Lunedì 5 Dicembre 2022 - Anno XX
Sant'Agata de' Goti veduta aerea el centro storico

Sant'Agata de' Goti veduta aerea el centro storico

Sant’Agata de’ Goti, borgo di charme e di buon vino

Alla scoperta della pittoresca località campana, bandiera arancione del Touring Club d’Italia e parte del circuito “I borghi più belli d’Italia”.

Sant'Agata de' Goti scorcio del borgo

Sant’Agata de’ Goti, una porta del borgo

Nel cuore del Sannio, in provincia di Benevento, c’è un piccolo scrigno di tesori. Parliamo di Sant’Agata de’ Goti, un borgo che sembra essersi fermato al Medioevo. Qui il vino e i prodotti della terra regnano sovrani. Bandiera arancione del Touring Club d’Italia Sant’Agata de’ Goti fa parte de “I Borghi più belli d’Italia”.

Le origini di Sant’Agata de’ Goti

Borgo costruito sulla roccia tufacea

Case costruite sulla roccia tufacea

Il cuore di Sant’Agata de’ Goti è il suo centro storico, costruito su una roccia di tufo. È qui che è nato il primo insediamento sannitico, diventato poi un castrum romano. Ma la storia di Sant’Agata ha due momenti fondamentali nel Medioevo. Sotto i Longobardi, nel 970, in concomitanza con la costruzione del Duomo, diventò sede vescovile. Circa un secolo dopo, sotto la dominazione normanna, assunse la fisionomia attuale.

Questi due momenti storici hanno dato vita anche al nome del paese. È infatti dell’epoca longobarda l’intitolazione alla martire catanese Sant’Agata. Durante l’epoca normanna, invece, veniva associato al nome della località quello della famiglia dei feudatari, in questo caso i Drengot. Questo nome, nel corso dei secoli, è stato pronunciato, e di conseguenza scritto, in maniera diversa, arrivando a diventare De-Goth.

Cosa vedere a Sant’Agata de’ Goti

Scorcio del borgo di Sant'Agata de' Goti

Vie del centro storico

L’aspetto del borgo di Sant’Agata de’ Goti non è cambiato nel corso dei secoli. Le sue caratteristiche sono le schiere di palazzi che orlano i contorni della rocca e le cupole maiolicate delle numerose chiese. Il Duomo è ovviamente l’edificio di culto principale del paese, ma nel cammino per raggiungerlo si incontrano tantissime altre chiese. Di notevole pregio artistico è la Chiesa dell’Annunziata, ma anche San Francesco, San Menna e Sant’Angelo de Munculanis, per citarne alcune. A giugno, in occasione del Corpus Domini, si svolge l’Infiorata: le stradine del borgo vengono decorate con coloratissimi tappeti di fiori, una vera gioia per gli occhi.

Infiorata del Corpus Domini

Infiorata del Corpus Domini

Lo scenografico ponte Vittorio Emanuele sul Martorano è del Novecento. Fino alla sua costruzione, Sant’Agata de’ Goti era collegata al territorio circostante mediante un unico ponte levatoio. Era un centro pressoché inespugnabile e ha resistito a numerosi assedi nei secoli grazie alla sua autosufficienza. Infatti, fin dal Medioevo, i suoi abitanti hanno scavato il tufo nei sotterranei delle loro case per costruire cisterne, dispense e cantine.

Le cantine di Sant’Agata de’ Goti

I vini dell'Azienda Mustilli

I vini dell’Azienda Mustilli

Quasi tutti i palazzi del borgo hanno una cantina scavata nel tufo. Uno di questi, Palazzo Rainone, ha una storia molto particolare. Esso custodisce infatti, a sedici metri di profondità, la cantina storica della famiglia Mustilli, uno dei più importanti produttori di vino della zona.

I Mustilli hanno iniziato a coltivare le vigne nell’agro di Sant’Agata nel Settecento. In tempi più recenti, il valore del lavoro della famiglia Mustilli non si è espresso solamente attraverso la qualità indiscussa dei vini prodotti, ma soprattutto grazie all’apporto culturale dato a partire dagli anni Settanta al settore enologico locale. Fino a quegli anni, infatti, il vino prodotto nel Sannio era utilizzato soprattutto come vino da taglio.

Falanghina e Aglianico

Sant'Agata de' Goti La prima bottiglia di Falanghina Mustilli

La prima bottiglia di Falanghina Mustilli

Leonardo Mustilli svolse alcune ricerche sui vitigni autoctoni che i contadini locali continuavano a coltivare in piccoli appezzamenti per il loro uso personale. Decise così di valorizzare la falanghina, che era considerata un vitigno di basso valore, destinato principalmente alle distillerie. Oggi la falanghina, un vino bianco dal gusto leggermente fruttato, è uno dei più importanti vini del Sannio e, in particolare, la falanghina di Sant’Agata de’ Goti ha ottenuto la denominazione DOC. Ma la prima bottiglia è stata prodotta nel 1979 nella cantina storica di Palazzo Rainone. L’altro grande vino DOC di Sant’Agata è l’aglianico, un corposo vino rosso rubino.

Le mele annurca

Le mele annurca

È possibile, grazie alla famiglia Mustilli, vivere in maniera completa l’esperienza a Sant’Agata: non solo le cantine sono aperte per visite guidate e degustazioni, ma è possibile pernottare nelle stanze dal grande fascino del palazzo seicentesco. Il Filocafè, nei saloni del primo piano, offre un servizio di caffetteria e ristorazione, all’insegna della salvaguardia delle produzioni locali e della diffusione della cultura del cibo. Produzioni locali che, non dimentichiamolo, annoverano anche la gustosa mela annurca IGP; senza dimenticare il miele, l’olio extravergine d’oliva e i formaggi.

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