Domenica 20 Gennaio 2019 - Anno XVI
Siena Piazza del Campo (crediti: Luoghi di Interesse)

Siena Piazza del Campo (crediti: Luoghi di Interesse)

Siena delle meraviglie: arte, storia e Sangiovese purosangue

Un evento o una mostra che ci portano in un‘altra città sono l’occasione per visitarla. Mondointasca è andato a Siena per l’evento Sangiovese Purosangue. Ecco cosa abbiamo visto e gustato artisticamente e gastronomicamente in questo gioiello della Toscana

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Magazzini del Sale, Torre del mangia a Campo di Siena (foto: Carmen Guerriero © Mondointasca.it)

Siena è una città gioiello non solo della Toscana, ma dell’Italia. Perfetta sintesi di bellezza, armonia ed eleganza, in equilibrio medievale pressoché perfetto. Dal 1300 cinge chilometri di antiche mura. La Porta San Marco, detta anche delle Maremme, è solo una delle 38 porte di accesso alla splendida cittadina.
Da qui, passeggiando per i suoi vicoli, si giunge alla bellissima Piazza del Campo, distesa ad anfiteatro, lastricata di sampietrini e nervature di travertino. Sulla piazza si affacciano antiche residenze medievali. Lo splendido Palazzo Comunale, con l’altissima Torre del Mangia ed i Magazzini del Sale dove, lo scorso mese di novembre, si è svolta la quarta edizione di Sangiovese Purosangue. L’Associazione EnoClub Siena rinnova l’appuntamento con il Sangiovese Purosangue a Roma Sabato 19 e domenica 20 gennaio 2019 presso Radisson Blu Hotel, Via Filippo Turati 181 (info: www.enoclubsiena.it).
L’evento è stato ideato da Davide Bonucci, presidente dell’associazione Enoclub Siena, col Comune di Siena e il Patrocinio dell’Accademia dei Georgofili. Per noi è stata una occasione preziosa per scoprire il territorio nelle sue poliedriche sfaccettature di Arte, tradizioni, profumi, sapori. Ma anche di Storia, la grande storia, che in questo territorio annovera i più grandi artisti e geni della terra: da Michelangelo a Giotto, da Dante a Galilei, dal Brunelleschi a Leonardo da Vinci, maestro assoluto di tutti tempi.

Siena e il Palio

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Fonte Gaia, di Jacopo-della Quercia (foto: Carmen Guerriero © Mondointasca.it)

Al centro della piazza, dove due volte l’anno si svolge il famoso Palio, atavica contesa tra le gloriose contrade, ricca di spettacolarizzazioni, campeggia Fonte Gaia (l’originale è esposta dal 2011 nel Complesso Museale del Santa Maria della Scala), superba opera marmorea del 1409 di Jacopo della Quercia.
Una vasca rettangolare decorata da una serie di sculture a bassorilievo con al centro la Madonna col Bambino, patrona della città, accompagnata dalle allegorie delle Virtù, ispiratrici del Buon Governo: Fede, Carità, Temperanza, Fortezza, Pazienza, Sapienza e Giustizia. Ai lati corti, la Creazione di Adamo e la Cacciata dall’Eden.

Il Duomo e le Tre Grazie

Duomo di Siena

Duomo di Siena (foto: Carmen Guerriero © Mondointasca.it)

Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, è un superbo capolavoro in stile gotico italiano in marmo bianco e marmo verde scuro, a strisce alternate, colori simbolici della città, e ai cavalli bianchi e neri dei mitici fondatori. Edificato tra il 1215 e il 1263 sul sito di un edificio precedente, ha pianta a croce latina e lanterna sulla cupola di Gian Lorenzo Bernini nel XVII secolo. All’interno, lungo la navata sinistra, la Libreria Piccolomini è un monumento che lascia senza fiato! Voluta, nel 1492, dall’arcivescovo di Siena, cardinale Francesco Piccolomini Todeschini (poi papa Pio III) per custodire il ricchissimo patrimonio librario raccolto dallo zio papa Pio II. Nel ‘500 venne completamente affrescata dal Pinturicchio e altri artisti coevi, tra cui il bolognese Aspertini e il giovane Raffaello Sanzio, con 10 scene che rappresentano gli eventi più importanti della vita di Papa Pio II.  Al centro della stanza, la meravigliosa copia delle Tre Grazie dell’antica Roma, riproduzione dell’opera originale risalente all’epoca ellenistica (4-2 secolo a.C) di Antonio Canova, realizzata in due copie tra il 1812 e il 1817, una all’Hermitage di San Pietroburgo e l’altra, successiva, al Victoria and Albert Museum di Londra.

Siena e la musica

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Accademia Chigiana, cortile interno (foto: Carmen Guerriero © Mondointasca.it)

Tra Palazzi storici, chiese monumentali e scorci medievali dove il tempo sembra cristallizzato. Altra tappa imperdibile  e l‘Accademia Chigiana, una delle accademie musicali più longeve del mondo. Fu inaugurata dal Conte Guido Chigi Saracini, erede nel 1906 di un ingentissimo patrimonio che impiegò per promuovere l’attività musicale nella sua amatissima città. Il Salone dei Concerti venne inaugurato il 22 novembre 1923, giorno di Santa Cecilia patrona della musica e dei musicisti, con la prima esecuzione della stagione Micat in Vertice. Dopo aver fondato, nel 1932, i corsi di perfezionamento che avrebbero reso l’Accademia Musicale Chigiana famosa nel mondo, il Conte creò il festival Settimana Musicale Senese nel 1939, avvalendosi della preziosa consulenza di Alfredo Casella, un appuntamento che si rinnova ogni anno.
Al centro della Piazza Salimbeni la statua di Sallustio Bandini, economista, ritenuto l’inventore della cambiale, opera di Tito Sarrocchi. I Salimbeni di Siena sono un’antica famiglia dei secoli XIII e XIV che si arricchì con il commercio del grano e delle spezie in Maremma, proprietaria di numerosi castelli, palazzi e torri, tra cui il Castellare, conosciuto come Rocca Salimbeni, è la sede di Banca Monte dei Paschi.

Siena Gourmet: formaggi, salumi

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Triangoli di barbabietola rossa con lamelle di funghi porcini, Tolaini (foto: Carmen Guerriero © Mondointasca.it)

Ma Siena è anche un giacimento prezioso di grandi tradizioni enogastronomiche. Lungo il corso principale del centro storico, la via dello shopping, è un brulicare di negozi glamour, localini tradizionali che offrono tipicità, come i ricciarelli, il panforte senese, il pan pepato, i budini di riso, i cavallucci. E ancora il Pan co’ Santi, un pane preparato tradizionalmente a novembre, per la Festa di Ognissanti, a base di noci e uvetta.
Enoteche e trattorie offrono una ricca selezione di formaggi come il Pecorino di Pienza, nella splendida Val d’Orcia, e salumi come il capocollo e la finocchiona di cinta senese. Poi c‘è il buristo, una grossa salsiccia di maiale insaporita con uvetta e pinoli. Non mancano i piatti della tradizione come i pici, spaghettoni rustici a base di acqua, farina e olio, conditi con ragù di fegatelli di maiale e cinghiale, oppure con l’aglio della Valdichiana, donde i pici all’aglione.

Cucina e tradizione

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Il ristorante “I Vinattieri” (foto: Carmen Guerriero © Mondointasca.it)

Un’interessante degustazione è offerta dalla Compagnia dei Vinattieri, un ristorante-enoteca di proprietà della famiglia Femfert che, nel cuore del Chianti classico, a Castellina in Chianti, ha l’azienda vinicola Nittardi. Locale storico di grande fascino, con una selezione di vini, anche al bicchiere, nonché piatti tipici, salumi e formaggi.
Altra specialità, molto particolare, sono gli gnudi senesi. dei ravioli “nudi”, ovvero senza alcuna pasta ad avvolgerli, una sorta di polpettine (ricordano i canederli), a base di spinaci, o tradizionalmente con bietole, borragine e ortica, insieme a ricotta e uova, da servire con sugo di pomodoro. Senza dimenticare, poi, la zuppa senese, parente stretta della ribollita fiorentina, fatta con cavolo nero, pane ‘sciocco’ (ovvero, senza sale) toscano, e fagiolo cannellino, tipico del territorio.

Carni e vino

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(foto: Carmen Guerriero © Mondointasca.it)

Gli amanti della carne potranno esultare con grigliate di saporita razza chianina, la Cinta senese, una speciale razza suina, tipica del territorio e la Scottiglia, un’unica portata di carne mista di agnello, coniglio, pollo e maiale, cotta in casseruola con vino rosso ed erbe aromatiche.
Fuori le mura antiche, i boschi rigogliosi sono un tesoro di biodiversità, da visitare attraversando sentieri, strade bianche e villaggi di pietra che costellano il paesaggio chiantigiano. Siamo in terra di  Chianti Classico docg, da uve Sangiovese per almeno l’80% (ma anche utilizzate in purezza), vitigno a bacca rossa, territorio circoscritto già nel 1716 dal Granduca di Toscana Cosimo III, da sempre, contradistinto dal marchio del Gallo Nero, che ha in Greve in Chianti il suo baricentro segnato, nella piazza del paese, dalla grande statua del Gallo Nero, simbolo storico dell’antica Lega Militare del Chianti.

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