Martedì 16 Agosto 2022 - Anno XX
Otranto, appuntamento all’alba

Otranto, appuntamento all’alba

La città pugliese più a oriente d’Italia. A Punta Palascio si brinda al nuovo anno mentre il sole sorge dal mare. Atmosfere invernali e panorami dalla Torre di Sant’Emiliano, una delle 366 torri costiere allo spettacolo di Porto Badisco, fiordo in miniatura dove approdò Enea, tra fichidindia e macchie di mirto salentino

Panorama
Panorama

Dicono che basti ammirare il primo “sorriso” del sole del nuovo anno per propiziarsi il futuro. O meglio, questo è ciò che gli abitanti di Otranto raccontano con convinzione. Per loro, del resto, non deve essere difficile godere dei primi raggi solari.

La cittadina del Salento, è, infatti, il luogo più a oriente d’Italia (scorgendo una qualsiasi carta geografica del Mediterraneo si può osservare che le opposte sponde dell’Adriatico si avvicinano esattamente al 40° parallelo) e quindi dove per prima l’alba fa capolino. Così ogni giorno! Ma l’alba del 1 gennaio è unica in tutto l’anno, e poi ammirarla porta fortuna, più che mangiare lenticchie o i dodici chicchi d’uva. Cosicché sono in molti che, sfidano qualunque inclemenza del tempo, pur di sentirsi parte di quell’esercito di persone che, con lo sguardo incantato, si ritrova a Punta Palascia (a Capo d’Otranto, punta più ad Est, dove le convenzioni nautiche fanno incontrare il mar Adriatico e lo Jonio), vicino al vecchio faro (tornato a vivere di recente e tutelato dalla Commissione Europea), per brindare per la seconda volta dopo il “cin cin” di mezzanotte, mentre il sole sorge dal mare. E magari esprimere un desiderio, ché ogni occasione è buona.

I laghi Alimini e il centro storico dell’antica Hidruntum

La Cattedrale con il tipico rosone
La Cattedrale con il tipico rosone

Sul versante Nord meritano una visita i Laghi Alimini. Sono due specchi d’acqua, scintillanti d’argento, caratterizzati da fitti canneti che ospitano rare specie vegetali, come la carnivora erba vescica.

E come tralasciare il centro storico. Il bello di Otranto, l’antica Hidruntum, è nelle vie strette lastricate di pietra viva e a serpentina tra le case bianche, lungo le quali la cornice di una porta di qualche palazzo basta da sola a suggerire qualche fasto del passato.

Lo splendore è nella Cattedrale di stile romanico-gotico pugliese, con rosone rinascimentale e portale barocco. La luce e l’ombra compongono sulla facciata i loro giochi spettacolari. Tutto sembra studiato perché l’una e l’altra ne esaltino l’idea di grandezza. Una volta dentro, la ricchezza artistica si esprime nel soffitto a cassettoni, nella cappella degli 800 Martiri, nella Cripta che si trova sotto la cattedrale.

Il mosaico di Pantaleone: l’albero della vita tra bene e male

Il Castello
Il Castello

Ma si rimane stupefatti di fronte al mosaico di Pantaleone, composto di tessere policrome del XII secolo, il più grande – quasi mille metri quadri – di tutto l’Occidente. Raffigura l’albero della vita nella sua compiutezza tra bene e male.

Da vedere, l’imponente Castello eretto dai bizantini, a pianta pentagonale. Concedetevi una passeggiata sul camminamento attiguo al castello, per godere di un magnifico panorama. Infine visitate la basilichetta di San Pietro, massima espressione dell’arte bizantina. Si dice che la fondazione di questa chiesa è legata al passaggio di San Pietro, in viaggio verso Roma. La leggenda è alimentata da un’iscrizione in greco relativa alla lavanda dei piedi. (15/12/09)

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