Domenica 26 Giugno 2022 - Anno XX
Turismo: la figura del consulente di viaggio

Turismo: la figura del consulente di viaggio

Turisti in piazza di Spagna a Roma 18 dicembre – Nelle quattro precedenti puntate sono stati presentati gli aspetti sociologici e quelli psicologici ed emozionali del Turismo e segnalate le esperienze viaggiatorie dell’autore. Dopo essere stata evidenziata la possibilità di viaggiare da parte di un sempre crescente numero di abitanti […]

Turisti in piazza di Spagna a Roma
Turisti in piazza di Spagna a Roma

18 dicembre – Nelle quattro precedenti puntate sono stati presentati gli aspetti sociologici e quelli psicologici ed emozionali del Turismo e segnalate le esperienze viaggiatorie dell’autore. Dopo essere stata evidenziata la possibilità di viaggiare da parte di un sempre crescente numero di abitanti della Terra si è proceduto a una descrizione del Turismo Culturale e a un approfondimento delle componenti e delle motivazioni di questi Viaggi “di nicchia” …

Il Travel Consultant

Agenti di viaggio e Travel Consultant
Agenti di viaggio e Travel Consultant

Parimenti, oltre all’assenza (o scarsa presenza) del variegato mondo del Turismo (viaggi “colti” e/o solo “tintarella”, offerte speciali o “nicchie” per curiosi e interessati) nei quotidiani e nella stampa periodica, in Italia manca anche la figura del Travel Consultant (non occorre traduzione) e la sua assenza è, forse, appunto dovuta alla scarsa importanza data al tempo libero.
Beninteso, la funzione del Travel Consultant non va confusa con quella dell’agente di viaggi, la cui professionalità, oltretutto – diciamolo chiaramente – soprattutto a livello degli impiegati di banco, i cosiddetti banconisti, è ahinoi assai scarsa, se e quando esiste; in parte a causa dell’enorme numero di agenzie in Italia (e la quantità va a scapito della qualità) in parte a causa del fatto che l’agenzia viaggi è “interessata” a vendere un solo prodotto (vedi il caso delle tante agenzie legate a Networks e Gruppi d’acquisto, chiaramente obbliganti a seguire gli ‘ordini di scuderia’) mentre il Travel Consultant può sottoporre varie proposte e soluzioni. Un esempio (suffragato da una sorta di indagine effettuata?). Se si tratta di commentare “quando andare in un posto, una località” un’agenzia viaggi (o “pur di vendere” o solo per scarsa conoscenza) non informa il cliente che tra luglio e ottobre, nell’area caraibica, non solo piove generosamente ma si rischia pure – vedi telegiornali – di finire coinvolti tra uragani (parola appunto caraibica) che possono rovinare una vacanza.

Altre “fonti” di consultazione? Parrucchiere, baristi, taxisti e…giornalisti!

I consigli del parrucchiere
I consigli del parrucchiere

Come detto, l’agente di viaggi il più delle volte non segnala questo importante dettaglio; un (più informato e si spera più coscienzioso Travel Consultant, o anche soltanto un ‘giornalista di turismo’) questi dettagli li riferisce. A voler crudamente criticare l’assenza del Travel Consultant nell’ambito del Turismo italiano si potrebbe affermare che le sue veci (i consigli ‘su dove andare’, i commenti le decisioni e le segnalazioni) sono (tanto per fare un esempio) espletate dalla parrucchiera commentante e raccomandante (alla cliente, durante la messa in piega) il suo ultimo viaggio o dal/la barista all’ora del canonico aperitivo o dalla ‘sciuretta’ di turno riferente, durante le cenette tra amici, quanto appreso (e professionalmente suggerito) dai due citati “Travel Consultant di complemento”. A voler essere un tantino polemici (o innovatori?) ci si potrebbe domandare perché gli Uffici stranieri del Turismo (e i tour operator nazionali) invece dei soliti contatti con le agenzie viaggi e la stampa di settore non rivolgono la loro attenzione e collaborazione con i suesposti ‘veicoli di promozione’ (parrucchiere, baristi, e ci sarebbero anche i taxisti, a commentare/consigliare viaggi, ma sovente la brevità della corsa interrompe la preziosa “consulenza”).

© RIPRODUZIONE RISERVATA