Venerdì 5 Marzo 2021 - Anno XIX
Elisabetta Sirani, "Porzia che si ferisce alla coscia" 1664 - Collezione Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

Elisabetta Sirani, "Porzia che si ferisce alla coscia" 1664 - Collezione Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

L’Arte al femminile. Storie di donne tra il ‘500 e il ‘600

A Palazzo Reale di Milano incredibili storie di donne talentuose e “moderne”. L’esposizione “Le Signore dell’Arte” dal 2 marzo al 25 luglio propone oltre 150 opere di 34 artiste che hanno fatto risplendere tra il ‘500 e il ‘600 l’arte al femminile.

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Artemisia Gentileschi, “David con la testa di Golia”

La prima grande mostra dell’anno proposta al Palazzo Reale di Milano è dedicata alle “Signore dell’Arte”. Magnifiche artiste vissute tra il ‘500 e il ‘600, oggi finalmente tornate a risplendere. Prossimamente si potranno ammirare oltre 150 opere di 34 artiste. Tra queste: Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Giovanna Garzoni e tante altre. Alcune già celebri, altre meno conosciute e portate alla ribalta proprio da questa mostra.

La pandemia da Covid-19 inizia a dare un po’ di tregua e così si riaprono i musei.
Le Signore dell’Arte di prossima apertura è promossa dal Comune di Milano-Cultura e realizzata da Palazzo Reale e Arthemisia con il sostegno di Fondazione Bracco. La mostra aderisce al palinsesto I talenti delle donne, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dedicato all’universo delle donne. Figlie, mogli, sorelle di pittori, o a volte donne di religione: queste Signore dell’Arte mostrano la loro grandiosa abilità compositiva e anche il ruolo rivestito nella società del tempo.

Le Signore dell’Arte: da Artemisia Gentileschi …

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Sofonisba Anguissola, “Partita a scacchi”

Storie che ci portano indietro nel tempo. Come quella di Artemisia Gentileschi, figlia di Orazio, icona di consapevolezza e rivolta, artista e imprenditrice, che rivaleggia con l’arte degli stessi pittori uomini dell’epoca. Un esempio di lotta contro l’autorità e il potere artistico paterno.

Oppure quella di Sofonisba Anguissola, vissuta alla corte di Filippo II a Madrid, poi in Sicilia, sposata con il nobile Fabrizio Moncada, dove fu visitata da Anton van Dyck nel 1624. Della Anguissola sono esposti capolavori assoluti come la Partita a scacchi (del 1555 e proveniente dal Muzeum Narodowe di Poznan, Polonia) e la Pala della Madonna dell’Itria (1578), che è stata oggetto di un importante restauro.

Le Signore dell’Arte: la bolognese Lavinia Fontana

Lavinia-Fontana Venere riceve l’omaggio di due amorini

Lavinia Fontana, “Venere riceve l’omaggio di due amorini”

Lavinia Fontana, bolognese, figlia del pittore manierista Prospero Fontana è in mostra con 14 opere. È stata la più importante pittrice del XVI secolo e una delle più famose ritrattiste della sua epoca. Lavinia sposò il pittore imolese Paolo Zappi nel 1577 alla sola condizione di poter continuare a dipingere, facendo così del marito il proprio assistente.

Un’altra pittrice bolognese, Elisabetta Sirani è in mostra con potenti tele in cui sono raffigurati il coraggio femminile e la ribellione di fronte alla violenza maschile. Nella tela Porzia che si ferisce alla coscia (1664), mentre in Timoclea uccide il capitano di Alessandro Magno (1659) del Museo di Capodimonte di Napoli.

E ancora Fede Galizia autrice dell’iconica Giuditta con la testa di Oloferne (1596) e Giovanna Garzoni, altra modernissima donna che visse tra Venezia, Napoli, Parigi e Roma, in mostra con rare e preziose pergamene.

Lo stile artistico delle donne nell’arte

Orsola-Maddalena-Caccia Sibilla-Persica

Orsola Maddalena Caccia, “Sibilla Persica”

Interessante lo stile scelto da queste pittrici. Pur adottando le canoniche regole compositive e iconografiche, esprimono  guizzi inventivi e tocchi audaci. Se il ritratto è il soggetto dominante, che rende la carne, la stoffa, il dettaglio, luoghi privilegiati dello sguardo, molto presenti anche i temi religiosi e mitologici. Che siano ritratti o composizioni simboliche di frutti e fiori, i soggetti ritratti diventano potenti strumenti di libertà d’espressione. E testimoniano sottili tensioni psicologiche, eroismi intimi e anche gesti teatrali incisivi.

Sono tutte donne che sfidano l’universo maschile e fanno della pittura la loro professione, al di fuori delle botteghe dei Maestri. Un percorso, che porterà alcune di loro a far parte delle Accademie del tempo: Artemisia Gentileschi viene ammessa all’Accademia del disegno di Firenze nel 1616; della prestigiosa Accademia di San Luca a Roma faranno parte Giovanna Garzoni, Anna Maria Vaiani, Virginia Vezzi, Maddalena Corvina, Plautilla Bricci, Elisabetta Sirani, Diana Scultori e Maddalena Corvina.

Opere provenienti da musei italiani e stranieri

Ginevra-Cantofoli Autoritratto

Ginevra Cantofoli, “Autoritratto”

La mostra Le Signore dell’Arte curata da Anna Maria Bava, Gioia Mori e Alain Tapié, presenta la grandiosa abilità compositiva di queste pittrici. Proposte attraverso il racconto delle loro storie personali si raffigura il ruolo da loro rivestito nella società del tempo. Le opere selezionate per la mostra (alcune esposte per la prima volta), provengono da 67 diversi prestatori. A livello nazionale: Gallerie degli Uffizi, Museo di Capodimonte, Pinacoteca di Brera, Castello Sforzesco, Galleria nazionale dell’Umbria, Galleria Borghese, Musei Reali di Torino, Pinacoteca nazionale di Bologna. Dall’estero: Musée des Beaux Arts di Marsiglia e Muzeum Narodowe di Poznan (Polonia).

 “Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra il ‘500 e il ‘600” – Milano, Palazzo Reale – date 2 marzo – 25 luglio – Catalogo Skira.
Orari di apertura: Lunedì chiuso; Martedì, mercoledì, venerdì 10.00 -19.30; Giovedì 10.00 – 20.30. (La biglietteria chiude un’ora prima)

Info: www.palazzorealemilano.itwww.lesignoredellarte.it

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