Venerdì 15 Novembre 2019 - Anno XVII
Isola di Barbados, spiaggia

Isola di Barbados, spiaggia

Barbados splendida isola dal glorioso passato

Situata nell’arcipelago delle Piccole Antille, Barbados è un’isola dalla natura incontaminata. Foreste tropicali. Spiagge dalla finissima sabbia bianca. Acque cristalline dove nuotano le tartarughe marine. Moderni grattacieli. Musei a testimoniare l’odissea degli abitanti dell’isola

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Mappa dell’arcipelago delle Piccole Antille

Tra le mete turistiche da sogno vi sono le isole del Mar dei Caraibi. Una di queste meraviglie della natura è senza dubbio l’isola di Barbados dell’arcipelago delle Piccole Antille. Una terra che non sarebbe divenuta una delle isole più gettonate dal turismo internazionale se Cristoforo Colombo non avesse aperto la rotta verso la nuova terra oltre il Mediterraneo: l’America. Dal glorioso giorno dello sbarco sulle coste del “Nuovo Mondo”, 12 ottobre 1492, ebbero inizio i viaggi transoceanici con la conseguente colonizzazione europea delle Americhe.
Come altre isole delle Piccole Antille, ciò che attira i turisti sono le spiagge di finissima sabbia bianca, le acque cristalline dove si può nuotare ammirando i numerosi pesci della barriera corallina e le tartarughe marine.
Nell’entroterra si rimane affascinati dalla natura incontaminata costituita da foreste tropicali, da piantagioni di canna da zucchero e da paludi di mangrovie. E’ proprio il mix di culture differenti a caratterizzare lo stile architettonico dei palazzi, delle case coloniali e dei monumenti costruiti a imperitura memoria dell’indipendenza dell’isola e dell’abolizione della schiavitù.

Barbados, la piccola Inghilterra

Barbados Bridgetown

Bridgetown, la capitale

Barbados, a causa della dominazione inglese durata oltre trecento anni contribuendo ad influenzare l’idioma e la cultura sociale, è definita la “Piccola Inghilterra”. La capitale è Bridgetown, situata sulla costa sud occidentale dell’isola. Il nome significa “città dei ponti” per effetto delle costruzioni edificate lungo il canale Careenage che divide in due la città.
Nella capitale non è difficile trovarsi immersi tra moderni grattacieli e costruzioni dall’aspetto coloniale caraibico, tra bazar che offrono ogni tipo di prodotto locale dove assaggiare le celebri bevande caraibiche a base di rum. Questi territori sono stati sfruttati per secoli. La coltivazione della canna da zucchero è la materia prima fondamentale per la distillazione del celebre liquore.

Sole, musica, allegria, cultura

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Il palazzo del Parlamento sullo sfondo

Alle Barbados non si respira solo aria di vacanza col sole, la musica e l’allegria dei suoi ospitali e sorridenti abitanti. Ci si può immergere nella cultura degli isolani visitando i maggiori centri d’interesse dell’isola, compresi i vari musei disseminati nelle cittadine lungo la costa, per comprendere l’odissea subita dagli abitanti dell’isola.
Tra i maggiori musei che testimoniano l’origine della colonizzazione inglese e il conseguente sfruttamento di popolazioni africane è il Barbados Museum of Parliament situato all’interno del palazzo del Parlamento nella rinomata National Heroes Square che ricorda vagamente la ben più nota Trafalgar Square a Londra. L’edificio, costruito in stile gotico-coloniale, domina la piazza dove si erge la statua dell’ammiraglio Horatio Nelson, eroe britannico.

Caraibi zona contesa tra Inghilterra, Spagna, Francia

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Feste popolari

Per oltre cento anni, fin dal lontano 1713, i Caraibi furono oggetto di lotte continue per la supremazia navale fra Inghilterra, Spagna, Francia che si contendevano le terre caraibiche sfruttate per la canna da zucchero e le spezie. Pure la pirateria si dava da fare per impossessarsi dei preziosi carichi mercantili con rotta Caraibi-Europa.
I primi a giungere sull’isola, verso il 1536, furono i Portoghesi che cedettero il passo agli Inglesi nel 1627 e, a differenza delle altre isole caraibiche più volte dominate da varie potenze coloniali, Barbados rimase sempre sotto il controllo inglese fino al 1966, anno dell’indipendenza dal Regno Unito, ma membro del Commonwealth.

La tratta atlantica degli schiavi africani

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Museo, reperti indossati

Il primo insediamento stabile, però, risale al XVII secolo ad opera dei primi coloni inglesi che, per meglio sfruttare le piantagioni di canna da zucchero, dovettero pensare ad incrementare la produzione attraverso la deportazione di schiavi provenienti dall’Africa. E’ il triste periodo legato alla “tratta atlantica degli schiavi africani”. Le Piccole Antille divennero una sorta di campi di “ambientamento”. Gli africani venivano messi in zone recintate per essere selezionati. I più idonei alla schiavitù venivano portati nelle piantagioni caraibiche e americane. Lo sfruttamento delle popolazioni africane e le condizioni disumane a cui furono sottoposti uomini, donne e bambini sono ben documentati nei dipinti e nelle didascalie all’interno del Museum of Parliament.
Vengono citati il Primo Governatore dell’isola, sir Henry Hawley che nel 1639 fece di Barbados la terza colonia inglese dopo la Virginia (1619) e le Bermuda (1620) cercando di istituire un parlamento coloniale a cui erano ammessi solo i cittadini bianchi.

Frank Walcott eroe nazionale delle Barbados

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Il dipinto raffigura gli africani in schiavitù

L’uomo che ha contribuito al mutamento politico dell’isola è Frank Walcott (16 settembre 1916-24 febbraio 1999). Sindacalista, politico, ambasciatore è considerato uno dei 10 eroi nazionali. Impossibile non rimanere turbati di fronte al dipinto che raffigura gli schiavi imbavagliati, con gli occhi sbarrati dalla paura e le catene al collo. Oppure di fronte alla scultura in legno che testimonia l’amputazione degli arti. Di fronte a queste immagini ci si chiede quanto orrore sia stato perpetrato ai danni del popolo africano, soprattutto proveniente dai Paesi della costa occidentale.
Lasciandoci alle spalle questo funesto passato, possiamo visitare altri straordinari luoghi storici: la Chiesa anglicana di Saint Michael; la Barbados Garrison, l’antico quartier britannico sede della guarnigione militare che doveva controllare l’isola; il Queen’s Park, un bel giardino pubblico. E ancora: la Gun Hill Signal Statio; la George Washington House, la villa dove soggiornò il primo Presidente degli Stati Uniti d’America.
Bridgetown storica e la sua Guarnigione sono patrimonio dell’umanità UNESCO. Non mancano nemmeno le occasioni dove abbandonarsi al relax sulla spiaggia, alle escursioni marine, allo shopping lungo la via principale della capitale o agli intrattenimenti notturni.

Quando andare

Il periodo migliore va da dicembre ad aprile tenendo presente che ai Caraibi ogni giorno può esserci una pioggia di alcuni minuti. Da evitare i mesi tra giugno a novembre per il passaggio di cicloni o uragani.
Lingua parlata: inglese
Moneta: dollaro delle Barbados, possibile il cambio valuta nelle banche della capitale.

Info: www.visitbarbados.org

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