Venerdì 7 Ottobre 2022 - Anno XX
Vista panoramica di Madrid

Vista panoramica di Madrid

Madrid in tasca

La capitale spagnola è una città molto particolare. Bella, vivace, ottimamente servita dai mezzi pubblici, ricca di arte e monumenti. Un luogo da godere con tutti i sensi, specialmente in primavera quando non fa troppo caldo

Madrid in tasca La Gran Via

La Gran Via

Quello che fa di Madrid un’importante destinazione turistica non è solo la sua bellezza artistica e gradevolezza architettonica ma, soprattutto il fatto di offrire una scelta di temi molto ampia. Ognuno può trovare la “sua” Madrid secondo i propri gusti. Oltretutto, è molto comodo arrivarci grazie ai numerosi voli, anche low cost da tutta Italia e altrettanto facile trovare un buon albergo a prezzi accessibili attraverso portali come Venere.

Madrid in tasca: la Capitale

Plaza Mayor

Plaza Mayor

Rispetto ad altre città spagnole, Madrid non ha una grande storia. La sua “fortuna” è quella di trovarsi esattamente al centro del Paese, altrimenti non ci sarebbero stati tanti motivi per elevare al rango di capitale un borgo posto su un altopiano a 650 metri di altitudine, gelido d’inverno e torrido d’estate, con il mare a oltre 300 chilometri di distanza. Madrid diventa capitale nel 1561 per volere di un imperatore, Filippo II, che la erge a simbolo dell’unità del paese e della centralizzazione del potere. Insomma una città “Politica”, costruita razionalmente per lo scopo, il cui centro storico si noda attorno al miglio che separa il Palazzo Reale da Plaza de Cibeles, lungo l’asse Calle Mayor-Puerta del Sol-Calle Alcalá e da sempre capitale di ben due dinastie imperiali.

Gli austriaci Asburgo hanno creato la zona attorno alla Plaza Mayor, con le stradine contorte, testimoni della crescita vertiginosa e caotica della città; i francesi Borbone, subentrati nel XVI Secolo hanno portato una vena d’oltralpe. Il risultato è una città elegante, talvolta bizzarra in alcuni accostamenti.

Madrid in tasca: a spasso per l’arte

Guernica di Picasso al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia

Guernica di Picasso al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia

Le due piazze si trovano alle due estremita del Paseo del Prado, un viale elegante meta di passeggio e sono distanti circa 300 metri. Sulla prima si staglia un edificio bello e imponente che sembra un museo ma non è altro che il Palazzo delle Comunicazioni. I musei veri si trovano lungo il Paseo in quello che è chiamato “Il triangolo dell’arte”: il Museo Nazionale del Prado, il Museo Thyssen-Bornemizsa e il Museo Nazionale Centro d’Arte Reina Sofia. Madrid, da sempre capitale, catalizzatrice di artisti, luogo di cultura e creatrice del gusto, di conseguenza i suoi musei sono di livello eccelso. Ognuno dei tre possiede caratteristiche proprie.

Il Prado è forse la migliore pinacoteca al mondo per qualità e quantità delle opere esposte, basti pensare alla raccolta dei Goya; il Thyssen-Bornemizsa è incentrato sull’800-‘900; mentre il Reina Sofia è dedicato all’arte contemporanea. Proprio di fronte al Reina Sofia c’è l’ottocentesca Stazione di Atocha, costruita in ferro e vetro da Alberto del Palacio e Gustav Eiffel e ristrutturata nel 1992 dal famoso architetto Rafael Moneo che vi ha impiantato addirittura un giardino tropicale.

Madrid in tasca: una città gaudente

Madrid in tasca festa di piazza

Festa in piazza

Per quarant’anni, durante il regime franchista, è stata come “ingessata” ai margini della storia. Ha recuperato terreno ampiamente, soprattutto per quanto riguarda il divertimento. Mangiare fuori, passeggiare per strada, gustarsi la vita sembra essere una peculiarità dei madrileni. Alcune zone, come la Chueca, o La Latina e Lavapiés sono diventate famose nel mondo; la prima per i locali alternativi e le seconde per il Rastro, l’affollatissimo mercato delle pulci domenicale (occhio al portafoglio) e per la miriade di localini di tendenza. In tutta la città il numero dei locali è incredibilmente alto. Di tutti i generi e per tutte le tasche e, normalmente superaffollati.

In Spagna (e Madrid non fa certo eccezione) gli orari sono dilatati rispetto ai nostri. A mezzogiorno si fa magari colazione certamente non si pranza. Così come cenare prima delle nove è da turisti svedesi. In compenso si continua a mangiucchiare durante tutto il giorno, passando da un locale all’altro. Qui servono bocadillos particolari, più avanti si gustano le tapas, dietro l’angolo ci si beve qualche copa… È un continuo vagabondare e la cosa migliore è assecondare questo andirivieni, così come fanno i medrileni che non si fermano in un solo locale. Insomma, mi pare sia chiaro che Madrid sia una citttà gaudente in perenne movimento fino a tarda notte, per non dire all’alba.

Madrid in tasca: dove pulsa il cuore della città

Madrid in tasca Palazzo Reale

Palazzo Reale

Se guardiamo la cartina della città, vediamo che il centro storico è circoscritto da una serie di grandi vie. A est è la Madrid borbonica dove si trovano i simboli della cultura. Dalla parte opposta la Madrid asburgica con i simboli del potere: politico e religioso. Non per nulla il Palazzo Reale e la Cattedrale di Nuestra Señora de la Almudena sono costruiti uno accanto all’altra anche se la cattedrale è moderna. San Nicolas de las Servitas, posta nelle vicinanze è la chiesa più antica della città, costruita nel XII secolo, probabilmente su una moschea araba. Percorrendo il diametro di questo cerchio si percepisce bene la transizione tra le varie epoche. Puerta del Sol è il centro della Spagna. Letteralmente, perché tutte le distanze vengono prese dal “Chilometro 0” indicato da un segno sul suolo davanti al Municipio.

La piazza segna un vertice di un triangolo di strade: Calle Montera, l’inizio di Calle de Alcalá e l’inizio della Gran Via che costituiscono il cuore di Madrid salendo verso nord. La prima è la via dello struscio e dei negozi; la seconda è monumentale, con case eleganti, boutiques importanti e palazzi famosi come il Ministero delle Finanze e l’Accademia delle Belle Arti.

Madrid in tasca: Metropolis

L’edificio più conosciuto è, però, quello che sorge proprio dove la strada incrocia la Gran Via. Alto, bianco, in stile parigino con la facciata monumentale dall’inconfondibile forma arrotondata e sormontato da una cupola in lamine d’ardesia ornata da una statua dorata, l’edificio Metrópolis è stato costruito agli inizi del ‘900 ed è ormai diventato un simbolo stesso di Madrid. Siamo nella parte moderna della città, quella che si è sviluppata tra la fine del XIX e l’inizio del XX Secolo. La Gran Via, la strada più importante di Madrid, è stata aperta nel 1918 demolendo i vecchi quartieri poveri . Anche qui, nella prima parte regna l’architettura del periodo. Giorno è notte il traffico è bestiale e la folla di madrileni e turisti si accalca, tra negozi, ristoranti, bar, cinema, teatri. Si può ben dire che gran parte della “vita” si svolge lungo i circa due chilometri di questa larga arteria.

Madrid in tasca: Blancos o Colchoneros?

Calcio

Un’altra cosa molto amata in città è il calcio. Il tifo è rigidamente e ferocemente diviso tra Real Madrid e Atlético Madrid, due squadre assai gloriose. I gironi delle partite sono una grande festa e i due stadi, il Santiago Bernabéu e il Vicente Calderón, si trasformano in bolgie infernali ribollenti di tifo. Negli altri giorni sono dei santuari, meta del pellegrinaggio degli amanti del calcio che nei rispettivi musei possono vedere le nove Coppe dei Campioni dei “Blancos” del Real oltre a tutti gli altri cimeli e i numerosi trofei vinti anche dai “Colchoneros” [materassai] come sono chiamati i giocatori dell’Atlético per la loro maglietta a righe strette bianche e rosse che assomigliano ai vecchi materassi in crine della nonna. Il discorso del tifo calcistico ci riporta alla città.

Nel mezzo di Plaza de Cibeles e Plaza de Cánovas del Castillo svettano due belle statue marmoree, rispettivamente appunto di Cibele e di Nettuno, opere, entrambe, di Ventura Rodríguez. Oltre al creatore condividono anche il destino di essere il luogo dove i tifosi festeggiano i trionfi delle loro squadre: Cibele quelli del Real e Nettuno quelli dell’Atlético. 

Leggi anche:

Moldova: Chişinău e il cuore verde d’Europa

Mont Saint Michel, isola sospesa tra il visibile e l’invisibile

Girona e dintorni. Una provincia da raccontare

© RIPRODUZIONE RISERVATA