Sabato 3 Dicembre 2022 - Anno XX
Cicloturismo, due ruote di libertà

Cicloturismo, due ruote di libertà

In Svizzera, Austria e Germania le vacanze in bici hanno successo da anni e fanno bene all’economia. Spagna, Slovenia e Croazia si adeguano. E in Italia? Non c’è una rete ciclabile nazionale ma i comuni virtuosi non mancano. Consigli per un cicloviaggio

cicloturismo Famiglia ciclo-viaggiatrice in relax

Famiglia ciclo-viaggiatrice in relax

Cicloturismo, esercizio fisico abbinato a una scoperta del territorio lenta, graduale senza consumare una goccia di benzina, e di questi tempi non è cosa da poco. Organizzare una vacanza in sella a una bici piace e sono soprattutto gli stranieri ad averne afferrato i vantaggi. Vantaggi che hanno ricadute positive anche sui bilanci dell’industria turistica. Con 40mila chilometri di rete ciclabile e il 42,6 per cento di cittadini che usano la bicicletta in vacanza, la Germania rappresenta il primo mercato europeo del cosiddetto cicloturismo.

Contributo all’economia

cicloturismo Benevento, in galleria dove prima passava il treno

Benevento, in galleria dove prima passava il treno

Un segmento che in Svizzera (3.300 km di rete ciclabile nazionale) registra un tasso di crescita annuale del 10 per cento e in Austria (4mila km di piste) produce il 25 per cento delle entrate dell’intero comparto turistico. E poi ci sono gli storici paesi “patria” delle due ruote: l’Inghilterra con i suoi 17mila chilometri di percorsi ciclabili, l’Olanda (6mila km) e la Danimarca (4.200 km).
Spesso, inoltre, il ciclista è un cliente tutt’altro che low cost. I turisti tedeschi e olandesi, per fare un esempio, quando viaggiano in bici cercano comfort e sono disposti a pagarlo spendendo dai 50 agli 80 euro al giorno.  I numeri li snocciola Claudio Pedroni, responsabile nazionale per le reti ciclabili della Fiab, la Federazione italiana degli amici della bicicletta, che ricorda con un pizzico di amarezza come anche Spagna, Slovenia e Croazia stiano puntando molto sui viaggi a pedali; sui
manifesti pubblicitari, a campeggiare sono vacanzieri in sella alla propria bici diretti alle Baleari o in Galizia.

Fenomeno cicloturismo

cicloturismo Alto Adige, pista ciclabile nella natura

Alto Adige, pista ciclabile nella natura

E in Italia? Da noi, ammette Pedroni, “il turismo in bicicletta è un oggetto misterioso. Mancano dati nazionali sul fenomeno, c’è spesso un fraintendimento sul termine cicloturismo che porta a delle valutazioni distorte. In particolare, quello che manca è l’infrastruttura. I percorsi sono pochi e l’80 per cento del business dei 16-17 operatori turistici specializzati nelle vacanze in bici – aggiunge Pedroni – consiste nel portare gli italiani all’estero”. Il colmo per il Paese del Giro d’Italia. C’è fermento però, riconosce il rappresentante della Fiab, “molte regioni e province sono virtuose e altre si stanno attivando. In testa Trento e Bolzano che hanno sviluppato percorsi di circa sette – ottocento chilometri belli, protetti e di qualità. Ma esistono anche realtà interessanti in Lombardia, lungo i fiumi, in Piemonte, in Emilia Romagna e lungo l’Arno, a Pisa”. Anche al sud, dice Pedroni, gli esempi in senso positivo non mancano: a Bari, Lecce e più in generale in Salento si riesce a fare bici. Da qualche anno poi, aggiunge, è più facile spostarsi su rotaia: “Con 3 euro e mezzo si può salire con la bici su treni dedicati, ma non su quelli a lunga percorrenza”.

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