Martedì 16 Agosto 2022 - Anno XX
Presentazione della squadra italiana (ph: D. Bragaglia © Mondointasca)

Presentazione della squadra italiana (ph: D. Bragaglia © Mondointasca)

Bocuse d’Or: la nazionale italiana degli chef si allena ad Alba

Dai primi di aprile la squadra capitanata dallo chef pugliese Martino Ruggeri inizierà a Alba gli allenamenti per il concorso mondiale di gastronomia. La sfida finale a Torino 11 e 12 giugno. Per due mesi Alba sarà la “Coverciano dei cuochi”

Bocuse d'Or Martini-Ruggeri-a-dx-e-due-comp-sq-italiana

Martino Ruggeri a dx con Mulpas e Poulain (ph: D. Bragaglia © Mondointasca)

Il palazzo dei Congressi di piazza Medford a Alba è già stato ribattezzato la “Coverciano dei cuochi”. Qui infatti dai primi di aprile si allenerà la “nazionale italiana” di cucina che a Torino l’11 e 12 giugno sarà in campo per la finale europea del Bocuse d’Or, il più importante concorso mondiale di gastronomia. La squadra italiana, presentata nei giorni scorsi nel capoluogo delle Langhe, è rappresentata da Martino Ruggieri, lo chef pugliese di 32 anni che ha vinto la selezione nazionale. Ruggeri ha chiamato accanto a sé due ragazzi molto giovani che collaborano con lui al Pavillon Ledoyen, famosissimo ristorante tristellato parigino di Yannin Alléno. Si tratta del belga ventunenne Curtis Clément Mulpas che avrà le funzioni di commis e dell’altrettanto giovane francese François Poulain che svolgerà il ruolo di coach, cioè stimolerà Ruggieri a dare il meglio e gli evidenzierà eventuali debolezze.

Bocuse d’Or officina di talenti

Bocuse d'Or Giancarlo-Perbellini-sx-e-Enrico-Crippa

Giancarlo Perbellini e Enrico Crippa (ph: D. Bragaglia © Mondointasca)

Ma oltre a questa squadra di giovani (il Bocuse d’Or svolge anche il ruolo di officina di talenti da cui escono i grandi chef del futuro) c’è chi, da dietro le quinte, coordinerà gli allenamenti: Luciano Tona che è presidente dell’Accademia Bocuse d’Or Italia e Giancarlo Perbellini che ne è presidente.
L’Accademia è nata ad Alba lo scorso anno con l’obiettivo di portare la squadra italiana a competere in modo più organizzato e strutturato rispetto alle passate edizioni del concorso.
Un po’ più defilato, ma vero regista delle operazioni, c’è Enrico Crippa, chef con tre stelle del ristorante Piazza Duomo di Alba, che ha dovuto rinunciare a cariche ufficiali perché sarà in giuria alle finali di Torino.

Bocuse d’Or: Alba la “Coverciano dei cuochi”?

Bocuse d'Or Ruuggeri-Crippa-Torna-Mulpas

Ruuggeri, Crippa, Torna, Mulpas (ph: D. Bragaglia © Mondointasca)

Ma perché il palazzo dei congressi di Alba è stato definito la “Coverciano dei cuochi”? Perché qui, con precisione millimetrica, è stato ricostruito il box con cucine identico a quello che il 12 giugno la squadra italiana (sorteggiata per il secondo giorno di competizione) troverà a Torino e in caso di vittoria a Lione, a gennaio 2019, nel corso della finale mondiale. Il motivo per cui è stato approntato il box è che nelle 5 ore e 35 minuti che gli chef avranno a disposizione per preparare le due prove in programma, un piatto e un servizio a vassoio, ogni gesto dovrà essere interiorizzato ed essere svolto senza esitazioni e sbavature. Serviranno circa due mesi di allenamento per trovare un perfetto affiatamento fra i vari componenti della squadra che partecipa a Bocuse d’Or. “Come un atleta, anche un cuoco deve allenare corpo e mente, ed è quello che sto facendo ogni giorno” ha spiegato Martino Ruggieri.

Tifo da stadio per la squadra italiana a Torino

Bocuse d'Or Martino-Ruggeri

Martino Ruggeri (ph: D. Bragaglia © Mondointasca)

I prodotti obbligatori della prima prova del concorso non sono ancora stati resi pubblici, quelli della seconda sono filetto di manzo di fassone piemontese, riso Dop di Baraggia biellese e vercellese e animelle di vitello. Un omaggio alla terra che quest’anno ospita la finale europea del Bocuse.
Nella sfida del 12 giugno l’Italia affronterà Russia, Svezia, Croazia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Bulgaria, Estonia e Turchia. Il giorno precedente si sfideranno invece Polonia, Belgio, Islanda, Ungheria, Germania, Olanda, Spagna, Francia, Svizzera, Gran Bretagna.
“Sono molto soddisfatto della squadra che si è creata attorno a Ruggieri – sottolinea Enrico Crippa. “Un team di professionisti che lavorerà per un obiettivo comune: arrivare sul podio.” Insomma quest’anno che si gioca in casa, l’Italia vuole andare oltre il quinto posto, fin qui il miglior piazzamento a questo concorso che è paragonabile ad un campionato mondiale per giovani chef. E a Torino ci sarà un tifo da stadio per Ruggieri e la sua squadra.

Leggi anche:

Very Slow Italy la fiera della lentezza e del buon vivere

A Genova torna Euroflora 2018

Villa Arconati, la ‘Versaille di Milano’ si prepara ad aprire le sue porte

© RIPRODUZIONE RISERVATA