Lunedì 26 Ottobre 2020 - Anno XVIII
Caserta naviga il Volturno

Caserta naviga il Volturno

In gommone o in canoa, dalle sorgenti del Molise alla foce di Castel Volturno. Un inedito tour lungo il più importante fiume della Campania e del Mezzogiorno, tra sport, ambiente, soft-rafting, eco-turismo ed enogastronomia

Escursioni sul fiume Volturno
Escursioni sul fiume Volturno

“Naviga Volturno” è un progetto del Casertano, nato nel 2006 per “testare” la risorsa fiume e quindi offrirla successivamente in un pacchetto turistico, nell’ambito del cosiddetto soft-rafting, che si articola dal Centro Nautico Enel di Presenzano – base di partenza delle escursioni – fino a Castel Volturno, in varie tappe.
I partecipanti, durante il percorso, possono sostare e dormire negli agriturismi della zona, degustare i prodotti tipici locali e visitare monumenti e località di interesse storico e turistico posti lungo l’itinerario fluviale.
Il progetto si è svolto con la regia dell’olimpionico di canottaggio Davide Tizzano, gestore del Centro nautico, e la collaborazione del Coni di Caserta, della Camera di Commercio, della Provincia, dei Consorzi di bonifica che interagiscono nel territorio del Volturno, del Gal Matese e di altri enti locali e provinciali, tra cui in primo luogo il Comune di Presenzano.
L’idea è stata patrocinata anche dalle associazioni ambientaliste Wwf, Legambiente e Lipu, dall’associazione Bluduemila per la promozione della nautica, dello sport e del turismo, e dal Servizio Volontariato giovanile della Protezione civile. 

Il fiume

Il Volturno (Foto:campaniatour)
Il Volturno (Foto:campaniatour)

Il Volturno, che nasce dai monti della Meta in provincia di Isernia – dalle sorgenti di Capo Volturno o Capo d’Acqua (m. 568) – è lungo 175 chilometri, dei quali 45 scorrono in Molise e i rimanenti in Campania. Sfocia nel Mar Tirreno a Castel Volturno, con una foce a delta.
Tra i fiumi d’Italia occupa il quinto posto per lunghezza, ma è il primo del Sud.
Nel corso alto la fauna ittica presenta un’abbondanza di salmonidi, mentre in quello medio vi è abbondanza soprattutto di ciprinidi; alla foce si possono pescare in prevalenza spigole, cefali e anguille.
Il turista naturalistico appassionato di birdwatching, ma non solo, lungo il fiume può ammirare esemplari di airone bianco, germano reale, tuffetto e svasso; la vegetazione più comune è la cannuccia di palude, il pioppo, il salice bianco e quello rosso.

Cosa visitare

La Reggia di Caserta  (Foto:campaniatour)
La Reggia di Caserta (Foto:campaniatour)

Mare, fiumi, montagna, colline, riserve naturali, parchi, oasi protette, boschi e foreste. E la Reggia? Be’, un diamante con molte facce: realizzata dall’architetto Luigi Vanvitelli su incarico di Carlo di Borbone, la Reggia di Caserta è da sempre il monumento simbolo di questa città, tra i complessi artistici più visitati in Italia.
Per gli amanti della natura una terra ricca di contrasti, non c’è che dire, e proprio per questo più sorprendente e, per alcuni aspetti, affascinante.
Dalle nevi del Matese, in poco più di un’ora è possibile raggiungere le spiagge del litorale tirrenico: in particolari stagioni, a Pasqua infatti è possibile sciare sulle piste di Bocca della Selva di mattina, per tuffarsi nel primo pomeriggio nel mare di Baia Domizia, attraversando un paesaggio che dagli oltre mille metri del comprensorio montuoso tra Campania e Molise scende, tra le colline della piana alifana e di quella caiatina, fino all’entroterra domizio in un itinerario ricco di suggestioni ambientali.

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