Domenica 27 Settembre 2020 - Anno XVIII
La Beicamina

La Beicamina

Cronache agostane dalla piccola Ro in riva al Po

La cittadina in riva al Po in merito di cultura può dire la sua. Anche se non può vantare come l’altra Rho con la ‘H’ il roboante Expo Universale. Sulle sponde del Grande Fiume dove Riccardo Bacchelli ha ambientato il “Mulino del Po”

Ro RhoLa Ro di cui scrivo queste mie inezie non è quella con l’H (a ‘sti bauscia milanès – padroni di Rho in quanto sede di Expò – piace fare i sciur financo usando lettere dell’alfabeto, tipo la H, ancorché inutili in quanto impronunciabili). Sto infatti parlando della Ro cosiddetta Ferrarese, laddove i bravi cuntadèin della Romagna – Emilia (scusomi per l’“inversione di regione” ma il mio babbo nacque a Lugo di Romagna similmente al mio grande amico Paolo Figna, anche se ormai sposato) si  dimostrano a tal punto parchi da non sciupare spazio, ancorché minimo, tantomeno per sciorinare lettere alfabetali a tal punto inutili, da non valere, appunto, un H…). Dopodiché se – a differenza da quella longobarda –  la Ro Ferrarese non può vantare una reboante Expò Universale (epperciò evitando curiose inchieste della Magistratura per danèe forse troppo facili, nel senso di business tra amici e amici degli amici) quantomeno (ma, si sa, il libretto degli assegni fa ormai comodamente aggio sul libro da leggere…) la amena cittadina in riva al Po può dire la sua in tema di cultura e notorietà. Roba mica da poco. In tema di cultura Ro & dintorni costituì la location del celeberrimo “Mulino del Po”,  laddove Riccardo Bacchelli cita la “Beicamina”, antan monastero di pie suore e oggidì maison campagnola del mè amìs Nicola, tanto accogliente e ariosa quanto ospitante.

Cronaca di viaggio da Milano a Ro

Ro Ferrarese-il-Mulino-sul-Po7 Agosto, lunedì. Milano – Ro, 249 km che spero di aver percorso (dopo autostrada fino a Verona, superstrada a Rovigo, forse non così rapace da inventare stolti limiti di velocità solo per cuccare infingarde quanto sceme multe non certo dettate dalla sicurezza…) quindi  al netto del “Oip&iclv” (Obolo Involontario Perpetrato & Imposto dai Comuni, mediante invenzione di  Limiti Velocità tanto demenziali quanto impossibili da mantenere). Solo che, se si parla di danèe, il Belpaese è nelle spese per spegnere i fuochi appiccati dagli stessi pompieri; Roma costa eppertanto “Bambole non c’è più una Lira”. Col risultato che agli impoveriti Comuni del Belpaese non restano che ‘ste truffaldine bassezze alias FL (Furti Legalizzati) quando non si preferisca parlare di MGACA (Medioevali Gabelle per Attraversamento in auto di Centri Abitati).
Ma eccomi a Ro (Ferrarese, già detto). Mi insedio alla “Beicamina” e poi parto alla ricerca di un posto dove rifocillarmi dopo aver ahimè scoperto la chiusura “per lavori” di “Christian” (delizioso Cibi Cotti, stimato dallo scrivente e dal Filippo, figlio del citato Nicola, il padrone di casa, certamente non buon esperto di Buon Mangiare in quanto Accademico della Cucina).

Nella Main Square di Ro in cerca di soluzioni mangerecce

Ro Ferrarese Ca-SolareSon lì, ‘en solitario’ nella Main Square di Ro (sono già le 20, deserto, tipo quello Rosso contato dal ferrarese Antonioni) a cercare soluzioni mangerecce (escludenti l’uso/auto, sennò mi spingerei fino al Mulino del Po, distante circa 1,5 km) quando si avvicina un’auto chiedendo come andare alla Biopastoreria. Azienda Agricola (appunto Bio) del mè amìs Giovanni Dalle Molle. Novello san Cristoforo mi offro di accompagnarli verso la loro mèta (Ro non è Nyc) per la soddisfazione della coppia, che, va dal Giovanni per una cena tra amici. Un’agape, scopro all’arrivo ciarlando col Giovanni, di un gruppo di bella gioventù amica del di lui figlio. I giovani, pertanto, mangiano nel main building (nel senso della casa colonica), mentre io (ipso facto invitato a cenare, siamo mica ‘come a Milano’, laddove ormai non ti invitano più per scarsa quanto stupida voglia di ‘dover tirar fuori’, ed esibire, l’argenteria) ceno nel cascinale col Giovanni e una quanto mai eterogenea minibrigata di neoamici composta da un già noto ieratico signore greco, un giovane ucraino di (nel senso che ormai ivi vive da circa 10 anni) Jolanda di Savoia e infine un altrettanto giovane londinese (con l’ucraino-jolandese la Force de Frappe agricola del Giovanni) che però, più che a Piccadilly Circus vedrei di casa dalle parti dell’Asia Minore. Bella serata, tanto diversa quanto intrigante (gente nuova, tante domande) grazie Giovanni. Alla prossima puntata di ‘sto mio soggiorno Roense.

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