Venerdì 10 Luglio 2020 - Anno XVIII
Fiandre 1914-1918: i tedeschi fermati a Westhoek

Fiandre 1914-1918: i tedeschi fermati a Westhoek

Nel centenario della Grande Guerra ricordiamo come un piccolo popolo e un piccolo esercito bloccarono l’avanzata dell’esercito tedesco più forte e determinato. Oggi il piccolo museo a Diksmuide, scenario della battaglia dell’Ijzer, ricorda le vicende belliche che portano il terribile nome di “Boyau de la mort”

Diksmuide
Diksmuide

Vi ricordate il fumetto di Asterix e del suo villaggio gallico che riusciva a tenere in scacco le potentissime armate romane? Questa storia, trasportata a pochi chilometri di distanza è avvenuta realmente durante la I Guerra Mondiale. Un piccolo popolo e un piccolo esercito è riuscito a tenere in scacco per ben quattro anni un invasore potente e determinato.

Siamo in Belgio e il comando tedesco aveva realizzato che per arrivare a Parigi la strada più veloce e semplice era quella di passare per il Belgio e che, invadendo il piccolo Paese confinante avrebbe creato un cuscinetto di sicurezza tra la Francia e il suo alleato, la Gran Bretagna. Del resto, che ostacolo avrebbe potuto costituire un piccolo esercito come quello belga? Tra dire e il fare c’è di mezzo il mare, dice il motto. In questo caso letteralmente. I tedeschi occuparono abbastanza facilmente quasi tutto il Paese. Quasi tutto. Come il nostro Asterix, la piccola porzione di Fiandre nell’estremità nord-occidentale chiamata Westhoek resistette impedendo il passaggio delle truppe tedesche e il loro conseguente aggiramento delle difese francesi. In che modo? Allagando il territorio aprendo le dighe. Il grande lago che si è formato ha bloccato l’avanzata tedesca e ha creato un fronte per una lunga guerra di posizione e di logoramento durata dal 1914 al 1918. Guerra combattuta in trincea con lunghi ed estenuanti appostamenti. Un esempio delle difficilissimi condizioni di vita dei soldati si vede a Diksmuide, il paese scenario della battaglia dell’Ijzer quando i franco-belgi riuscirono ad arrestare i nemici. Un piccolo museo ricorda le vicende belliche ma, soprattutto sono state ricostruite le trincee belghe in riva al fiume, trincee che portano il terribile nome di “Boyau de la mort“.

A Poperinge la famosa Talbot House

Talbot House
Talbot House

Questa è solo una delle tante terribili storie di guerra che hanno coinvolto le Fiandre. La gente mantiene la memoria delle tante battaglie, monumenti, musei, cimiteri con un profondo senso di gratitudine verso gli inglesi che combatterono fianco a fianco con i suoi soldati. A Poperinge c’era un oasi di ristoro dalle pene della prima linea, la famosa Talbot House, un luogo che non è possibile definire. Come dice l’insegna: Every Man’s CLUB, “Il club di ogni Uomo“. Una casa, un club, un luogo creato nel dicembre 1915 dai cappellani militari Neville Talbot e Philip Clayton, dove non esistevano più gradi e responsabilità e dove i militari tornavano a essere uomini per qualche istante di svago. La Talbot House esiste ancora oggi ed è una casa-museo gestito da una fondazione, con gentilissime signore inglesi che servono il tè. Durante la Prima Guerra Mondiale Poperinge si trovava immediatamente nelle retrovie del fronte e qui si trovavano gli ospedali e gli accampamenti inglesi, ma anche i cimiteri. Oltre 9.500 uomini del Commonwealth riposano nel cimitero militare di Lijssenthoek, appena fuori il paese.

La brutalità della guerra e l’uso di gas asfissianti

Fiandre, le trincee
Fiandre, le trincee

Ma è Ieper o Ypres, come si dice in francese, ad assurgere al simbolo della brutalità della guerra. Questa cittadina ha avuto il discutibile “onore” di dare il nome a un gas asfissiante, quello che fu lanciato dalle granate tedesche nel tentativo di conquistarla. Invano, grazie anche alla sagacia di un medico militare canadese che, riconosciuto dall’odore l’agente chimico, la clorina, suggerì anche l’antidoto che limitò gli effetti asfissianti del bombardamento. Assolutamente da visitare il museo In Flanders FIeld Museum ospitato nella Cloth Hall, La storia della Grande Guerra è in quelle sale, esposta meravigliosamente e in modo multimediale grazie a un braccialetto a forma di papavero che contiene un chip con il quale potere “dialogare” con personaggi reali che sono stati protagonisti delle vicende. Il papavero è il simbolo del sacrificio dei soldati, come cantato in una famosa poesia del medico militare canadese John McRae che a Ieper fu realmente. I papaveri crescono dappertutto nei campi delle Fiandre e, stilizzati, onorano i nomi dei 54.896 soldati i cui corpi non trovarono sepoltura, incisi nel marmo del Menin Gate, uno dei memoriali di guerra britannici più famosi. Inaugurato nel 1927, tutte le sere alle 20, dal 1928, è il teatro di una toccante cerimonia nel corso della quale viene suonato il silenzio da un drappello dei Vigili del Fuoco. Centinaia di persone molti dei quali provenienti dai Paesi del Commonwealth assistono in religioso silenzio e alcuni, a turno posano fiori e papaveri di carta davanti alle lapidi.

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