Martedì 16 Agosto 2022 - Anno XX
Cicloturismo, due ruote di libertà

Cicloturismo, due ruote di libertà

In Svizzera, Austria e Germania le vacanze in bici hanno successo da anni e fanno bene all’economia. Spagna, Slovenia e Croazia si adeguano. E in Italia? Non c’è una rete ciclabile nazionale ma i comuni virtuosi non mancano. Consigli per un cicloviaggio

Bicitalia, la rete ciclabile nazionale

cicloturismo Pedalare lungo i sentieri di un bosco

Pedalare lungo i sentieri di un bosco

Le potenzialità per trasformare l’Italia in un Paese bicycle friendly, amico delle due ruote, sull’esempio dei vicini europei, non è del resto un’impresa impossibile. Proprio la Fiab si è mossa in questa direzione proponendo Bicitalia, un progetto che mira alla realizzazione di una rete ciclabile nazionale lunga più di 16mila chilometri, alla luce anche della delibera Cipe del febbraio 2001 che prevedeva la messa a punto di una “rete nazionale di percorribilità ciclistica”.  Alcuni tratti del percorso di Bicitalia esistono già (ad esempio in Trentino Alto Adige, la ciclopista del Mincio in provincia di Verona e Mantova) ma c’è molto lavoro da fare.

cicloturismo Viaggio in gruppo

Viaggio in gruppo

Pedroni sottolinea come sia necessario puntare sulla sicurezza dei percorsi “come le decine di migliaia di piste ciclabili che si incontrano a nord delle Alpi dalla Svizzera alla Norvegia”.  E’ questo il segreto per portare in vacanza i turisti, in primis le famiglie con bambini. Presupposto fondamentale, ci tiene a precisare il referente Fiab, è pensare al turista in bici come un
viaggiatore su due ruote, non come uno sportivo.  Un altro aspetto importante è la continuità delle piste che raramente superano i 20 chilometri di lunghezza in Italia (fatta eccezione della realtà di Trento e Bolzano) e sono per lo più segmenti isolati, non in
rete. “Bisognerebbe dare respiro ai nostri percorsi – aggiunge Pedroni – valorizzando ad esempio il nostro grande fiume, il Po, come il Danubio, la Loira, il Reno, la Drava dove si hanno a disposizione migliaia di chilometri, più di quelli che si riescano a percorrere”.

Cicloturismo, pronti a partire?

cicloturismo Con la bici in attesa del treno

Con la bici in attesa del treno

Prima di mettersi in viaggio si consiglia di raccogliere informazioni e suggerimenti sul web, magari leggendo i racconti dei “veterani”. Sul sito della Fiab (www.fiab-onlus.it) o su quello dedicato alle piste ciclabili (www.piste-ciclabili.com), è possibile farsi un’idea su percorsi, itinerari, dritte tecniche riguardo ad esempio il trasporto della bici, le modalità di allestimento del bagaglio, l’alimentazione e la programmazione delle tappe da effettuare lungo il cammino.  La prima cosa da fare è acquistare una bici abbastanza resistente per poter trasportare un minimo di bagaglio e munirsi di cartine e mappe.
Poi occorre decidere il mezzo. Molti cicloturisti sono abituati a viaggiare in treno con la propria bici, altri usano spedirla con un corriere e il sistema risulta pratico sulle lunghe distanze. Per alcune destinazioni è necessario usare l’aereo. La bici può essere trasportata gratuitamente come bagaglio personale. Chi sceglie di partire in macchina invece deve montare appositi portabici. In alternativa si può ricorrere al noleggio in loco.

Viaggi a tappe…

cicloturismo Mappa di un percorso ciclabile in Toscana

Mappa di un percorso ciclabile in Toscana

Se non ci si è affidati a un tour operator specializzato, si suggerisce di pianificare il viaggio cicloturistico, più o meno accuratamente, a tavolino. Indispensabili sono le mappe stradali che dovranno essere il più possibile dettagliate (almeno 1:200.000, ideale l’1:100.000 non sempre reperibile però). Sulle mappe italiane del Touring sono segnate le altimetrie e le salite, su quelle francesi della Michelin il numero delle strade. Deciso il percorso, sulle fotocopie delle mappe stradali si segnano con un pennarello le strade da percorrere, si rilevano le distanze chilometriche parziali e totali programmando quindi le tappe, giorno per giorno.

…e pernottamento in tenda o in hotel

cicloturismo Bondeno, in provincia di Ferrara

Bondeno, in provincia di Ferrara

Per il pernottamento occorre informarsi sulle strutture turistiche dei paesi dove si viaggia e programmare le tappe in modo di arrivare almeno a metà pomeriggio. Se si va all’estero (Olanda o Austria per esempio) una buona idea è quella di fermarsi nei bed & breakfast, mentre in zone molto turistiche, durante l’alta stagione, è consigliabile usare la tenda. In commercio ne esistono di molto leggere. Se si viaggia nel nord-Europa, ricordatevi il doppio telo. Una creazione della Fiab è AlbergaBici, un servizio che mette in rete informazioni sulle strutture ricettive che offrono servizi a favore dei ciclisti. Per chi si muove sulle due ruote, non è da sottovalutare l’opportunità di sapere in anticipo se un albergo o un agriturismo hanno a disposizione un ricovero per la bicicletta o se è presente uno spazio in cui si possono lavare gli indumenti e stenderli; se c’è nei paraggi un meccanico riparatore e se è prevista una ricca colazione al mattino, e magari un sacchetto ristoro per la pedalata del giorno successivo.

Immagini coperte da copyright. Si ringraziano la Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta (www.fiab-onlus.it), l’Ente del turismo della Carinzia e della Svizzera e Ediciclo Editore (www.ediciclo.it).

 

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