Un viaggio tra i vicoli del centro storico di Tropea, le insenature cristalline della Costa degli Dei e i sapori autentici della Calabria, prima di salpare verso le Eolie.
Ho sempre vissuto il viaggio come un’occasione di conoscenza e di arricchimento culturale, una spinta a esplorare l’Italia e il mondo. Eppure, nonostante la mia voglia di scoprire nuovi luoghi, la Calabria era ancora una destinazione tutta da conoscere.

Quando si è presentata l’occasione, sono partita alla scoperta di Tropea e della sua splendida costa, con l’idea di spingermi poi verso le Eolie, un arcipelago che desideravo visitare da tempo.
Il viaggio è iniziato a settembre 2026, all’aeroporto di Verona Villafranca, con un volo diretto a Lamezia Terme. Atterrata in serata, ho raggiunto Tropea con un driver, dopo un tragitto di circa sessanta chilometri. La città è stata il punto di partenza ideale per esplorare il mare e la costa tirrenica calabrese.

L’arrivo in serata non mi ha permesso di visitare subito il centro storico, ma i caldi colori del tramonto ne hanno anticipato il fascino.
Il giorno seguente, un bagno nelle acque trasparenti della costa è stato il modo più diretto per entrare in contatto con questo tratto di Tirreno. Nuotare e vedermi circondata dai pesci nel mare cristallino mi ha riportata con la memoria al viaggio che avevo fatto alle Barbados, dove avevo scoperto la straordinaria ricchezza della fauna marina caraibica.
Tropea: il fascino del centro storico e gli affacci sul Tirreno
Dopo aver lasciato le spiagge e le acque trasparenti del Tirreno, la scoperta di Tropea è proseguita tra le vie del centro storico, passeggiando senza fretta, come amo fare per entrare in sintonia con un luogo e coglierne le sfumature più autentiche.
Considerata una delle località più note della costa tirrenica calabrese, Tropea deve il suo fascino alla posizione panoramica e al ricco patrimonio storico. Il centro storico sorge su una spettacolare rupe rocciosa a picco sul mare e conserva l’impianto medievale, con vicoli, stradine e palazzi nobiliari che ne raccontano la storia.

Uno degli aspetti più suggestivi sono gli «affacci», le terrazze panoramiche indicate anche da appositi cartelli. Da Piazza del Cannone, in particolare, si gode una splendida vista sul Santuario di Santa Maria dell’Isola, adagiato su uno sperone roccioso circondato dalle acque, proprio ai piedi della rupe. La sua posizione iconica lo rende uno dei simboli più riconosciuti di Tropea, regalando quel paesaggio da cartolina che incanta fin dal primo sguardo.

Proseguendo la passeggiata, ho raggiunto la Cattedrale di Maria Santissima di Romania, suggestivo edificio di origine normanna risalente al XII secolo, con impianto a tre navate. Al suo interno è custodita l’icona della Beata Vergine di Romania, dipinta su una tavola di legno di cedro e collocata sulla parete dell’abside maggiore. La tradizione e la profonda devozione popolare la considerano la protettrice di Tropea, a cui la città si è rivolta nei secoli.

Lasciata la Cattedrale, proseguo verso Corso Vittorio Emanuele, arteria pedonale aperta alla fine dell’Ottocento. Il tragitto regala una piacevole varietà di scorci in cui antiche chiese si alternano a dimore nobiliari, molte delle quali impreziosite da maestosi portali in granito e tufo, i materiali lapidei caratteristici del luogo.
Tra gli edifici storici di maggior rilievo spicca il palazzo denominato Sedile di Portercole, eretto nel 1703 come sede delle riunioni del parlamento dei nobili tropeani.

Oggi queste vie sono animate da un piacevole viavai di visitatori, tra botteghe che espongono i colori e i sapori tipici della tradizione — prima fra tutte la celebre cipolla rossa di Tropea — e botteghe d’artigianato locale. Non mancano caffè e terrazze panoramiche dove concedersi una pausa, ammirando le limpide acque del mare.
In gommone lungo la Costa degli Dei
Dalle vie del centro storico, lo sguardo si sposta verso il mare e la costa che abbraccia Tropea. Ci troviamo lungo la Costa degli Dei, un tratto di litorale calabrese di circa cinquantacinque chilometri, compreso tra Pizzo Calabro e Nicotera. Qui, lungo il Tirreno vibonese, le pareti rocciose si alternano a baie riparate e calette dalle acque limpide, dando vita a un paesaggio che merita di essere scoperto anche dal mare.

Per cogliere la natura profonda di questa costa bisogna osservarla dal mare, dove la roccia cade a picco sull’acqua. Mi sono così imbarcata su un gommone, salpando da una piccola spiaggia per esplorare il litorale da questa prospettiva.
Abbiamo preso il largo navigando verso Capo Vaticano per circa quindici miglia nautiche, accompagnati dal racconto dei luoghi più suggestivi della costa come la spettacolare Baia di Riaci, la suggestiva Grotta Azzurra e la gemma nascosta di Praia i Focu.

Durante la navigazione ci siamo fermati tre volte per fare il bagno, dedicarci allo snorkeling e condividere un piacevole momento di convivialità con gli altri partecipanti, sorseggiando un gustoso aperitivo offerto dallo skipper.
Immergersi in quelle acque trasparenti ha reso evidente la ricchezza naturalistica di questi fondali. Vivere la costa dal mare regala una prospettiva del tutto nuova e privilegiata perché permette di scoprire insenature e scorci segreti che dalla terraferma rimarrebbero inaccessibili.
I sapori autentici della tradizione calabrese
Impossibile non ricordare i sapori e i prodotti di questa splendida regione: la celebre cipolla rossa di Tropea, spesso intrecciata a mano, il pesce del Tirreno, il pregiato pecorino del Monte Poro e il sale aromatizzato al bergamotto. E poi la ’Nduja di Spilinga, il salume spalmabile simbolo della regione, con il suo sapore deciso, piccante e inconfondibile.
Conclusa la tappa a Tropea, l’itinerario è proseguito verso le Isole Eolie, che saranno oggetto del prossimo articolo.
Informazioni: Visit Sicily.info
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