Domenica 12 Luglio 2020 - Anno XVIII
Viaggio nel Pajottenland, il regno delle lambic

Viaggio nel Pajottenland, il regno delle lambic

Nei dintorni di Bruxelles si continuano a produrre birre con un metodo tradizionale vecchio di secoli. Intervista a Gert Christiaens, l’informatico che diventa birrario riaprendo e rilanciando l’Oud Beersel

birre lambic Oud-Beersel-ingressoLa microregione del Pajottenland, nella valle della Senne, pochi chilometri a sud ovest di Bruxelles è una delle storiche zone di produzione delle birre lambic.
Sulla facciata di ingresso del birrifico Oud Beersel si legge 1882, l’anno della fondazione.
Henri Vandervelden, che aveva fatto esperienza al birrificio De Kroon a Uccle decide quell’anno di mettersi a produrre birra a Beersel. E’ la storia di un’impresa familiare che con Henri Valdevelden II, il nipote del fondatore, e Danny Draps prosegue fino a dicembre del 2002, quando il birrificio e il bar annesso chiudono definitivamente.

Da tecnico informatico a produttore di birre lambic

birre lambic Oud-Beersel - Gert Christiaens mastro birraio e titolare

Gert Christiaens mastro birraio e titolare di Oud Beersel

“Nel 2003 ho saputo che il vecchio birraio stava cercando qualcuno che volesse riprendere l’attività, ho trovato il suo numero sulla rubrica telefonica e ci siamo incontrati in un bar di Bruxelles” racconta Gert Christiaens, l’ex tecnico informatico, che nel 2005, dopo circa due anni di apprendistato con il vecchio birraio, ha riaperto e rilanciato l’Oud Beersel.
“Siamo partiti con una Bersalis tripel ad alta fermentazione, una bionda dallo stile tipicamente belga che richiedeva solo tre mesi di preparazione e ci ha permesso di riaffacciarci velocemente sul mercato, ma il mio sogno era quello di rilanciare il metodo di produzione tradizionale lambic, tipico di questa zona del Belgio” racconta Gert Christiaens.
Lo abbiamo incontrato in occasione dell’ultimo Toer de Geuze, l’appuntamento che Horal – l’associazione belga che riunisce una dozzina di produttori artigianali di birre lambic – organizza per far conoscere e proteggere questo metodo storico di produzione, che sfrutta la fermentazione spontanea e la presenza di microflora e lieviti autoctoni. Le Geuze in particolare derivano da una miscela di birre lambic di varie annate che maturano in botti di legno fino a tre anni. “La ricetta del blend è sostanzialmente ancora quella di Henri Vandervelden” aggiunge Gert Christiaens  “anche se adesso lavoriamo con botti che arrivano da Conegliano, da Montalcino e trasmettono una nota fruttata alla birra.”

Oude Kriek , birra lambic al sapore di ciliegia

birre lambic le botti di Oud-Beersel

La cantina di Oud Beersel

In questi anni il birrificio Oud Beersel si è ingrandito e la produzione è passata da 200 a 3 mila ettolitri con una distribuzione internazionale in decine di paesi. La produzione di birre lambic continua comunque ad essere circa i due terzi del totale. Con la fermentazione nella birra delle ciliegie amare, tipiche della zona, e con una seconda fermentazione in bottiglia nasce la Oude Kriek, una birra al sapore di ciliege fresche e dal caratteristico colore rosso rubino. Anche in questo caso si tratta di un prodotto storico che richiede l’impiego di circa 400 grammi di ciliegie per litro. “Per rilanciare la produzione di questa tipologia abbiamo ripiantato 120 alberi di ciliegio che producono ciliegie piccole e scure” racconta Gert Christiaens che si occupa dell’assemblaggio da cui nascono le Geuze e della manutenzione e pulizia delle botti.

Fermentazione e metodologia come per lo champagne

birre lambic Oud-Beersel ingresso

Oud Beersel, ingresso

La Oude Geuze, in particolare, si presenta alla degustazione con il tipico gusto amaro, leggermente frizzante dovuto all’annata più giovane di lambic. Infatti, una volta in bottiglia la birra lambic giovane assieme all’aggiunta di sciroppo innesca una seconda fermentazione. Una metodologia produttiva che ricorda quella dello champagne e richiede bottiglie che sappiano sopportare la pressione.
Altri birrifici della regione hanno dimensioni più grandi, ma spesso hanno conservato una linea di produzione tradizionale. Boon, ad esempio, ha mantenuto il nucleo originale del birrificio all’interno delle nuove e moderne strutture. Come in tutte le aziende della zona, è interessante scoprire la vasca di raffreddamento in cui viene versato il mosto e dove inizia il processo di fermentazione spontanea.
Nomi di birrifici come Drie Fonteinen, Hanssens, Lindemans sono molto noti dagli appassionati di questa tipologia di birre, meritano di essere conosciuti anche a un pubblico più vasto.

birre lambic Centro-informativo-De-Lambiek

Centro informativo De-Lambiek

Per un’introduzione al mondo delle birre lambic, consigliamo la visita di “De Lambiek”, uno spazio informativo, ben organizzato, dove tutte le aziende che aderiscono all’associazione Horal sono presenti con un proprio spazio espositivo. Un paio di filmati che descrivono l’area geografica  e il ciclo produttivo della birra servono a chiarire le idee. In degustazione si trova una ricca varietà di birre che permettono un assaggio comparativo per scoprire quanto è vario il mondo delle lambic, delle Geuze, delle Kriek, sia in termini di acidità sia in termini di sfumature di amaro.

Info: www.visitflanders.com, il sito per le informazioni turistiche sulle Fiandre

De Lambiek: Gemeenveldstraat 1, Alsemberg – Tel. 02 359 16 36/37 – toerisme@beersel.be – www.delambiek.be

I birrifici HORALs

Boon: Fonteinstraat 65, Lembeek
De Cam: Dorpsstraat 67, Gooik
De Troch: Langestraat 20, Wambeek
3 Fonteinen: Molenstraat 47, Lot
Hanssens Artisanaal: Vroenenbosstraat 15/1, Dworp
Lindemans: Lennikse Baan 1479, Vlezenbeek
Mort Subite: Lierput 1, Asse
Oud Beersel: Laarheidestraat 230, Beersel
Tilquin: Chaussée Maïeur Habils 110, Bierghes (Rebecq)
Timmermans: Kerkstraat 11, Itterbeek

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