Venerdì 5 Marzo 2021 - Anno XIX
Damien Hirst e la Newport Street Gallery

Damien Hirst e la Newport Street Gallery

Alla scoperta della galleria d’arte londinese di proprietà di uno degli artisti contemporanei più influenti al mondo, Damien Hirst.

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Clear Solutions to 20th Century Problems, 1993. Photographed by Prudence Cuming Associates © Damien Hirst and Science

Sulla riva Sud del Tamigi, nel quartiere di Vauxhall, c’è una strada che riporta ai tempi della Londra vittoriana. Un lato è interamente dominata dalle arcate in mattoni che sorreggono i binari ferroviari che terminano a Waterloo Station; sull’altro lato spiccano alcuni fabbricati industriali, originariamente laboratori per scenografie teatrali. Questi edifici, sapientemente restaurati, ospitano oggi la Newport Street Gallery, uno spazio che emerge in mezzo al vasto panorama delle gallerie d’arte londinesi. Proprietario è il grande artista Damien Hirst che lo mette a disposizione per esporre gratuitamente le opere della sua immensa collezione.

Il chi è di Damien Hirst

Clear Solutions to 20th Century Problems, 1993. Photographed by Prudence Cuming Associates © Damien Hirst and Science Ltd.

Una sala della mostra End of a Century. Photographed by Prudence Cuming Associates © Damien Hirst and Science Ltd

Damien Hirst è uno dei più influenti artisti inglesi contemporanei. Il suo nome sale alla ribalta della scena culturale londinese per la prima volta nel 1988. Era al secondo anno degli studi d’arte alla Goldsmiths quando organizza la mostra collettiva “Freeze” che lancerà la nuova generazione degli Young British Artists.

A partire da quella esperienza, la carriera di Hirst è un susseguirsi di creazioni geniali. Creazioni che scuotono le coscienze e stimolano riflessioni sulla vita e la morte. Si va dagli Spot painting, serie di pallini colorati in maniera casuale, agli animali immersi in formaldeide; dalle teche piene di medicinali al teschio tempestato di diamanti; fino ad arrivare ai recentissimi Mandala. La sua produzione artistica ottiene un enorme successo, tanto da vincere il Turner Prize nel 1995 e da essere presente nei principali musei del mondo.

Parte della fortuna di Hirst, soprattutto durante i suoi primi vent’anni di attività, è dovuta a Charles Saatchi. Il noto pubblicitario amante dell’arte, che lo ha apprezzato fin dall’inizio e lo ha sostenuto comprando numerose sue opere. Il rapporto fra i due personaggi si deteriora agli inizi degli anni 2000, al punto che Hirst riacquista, a prezzo rivalutato, parte delle opere che gli aveva venduto. Secondo alcuni, la Newport Street Gallery è la risposta personale di Hirst alla Saatchi Gallery.

La collezione di Damien Hirst

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Spot Painting, 1986. Photographed by Prudence Cuming Associates © Damien Hirst and Science Ltd

Damien Hirst è stimato essere l’artista vivente più ricco del mondo. Non deve stupire se buona parte dei suoi investimenti consiste nel collezionismo d’arte. A partire dalla fine degli anni Ottanta, l’artista costituisce la “Murdern collection”. Attualmente conta circa 3.000 pezzi che vengono esposti alla Newport Street Gallery attraverso mostre tematiche.

Il nucleo più prestigioso della collezione consiste nelle opere di artisti affermati che incontrano il gusto di Hirst e che, come nel caso di Francis Bacon, hanno influenzato la sua estetica. Oltre al già citato Bacon, spiccano i nomi, fra gli altri, di Banksy, Gavin Turk, Tracey Emin, Pablo Picasso e Jeff Koons. Accanto ad essi, trova spazio un certo numero di giovani artisti emergenti, nonché sono raccolti manufatti di indigeni della costa occidentale del Nord America. Completano la collezioni alcuni pezzi per i quali è facile immaginare l’interesse da parte di Hirst: modelli anatomici, animali imbalsamati ed esemplari botanici.

 “End of a Century” alla Newport Street Gallery

Gallery Una sala della mostra End of a Century. Photographed by Prudence Cuming Associates © Damien Hirst and Science Ltd

Una sala della mostra End of a Century. Photographed by Prudence Cuming Associates © Damien Hirst and Science Ltd

La prima mostra ad essere ospitata alla Newport Street Gallery è stata quella dedicata a John Hoyland, uno dei più importanti esponenti dell’astrattismo inglese. Ad essa sono seguite sia mostre personali, come quelle di Jeff Koons, Gavin Turk e Ashley Bickerton, sia collettive come True Colors, con opere delle emergenti Helen Beard, Sadie Laska e Boo Saville.
Attualmente è in programma End of a Century, una esposizione che raccoglie più di cinquanta opere dello stesso Hirst create negli anni Ottanta e Novanta, nel lasso di tempo fra gli studi d’arte e la sua affermazione definitiva.

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Myth Explored, Explained, Exploded, 1993. Photographed by Prudence Cuming Associates © Damien Hirst and Science Ltd

Si passa dalle esplorazioni giovanili nel minimalismo e nell’arte concettuale, con l’uso dei colori puri come principio fondante delle opere, alle serie più famose. Tra queste: Spot Paintings; Medicine Cabinets (le teche in cui sono esposte serie di medicinali); gli animali in formaldeide; Hymn, una scultura in bronzo di sei metri d’altezza ispirata a un classico giocattolo educativo di suo figlio.
Non mancano alcune opere mai esposte prima: fra le più interessanti Up, Up and Away, in cui il volo di tre anatre viene immortalato in formaldeide e Waster, una cassa di vetro riempita con rifiuti medici.

Lo spazio espositivo

Newport Street Gallery Waster,-1997

Waster, 1997. Photographed by Prudence Cuming Associates © Damien Hirst and Science Ltd

La Newport Street Gallery è notevole anche per la qualità architettonica del suo spazio. Gli architetti Caruso St John, partendo da un nucleo di tre edifici industriali vittoriani che originariamente ospitavano laboratori scenografici, hanno aggiunto alle estremità due edifici moderni, simili per stile e per materiali a quelli antichi. Gli stabili sono stati uniti all’interno, in modo da formare uno spazio espositivo che corre per tutta la lunghezza del piano terra e del primo piano. Due bellissime scale a spirale mettono in comunicazione i due livelli.

La Newport Street Gallery ospitava anche il ristorante Pharmacy 2 (il primo ristorante Pharmacy era stato aperto a Notting Hill), il cui concept della decorazione era basato sulle serie dei Medicine Cabinets e delle pillole in formato gigante di Schizofrenogenesis. Il ristorante purtroppo è stato chiuso nel 2019, come già era capitato qualche anno prima al suo predecessore.
Laddove sulla facciata delle costruzioni vittoriane c’era originariamente uno spazio che veniva usato per affissioni pubblicitarie di spettacoli teatrali, ora c’è un grande video LED attraverso il quale vengono comunicate le mostre in corso ai passeggeri dei treni che passano numerosi lì di fronte. Impossibile non rimanere catturati, quasi come, simbolicamente, gli squali in formaldeide.
Info: www.newportstreetgallery.com

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