Mercoledì 17 Ottobre 2018 - Anno XVI
Galatina Chiostro di Santa Caterina d'Alessandria

Galatina Chiostro di Santa Caterina d'Alessandria

Galatina, il battito del Salento

In provincia di Lecce il comune di Galatina è una bella sorpresa. Il centro storico è scandito da palazzi nobiliari dal barocco sobrio, cortili mediterranei e vicoli che si avvolgono su se stessi. La bellezza unica della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Il famoso Pasticciotto e la Taranta

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Facciata della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

Galatina è una rete di sorprese. Situato nel Salento centrale, il comune dista circa 20 chilometri da Lecce. Una tela la cui tessitura è iniziata secoli fa e che avvolge il suo centro storico. Il tessuto urbano è composto da palazzi nobiliari dal barocco sobrio, cortili mediterranei e illusori vicoli che si avvolgono su se stessi.
In questo si incastona una gemma di unica bellezza, la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Meraviglia storica dichiarata monumento nazionale nel 1870. I committenti furono Raimondello Orsini Del Balzo e soprattutto la volitiva Maria d’Enghien. I due Signori, più per motivazioni strategiche che non per puro amor dell’arte, investirono molto sul territorio. E oggi possiamo godere di una Chiesa intensamente affrescata.

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Affreschi con dettaglio delle calzature dell’epoca

Un ciclo pittorico vivido e dettagliato che tende a imprimere nei fedeli i principi e i moniti della Chiesa latina. Nel XIV secolo la Puglia era ancora fortemente legata dalla cultura greca e bizantina, così gli affreschi di Santa Caterina assumono una connotazione politica oltre a quella religiosa, al di là di ogni teoria e lettura, rimane impressa la meraviglia.
Nel chiostro annesso a Santa Caterina i seicenteschi affreschi sono tenui e pallidi rispetto a quelli dell’interno, basta attendere un po’ che gli occhi si abituino e anche questi sanno accendere la curiosità. Un dettaglio fashion sono le scarpe rappresentante negli affreschi, certi modelli sono comunque attuali.

Galatina e gli spiluzzicatori culturali

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Documenti conservati nella Biblioteca Comunale

Il centro salentino offre molto agli spiluzzicatori culturali. A 100 Galleria d’arte contemporanea, la Biblioteca Comunale “Pietro Siciliani” con una collezione di Cinquecentine di argomento scientifico straordinaria, profumo di inchiostro e carta che scricchiola. Inoltre ci testimonia come Galatina abbia goduto di tanti figli illustri. Nello stesso Palazzo della Cultura ha sede il Museo Civico, da non perdere la sala Cavoti. Disegnatore compulsivo e seriale vissuto tra 1819 e il 1890, Cavoti manifesta un suo tratto di verità poetica che sia una caricatura o il rosone di una chiesa.
Galatina ha un cuore che ti meraviglia, come il suo Pasticciotto. Il dolce tipico creato nel 1745 da Andrea Ascalone. Ancora Il suo laboratorio è attivo a pochi passi dalla Chiesa Matrice. La pasticceria Ascalone mantiene l’aspetto tradizionale con vetrine piene di dolci e dove il vassoio viene impacchettato con quella gestualità rituale quasi sacra. La ricetta originale è codificata, pasta frolla ripiena di crema pasticcera, i classici ingredienti per dolce, il segreto sta nella qualità e maestria del pasticcere.

Rievocazione storica della Taranta

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La Taranta

L’occasione più intensa per farsi avvolgere da Galatina è la rievocazione storica della Taranta che si svolge nei giorni delle festa patronale di Ss. Pietro e Paolo. Oltre alle luminarie, santi in processione, bande musicali per le vie cittadine e le immancabili bancarelle, centro storico vibra e balla.
La V edizione del Ritmo e battito della taranta, organizzata dal Club Unesco, dal 27 al 29 giugno ha trasformato Galatina nel luogo d’interazione tra passato e presente, tra sacro e profano. Un fenomeno complesso che si offre a tante letture, antropologiche, storiche e di fede. Oggi il tarantismo, come mezzo di guarigione ottenuta tramite la combinazione tra musica e danza, è superato. Il ritmo ipnotico rimane nelle ronde. Piazza San Pietro vibra al suono dei tamburelli, gruppi spontanei di suonatori si dispongono a cerchio, al centro chiunque che voglia ballare trova spazio. Il ritmo incalzante, il botta e risposta tra cantori e tamburi, i danzatori che entrano ed escono, tutto in un fluire ipnotico, difficile da arginare.
Nell’Ex-Convento delle clarisse si è svolta la rievocazione storica della “terapia domiciliare”, quando l’orchestra veniva chiamata a casa della tarantata. L’arduo compito dei musicisti era creare un’alchimia sonora tale da indurre la trance e permettere la guarigione. Ottenuta la grazia, ogni anno la tarantata veniva alla Cappella di San Paolo, dove il rito si ripeteva in pubblico. La rappresentazione teatrale è comunque coinvolgente, anche se ci rende solo una vaga idea di quello che fu.
Il Salento è uno dei quei luoghi dove i confini sembrano rimescolarsi.

Il complesso rapporto tra chiesa Bizantina, Ortodossa, Latina

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Soleto, affreschi nella Chiesa di Santo Stefano

A pochi chilometri da Galatina a Soleto una piccola Chiesa ci parla del complesso rapporto tra chiesa bizantina, ortodossa e latina. La Chiesa di Santo Stefano è tutta una stranezza, iconografie non consuete per sottolineare la grecità delle origini. Nell’abside e sulla parete di destra è raffigurata l’icona della Sapienza (Santa Sofia) e i quattro evangelisti. Sulla parte superiore dell’abside è rappresentata la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli intorno alla Vergine Maria in preghiera davanti alle mura di Gerusalemme. I cartigli che i Santi hanno in mano sia nella parte inferiore che nella parte superiore dell’affresco sono tutti in lingua greca. Appena entrati, sulla destra Sant’Antonio e San Nicola, il primo in abiti latini con la mano benedicente ortodossa, il secondo vestito alla bizantina con mano benedicente alla latina. Ogni particolare ha una lettura complessa, uno spazio di pochi metri ad alto contenuto di curiosità.
Il Salento dalle città stese, lineare, privo di segreti apparenti, mostra la sua densità dall’alto. Un volo in elicottero tra Gallipoli e Galatina rivela le lunghe strade, la presenza di vecchie masserie, di un territorio vivo e poi il mare che ti ruba lo sguardo e il sogno.

Dove mangiare

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Pasticciotti, dolci tradizionali

Eros bar: Per gli amanti dei piccoli piaceri e come rito di benvenuto è consigliata una pausa seduti al bar Eros per un caffè con ghiaccio e pasticciotto. Oltre ai fondamentali c’è ampia scelta di gelati e dolci locali e non, insomma valide ragioni per cedere alle tentazioni.

Anima e Cuore: Palazzo della Chiesa di San Paolo il ristorante offre una bella location estiva, la terrazza o meglio una piccola piazzetta sul centro storico. Menù ben studiato e attento ai sapori del territorio, specializzato in pesce, completa la sua offerta con la cucina vegana. (www.animaecuore.it)

Hostaria Amarcord: Sulla piazza San Pietro nella galleria del Palazzo Scanderbeg, locale elegante e fresco. Antipasto di fritti pittule, panzerotti da leccarsi le dita, ampio spazio alle verdure. Un posto dove fare chiacchiere attorno al tavolo, lo spirito dell’osteria nella sua migliore interpretazione. (www.amarcordhostaria.it)

Corte del Fuoco: Piazzetta San Lorenzo, alle spalle di Santa Caterina, la Corte del Fuoco accogli i suoi ospiti nella tranquillità dello spazio urbano, all’interno l’arredamento gioca su i contrasti, tra energia e rilassatezza. Proposte di terra e mare, colorate e gustose. Per il post ammazza caffè il rum servito con cioccolata è stata una prelibatezza conclusiva. (www.ristorantecortedelfuoco.it)

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