Martedì 20 Ottobre 2020 - Anno XVIII
India, caleidoscopio di Fedi

India, caleidoscopio di Fedi

Forse è impossibile enumerare quante e quali siano le ‘divinità’ e i credi religiosi presenti nel grande Paese asiatico. È d’altra parte incalcolabile il numero di persone che, dall’alba al tramonto, praticano la loro fede in mille differenti forme esteriori, figlie di una intensa partecipazione spirituale

Il Tempio del Sole nella città di Konark, nello stato di Orissa. Foto: Angela Prati
Il Tempio del Sole nella città di Konark, nello stato di Orissa. Foto: Angela Prati

 

“Noi, popolo indiano, dopo aver solennemente deciso di costituire l’India come una Repubblica indipendente, laica, democratica e socialista  …”. Così ha inizio il documento che il 26 novembre del 1949 l’Assemblea Costituente ha redatto dando origine alla moderna Repubblica federale dell’India. E non è un documento da poco, anzi; forse è la Costituzione più lunga del mondo: contiene 448 articoli suddivisi in 22 parti, 12 principi e 118 emendamenti. È redatta in due versioni ufficiali: Hindi e Inglese ed è entrata in vigore il 26 gennaio del 1950. Per completare il quadro, si può aggiungere che questa importante ‘Carta’ contempla i principali fondamenti politici; stabilisce le strutture, le procedure, i poteri e i doveri delle istituzioni governative, i diritti fondamentali e i doveri dei cittadini. Un documento onnicomprensivo, verrebbe da dire. Ad ogni modo, per chi è stato in India o per chi ne conosce comunque le importanti fasi storiche e politiche che ha attraversato nel corso dei secoli, balza evidente la presenza significativa del vocabolo: ‘laico’. Uno stato che ufficialmente non riconosce alcuna religione, dunque. Quasi un controsenso, per un paese abitato da un miliardo e trecento milioni di persone che, in percentuale da elezioni bulgare (93%!) si riconosce membro effettivo di una qualche fede religiosa.

Il ‘mondo’ religioso indiano

Le antiche grotte di Ajanta del Maharashtra, patrimonio Unesco. Sono una delle mete dei pellegrini buddisti
Le antiche grotte di Ajanta del Maharashtra, patrimonio Unesco. Sono una delle mete dei pellegrini buddisti

La scelta indiana trova però logica giustificazione proprio nel fatto che il cosmo religioso del paese è infinitamente vasto, incredibilmente sfumato nelle sue sovrapposizioni, tenacemente ancorato alle proprie tradizioni, tutto sommato rigido e sospettoso nei confronti di fedi diverse, pur se nella  stragrande maggioranza dei casi risulta essere tollerante. La fede dominante è l’Induismo, ricco delle più diverse credenze, con una percentuale che supera di poco l’80% della popolazione. L’Islam vanta una percentuale superiore al 13% dei residenti indiani, mentre sappiamo che è preponderante nei due paesi confinanti (Pakistan a ovest e Bangladesh a est) un tempo uniti all’India all’epoca del dominio britannico. Le percentuali delle altre fedi sono decisamente inferiori: poco più del 2% per i Cristiani e poco meno per i fedeli Sikh; non raggiunge a sorpresa l’1%  il Buddismo mentre il Jainismo sfiora lo 0,5%.  Il panorama dei credi religiosi praticati in India non si esaurisce certo qui. C’è il Mazdeismo (o Zoroastrismo),  proveniente originariamente dall’odierno Iran e l’Ebraismo. Non mancano tradizioni di origini tribali minori, quali il Santal, il Sanamahismo, quelle Adivasi e numerose forme di Animismo. Un panorama davvero composito di ‘contatti’ con le entità supreme. 

Le grandi religioni monoteistiche

Religiose che seguono l'esempio di Madre Teresa di Calcutta
Religiose che seguono l’esempio di Madre Teresa di Calcutta

Sono oltre 75 milioni gli indiani di fede musulmana e si può ben dire che i precetti rigidi di questa religione, entrata nel sub continente con la conquista che ha avuto luogo dal XIII secolo, prima sotto il Sultanato di Delhi e quindi con l’Impero Moghul, non siano riusciti ad intaccare granché le usanze, le cerimonie, i precetti della forte cultura induista. Sono attivi, in alcune zone, solo alcuni costumi islamici; ad esempio l’uso del narghilè e il purdah, che impone l’isolamento domestico alla donna che in pubblico deve presentarsi con il viso coperto. Le manifestazioni figurative dell’induismo contrastano con l’avversione del pensiero musulmano in tal senso; ecco perché i fedeli dell’Islam tendono progressivamente ad assimilare il costume e il credo religioso indù. A completare il quadro delle tre grandi religioni monoteistiche restano il Cristianesimo e l’Ebraismo, entrambe approdate in India nella zona di Goa e del Kerala.  Infatti San Tommaso, discepolo poco convinto di Cristo, riposa a  Kochi. Pare vi sia giunto nell’anno 52 d.C. e pare altresì che nei tre secoli successivi il Cristianesimo e in parte l’Ebraismo, in quella zona abbiano avuto una certa diffusione. Oggi in India il Cristianesimo è presente nelle sue varie forme: Cattolicesimo Romano, specie negli stati orientali (si pensi al grande influsso esercitato da Madre Teresa di Calcutta), Chiesa Ortodossa Orientale e Protestantesimo.

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