Martedì 17 Settembre 2019 - Anno XVII
Omaggio alla Catalunya

Omaggio alla Catalunya

La capitale della Catalunya, Barcellona, si è presentata ai milanesi a Palazzo Giureconsulti per ufficializzare la presenza a Expo con una iniziativa denominata “Barcelona, capital of Catalonia: real food for real people”

Milano, Piazza Castello

Milano, Piazza Castello

Non rubo niente a nessuno e quindi mi affretto a precisare – ancorché ve ne sia poco bisogno trattandosi di una nota opera letteraria relativa alla storia recente – che Omaggio alla Catalunya trattasi del  titolo del libro di George Orwell scritto (1938) durante la Guerra Civile spagnola ….
….. E io meno ideologicamente rendo omaggio alla Catalogna ringraziandola per un cortese invito a una manifestazione nel milanese Palazzo dei Giureconsulti, affacciante sulla più ampia piazza del Duomo, per presentare quel che combina all’Expo il ‘quasi indipendente’ (neo) stato catalano. Una vicenda politica, l’anelata indipendenza, che la più importante personalità presente al acto, Artur Mas, presidente della Generalitat catalana e del CiU , avrebbe riaffermato se non avesse dovuto spiegare che questa regione della Spagna nordorientale (lingua, storia, tradizioni indigene doc) ha tante cose da mostrare all’Expò milanese, tutta roba fina che va dall’industria all’arte, dalla cultura all’agricoltura per finire, last but not least, al turismo e (soprattutto) alla gastronomia.

Barcelona, capital of Catalonia: real food for real people 

Barcelona, capital of Catalunya

“Barcelona, capital of Catalonia: real food for real people”

La proposta espositiva “Barcelona, capital of Catalonia: real food for real people” commissionata da Toni Massanés e dalla Fondazione Alicia “evidenzia che la Catalogna e Barcellona sono leader nell’avanguardia culinaria, dell’innovazione gastronomica e della creatività e da vari anni si dedica a migliorare l’alimentazione delle persone e nella loro vita quotidiana”, ha detto il presidente Mas. Laddove (si parla di alimentazione, e nel caso specifico di squisitezze palatali) Mas ha ricordato con orgoglio che pochi giorni fa il mitico Celler de Can Roca è stato nominato Campione del Mondo della Gastronomia (e a proposito di questo Tempio del Buon Mangiare eccomi a poter vantare “Ci sono stato” grazie  al mio gratuito status di accompagnatore di un gruppo di gourmets).
E a proposito di supremazie, mai un incontro con la Catalunya fu tanto gradito e utile. Domani si gioca a Berlino la finale della Coppa dei Campioni e il Barça affronta quello che i benpensanti tipo il qui scrivente definiscono l’Impero del Male, noto anche come la Juventus. E pur di evitare che un’altra squadra del Belpaese (così è l’italica gente, aveva proprio ragione Harry Lime alias Orson Welles nel Terzo Uomo….) si fregi del Triplete  conquistato tre anni fa dall’amata Inter eccomi (io, che oltre che interista doc, e pure un po’ granata, simpatizzo anche per le madrilene merengues del Real) urlare Visca Barça!, Forza Barcellona (e so pure cantare El Cant, l’inno dei Culè, i tifosi della squadra catalana: Tot el camp, es un clam, som la gent blaugrana….). Adeu….

P.S. 7 giugno, ore 7 …. È bello, diceva Cecov, “svegliarsi in un limpido e chiaro mattino”, ed è quanto accadutomi stamattina, confortato dalla sconfitta dell’Impero del Male (1 a 3, Visca el Barça). E con me si saranno risvegliati allegramente sollevati i tifi nerazzurro, rossonero e granata (perché la storia del “Semo tutti itagliani” è solo una gran balla: secondo il cortese lettore sarebbe contento il direttore commerciale della Pasta DE Cecco se la Pasta Barilla vincesse un Premio Internazionale? no per certo). Mi spiace solo per “noi” aficionados al Real, ma non si può avere tutto dalla vita….

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