagonista indiscusso di importanti iniziative.

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Fiume Po di sera (credit Paolo Panni)

“I 161 km di fiume Po che scorrono con ampie volute attraverso le province di Parma, Piacenza e  Reggio Emilia – dichiara Natalia Maramotti, presidente di Visit Emilia – sono una scommessa da vincere per la nostra Emilia. In queste terre golenali si assommano le tre caratteristiche di attrattività  della nostra destinazione: natura, cultura, enogastronomia”. E non solo. “Grazie a una produzione cinematografica di Palomar il film sul grande pittore Ligabue  ‘Volevo Nascondermi’ – continua Natalia – avremo l’occasione di portare a Berlino (dove il film è in concorso) la  straordinaria originalità  di questi luoghi, la autenticità delle storie tra le brume e il rumore dell’acqua”.

Una fetta di Culatello di Zibello per un sacco di plastica

Antica Corte Pallavicina - Massimo Spigaroli

Lo chef Massimo Spigaroli

In Emilia Romagna c’è attenzione all’ambiente. Fantasia e iniziative non difettano agli emiliani-romagnoli. È il caso dello chef Massimo Spigaroli che ha lanciato una sua gustosa proposta. Per trascorrere una domenica diversa e rendersi utile per la salvaguardia dell’ambiente, si possono indossare guanti e stivali per ripulire il Po. Nei weekend da febbraio ad aprile 2020, a Polesine-Zibello (PR), nella Bassa Parmense, si tiene un’iniziativa originale, dal titolo “Puliamo il Po e puliremo il mondo. Ad essere insolita, ma senza dubbio stimolante, è la ricompensa. Massimo Spigaroli, Chef stellato dell’Antica Corte Pallavicina e sindaco del Comune di Polesine-Zibello a tutti i volontari che il sabato e la domenica si cimentano nella raccolta di oggetti e vari materiali di scarto nel bosco fluviale darà “Una fetta di Culatello di Zibello per un sacco di plastica”.

Ai partecipanti sarà dato un buono da poter utilizzare fino alla Festa del Culatello di giugno per ricevere le fette di culatello, il rinomato salume tipico, conquistate con la raccolta dei rifiuti. Uno spunto stuzzicante per una mobilitazione collettiva. L’idea del sindaco di Polesine-Zibello, Comune tra i più virtuosi a livello nazionale per la raccolta differenziata, vuole essere da esempio per i Comuni lungo il Po, affinché sposino l’iniziativa e la replichino nei loro territori.
Per info: 3487497980 o puliamoilpopuliremoilmondo@gmail.com

Lungo il Po Riserva della Biosfera MaB UNESCO

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Il Po in località Polesine Parmense (credit Andrea Samaritani)

Il fiume Po racchiude in Emilia scorci naturalistici di inestimabile valore. Vale la pena scoprire questo territorio fatto di borghi, storia e sapori antichi.
Da giugno 2019, il tratto medio padano del Po – il Po Grande che comprende le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, ma anche di Cremona, Lodi, Pavia, Mantova e Rovigo –è stato proclamato Riserva della Biosfera MaB UNESCO.

Un riconoscimento prestigioso per un territorio che offre un mix unico di golene fluviali che diventa impegno per la comunità all’insegna dello sviluppo sostenibile. Un modo per proteggere la biodiversità, promuovere un’agricoltura a tutela dell’ambiente e politiche avanzate sul clima. Anche questo è un modo originale per conoscere l’Emilia e il Grande Fiume.

I luoghi emiliani del Po in corsa per l’Orso d’Oro

Il Film su Ligabue Volevo nascondermi

Il film su Ligabue “Volevo nascondermi”

Il Po è una continua fonte di storie da raccontare. Da tempo è luogo di grandi produzioni cinematografiche. Vi ricordate i film “Gente del Po” di Michelangelo Antonioni e “Ossessione” di Luchino Visconti del 1943? Lungometraggi che hanno portato il Grande Fiume alla ribalta del cinema d’autore.
Percorrere un itinerario lungo il Po cinematografico è immergersi in un intreccio di racconti e di personaggi. Racconti e personaggi che ora si arricchiscono con la scoperta dei luoghi emiliani del film “Volevo Nascondermi“. La storia del celebre pittore emiliano Antonio Ligabue, interpretato da Elio Germano, per la regia di Giorgio Diritti e girato con il sostegno dell’Emilia Romagna Film Commission. Il film è in concorso alla 70° Berlinale – Berlin International Film Festival, dal 20 febbraio al 1° marzo, in corsa per l’Orso d’Oro.

Il Cacio del Po sulla Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina

Cacio del Po

Cacio del Po

Dopo aver parlato di ambiente e natura non si può che chiudere con i sapori. Il nostro percorso che segue il Grande fiume è senza dubbio un viaggio tra sapori tipici ed itinerari enogastronomici. Oltre ai prodotti emiliani più conosciuti come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, il Culatello di Zibello, c’è un percorso meno noto dalle gustose rivelazioni. È la Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina, la cui associazione unisce 28 soci privati e 11 pubblici.

Lo scopo è la valorizzazione delle produzioni agricole, gastronomiche e storico-culturali. Tra le delizie da assaporare, c’è il Cacio del Po, formaggio a pasta semicotta fatto a latte crudo, dal gusto dolce con retrogusto amarognolo. La sua forma è cilindrica con facce piene del diametro di circa 30 cm e di 10 cm di altezza, con un peso che oscilla tra i 7 e i 10 kg. Ha una consistenza morbida ed elastica. È tra i più giovani formaggi della tradizione emiliana. Il cuore della produzione è Monticelli d’Ongina (PC). Anche in questo caso un viaggio tra i suoi profumi vale la pena.

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